(AP Photo/Mark Humphrey)

7 canzoni della Dave Matthews Band

Da riascoltare in questi giorni in cui è in tour in Italia, scelte dal direttore Luca Sofri per il suo libro "Playlist"

(AP Photo/Mark Humphrey)

La Dave Matthews Band è una delle più famose rock band americane: si è formata nel 1991, e da allora ha avuto un grande successo in America, anche grazie agli apprezzati ed elaborati concerti. In questi giorni la band è in tour in Italia: ha suonato il 17 ottobre a Milano, il 18 ottobre sarà a Firenze, il 20 a Roma e il 21 a Padova. Queste sono le sette canzoni della band che Luca Sofri, il peraltro direttore del Post, ha scelto per il suo libro Playlist.

Dave Matthews Band
(1991, Charlottesville,Virginia)
Un caso affascinante dell’industria discografica: pur facendo un genere di musica del tutto internazionale e convenzionale (tra jazz-rock e southern rock) ed essendo tra le band di maggior successo commerciale negli Stati Uniti, in Europa li conoscono a malapena. La verità sta nel mezzo.

Satellite

(Remember two things, 1993)
“Esci, vai fuori, vedi qualcuno, fatti una passeggiata, invece di stare sempre attaccato a quel computer” (a scaricare mp3 della Dave Matthews Band).

Ants marching

(Remember two things, 1993)
Siamo tutti formichine, ma non nel senso alacre e simpatico della metafora tradizionale: la nostra vita è dissennata, forsennata, concitata, senza una virgola di cambiamento. Finisce la settimana, comincia la settimana successiva. Con tutto un divertissement ritmico sotto.

Crash into me
(Crash, 1996)
Senza confondersi con la assai più esplicita “Sbattiamoci” di Renato Zero, la traduzione letterale del titolo in “Sbattimi dentro” si presterebbe comunque a divertenti multipli sensi. Un lentone: Matthews disse che parlava di un ragazzo che fa la posta a una signora assai più grande di lui.

So much to say
(Crash, 1996)
Il titolo è ripetuto ventiquattro volte, malgrado il concetto che esprime e senza apparente ironia. Comunque, ci vinsero un Grammy.

Crush

(Before these crowded streets, 1998)
Bella canzone con attacco jazz, ottima per una colonna sonora di scene notturne, metropolitane, tese e drammatiche ma con un brandello di speranza sul domani.

Where are you going?
(Busted stuff, 2002)
Dove stai andando? Sui lenti, la Dave Matthews Band emoziona di più, malgrado le inclinazioni della band alle complessità strumentali.

Gravedigger
(Some devil, 2003)
Grande atmosfera. Come in un’Antologia di Spoon River, ogni lapide ha una richiesta per chi scaverà la sua fossa: per esempio che non sia troppo profonda, per poter sentire la pioggia.