(Justin Sullivan/Getty Images)

Perché negli Stati Uniti c’è ancora la peste

Nei primi mesi del 2015 sono morte per la malattia 4 persone e ci sono stati 15 casi di contagio: c'entrano dei roditori lunghi circa 30 centimetri molto diffusi in Nordamerica

(Justin Sullivan/Getty Images)

Nei primi mesi del 2015 negli Stati Uniti quattro persone sono morte di peste e in tutto ci sono stati 15 casi riconducibili alla malattia, ha detto il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), un importante ente della sanità pubblica statunitense. Negli ultimi quindici anni negli Stati Uniti non erano mai morte di peste più di due persone all’anno: l’anno peggiore era stato il 2006, in cui c’erano stati 17 casi di peste e due persone erano morte per la malattia. BBC ha spiegato perché «quasi cinquant’anni dopo che sono andati sulla Luna, gli Stati Uniti non sono ancora riusciti a eliminare una malattia che devastava l’Europa nel Medioevo».

La peste è una malattia infettiva di origine batterica e si trasmette dagli animali all’uomo attraverso le pulci: la peggiore epidemia di peste nella storia fu quella conosciuta come “peste nera”, che nel Quattordicesimo secolo causò la morte di circa 50 milioni di persone in Europa. La peste restò presente per secoli in Europa: Alessandro Manzoni descrisse nei Promessi Sposi quella che negli anni Trenta del Diciassettesimo secolo colpì le principali città d’Europa, e Milano in modo particolare. Un’altra importante epidemia – conosciuta come la “grande peste di Londra” – causò nel 1665 la morte di circa un quinto della popolazione di Londra. La peste arrivò più tardi anche in Cina e India, dove nel Diciannovesimo secolo provocò circa 12 milioni di morti. La peste è ancora oggi endemica – ossia presente in modo costante – in Madagascar, nella Repubblica Democratica del Congo e in Perù.

Negli Stati Uniti la peste non ha mai fatto tanti morti quanti ne ha fatti in Europa, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto che esiste dai primi anni del Novecento, quando fu introdotta dai ratti che si trovavano sulle navi che partivano dall’Europa e approdavano in America. Nel Novecento ci furono alcune epidemie di peste in diverse città statunitensi: la più intensa colpì Los Angeles, in California, nel 1925. Se non viene diagnosticata e curata, la peste ha una mortalità compresa tra il 30 e il 60 per cento. Il CDC ha detto che la maggior parte dei casi di peste negli Stati Uniti sono avvenuti d’estate, soprattutto in New Mexico, Arizona, California e Colorado.

Amesh Adalja, che si occupa di malattie infettive per l’università di Pittsburg, ha spiegato che a contagiare gli esseri umani sono soprattutto i cani della prateria, dei roditori lunghi circa 30 centimetri molto diffusi in Nordamerica. BBC ha scritto che è proprio la grande diffusione di questi e altri animali simili che rende «difficile, se non impossibile, eliminare del tutto la peste». Adalja ha però spiegato che vari team di ricercatori stanno provando a sviluppare dei vaccini contro la peste e che le ricerche sono a un buon punto. Un vaccino contro la peste sarebbe importante anche perché la peste potrebbe essere usata come arma biochimica. È un’eventualità remota, ma non impossibile, scrive BBC.