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  • mercoledì 14 ottobre 2015

L’architetto di Mario Mantovani

E altre storie legate alle accuse che hanno portato all'arresto del vicepresidente della regione Lombardia, spiegate dal Corriere

Mario Mantovani (Lapresse)

Dopo la notizia di ieri dell’arresto di Mario Mantovani, vicepresidente della regione (incarico da cui si è autosospeso) Lombardia ed ex senatore di Forza Italia, per corruzione aggravata, concussione e turbativa d’asta, sono cominciate a circolare sui giornali di oggi storie più precise legate all’inchiesta. Una di queste riguarda l’architetto Gianluca Parotti, che secondo i pm in cambio di incarichi professionali in appalti pubblici avrebbe diretto gratuitamente i lavori di ristrutturazione nei molti immobili della famiglia di Mantovani. Un’altra di queste storie ha a che fare con una gara di appalto, cancellata, per il servizio di trasporto dei malati che dovevano sottoporsi alla dialisi. Le ha spiegate il Corriere della Sera:

Il potere esercitato nel sottobosco della politica lombarda attraverso pressioni, raccomandazioni, connivenze e complicità. Dall’inchiesta che ha portato in carcere per corruzione, concussione e turbativa d’asta il vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani (Forza Italia) emerge l’uso di quello stesso potere per fini talmente privati da far pagare all’erario l’architetto che ha diretto i lavori di ristrutturazione nei molti immobili della famiglia Mantovani, facendogli ottenere incarichi professionali in appalti pubblici.

Il funzionario resta lì
Il responsabile della segreteria tecnica e degli interventi per l’edilizia scolastica del Provveditorato per le opere pubbliche della Lombardia, l’ingegner Angelo Bianchi (arrestato) nella primavera del 2012 doveva essere trasferito (20mila euro in meno di stipendio) perché rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d’asta. Mantovani, che allora era senatore di Forza Italia, secondo la Procura di Milano avrebbe fatto forti pressioni con il suo assistente Giacomo Di Capua (anche lui arrestato) sul Provveditore Pietro Baratono minacciando che alcuni enti pubblici avrebbero potuto «revocare le convenzioni» con il Provveditorato, ha testimoniato Baratono. Bianchi restò al suo posto ancora a lungo garantendo incarichi di progettazione all’architetto Gianluca Parotti, lo stesso che per anni aveva fornito gratis prestazioni professionali alla famiglia Mantovani, ristrutturando, ad esempio, la splendida settecentesca «Villa Clerici» di Rovellasca. Non solo. Il professionista avrebbe anche prestato, sempre gratuitamente, la sua opera al Comune di Arconate, che Mantovani considera «cosa propria», scrivono i magistrati, ad esempio per l’ intervento in un parco o la sistemazione di una piazza. Tutto per «supportare» l’attività del politico nel suo bacino elettorale.

Le turbative d’asta
Restando al suo posto, Bianchi avrebbe avuto modo di condizionare gare anche per i suoi interessi personali. Come quando aggiustò, dice il pm Giovanni Polizzi, l’appalto dei lavori negli edifici scolastici di Arconate a favore di un imprenditore che gli aveva promesso l’assunzione di una sua amica.

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