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  • Moda
  • mercoledì 7 ottobre 2015

Balenciaga ha scelto Demna Gvasalia

È tedesco di origini georgiane, ha 34 anni ed esperienza da Margiela e Louis Vuitton, ma anche un suo marchio, e sostituirà Alexander Wang

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Demna Gvasalia è il nuovo direttore creativo di Balenciaga, a partire da ieri, mercoledì 7 ottobre.
La nomina del successore di Alexander Wang era attesa: a luglio Wang aveva annunciato la fine della sua collaborazione con Balenciaga, dopo soli tre anni, e la settimana scorsa aveva presentato a Parigi la sua ultima collezione per la casa di moda, generando la consueta curiosità e serie di ipotesi su chi sarebbe stato scelto come successore.

Gvasalia è tedesco, di origini georgiane, ha 34 anni e diverse esperienze nel mondo della moda: non è uno dei nomi famosi che tutti conoscono, ma ha fondato un suo brand, Vêtements, e prima di farlo ha lavorato per Maison Margiela e Louis Vuitton. Da Margiela Gvasalia si occupava delle collezioni donna, dal 2009 fino al 2013, ed è poi passato a Louis Vuitton, dove era uno degli stilisti responsabili della collezione ready-to-wear.
Le ipotesi erano che Balenciaga si sarebbe rivolta a qualcuno di poco conosciuto e che potesse dedicarsi senza distrazioni all’azienda dopo l’esperienza con Wang (che aveva anche una sua marca personale), ma Gvasalia continuerà a svolgere il suo ruolo anche per Vêtements smentendo tali ipotesi.
È proprio lo stile delle creazioni di Vêtements ad essere al centro dell’attenzione nelle ore dopo la nomina di Gvasalia. Vêtements è stato fondato l’anno scorso da un collettivo di sette stilisti, con a capo Gvasalia, che hanno lasciato Margiela per il nuovo brand.
Vêtements è una marca che si è affermata positivamente nell’ambiente della moda francese (ha debuttato a Parigi l’anno scorso e ha presentato la sua collezione primavera/estate 2016 questo primo ottobre) ed il brand si distingue per avere uno stile lontano da quello classico dell’alta moda. Quartz spiega che i vestiti di Vêtements propongono un’immagine che sembra “da quattro soldi, cruda, praticamente l’opposto del lusso”. Gli abiti sono destrutturati (ad esempio un paio di jeans formati da diversi pezzi di jeans vintage), con molti capi oversize e prodotti con materiali riciclati (ad esempio una tovaglia di plastica). Uno stile che, come scrive The Cut, è già molto apprezzato nell’ambito della street-style e tutti si chiedono in che misura influenzerà le scelte di Balenciaga, conosciuta al contrario per essere una casa di moda dall’immagine elitaria.

Il New York Times scrive che Balenciaga rappresenta una piccola fetta del mercato di Kering, la sua proprietaria: circa 350 milioni di euro annuali sui 5,5 miliardi di entrate totali che Kering ha ottenuto solo nella prima metà dell’anno; tuttavia questa potrebbe essere l’occasione per rivitalizzare le vendite, in un momento economico fiaccato dall’andamento dell’economia globale e dalla diminuzione della richiesta di beni di lusso dalla Cina. Per il New York Times la nomina di Gvasalia potrebbe essere il cambiamento più radicale della casa di moda da quando Cristóbal Balenciaga l’ha creata, a Parigi, nel 1936.

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