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  • martedì 29 settembre 2015

I morti della strage della Mecca potrebbero essere più di mille

La conta ufficiale dice 769, ma l'Arabia Saudita ha dato a India e Pakistan le fotografie di 1.100 persone per riconoscere i corpi

Secondo alcuni parlamentari e fonti diplomatiche di India e Pakistan – riprese e raccontate dalla stampa internazionale – il numero delle persone morte calpestate dalla folla durante il pellegrinaggio musulmano dell’Hajj alla Mecca il 24 settembre potrebbe essere più alto di quanto comunicato ufficialmente dalle autorità dell’Arabia Saudita. Le comunicazioni ufficiali dicono che il numero dei morti è 769, ma secondo quanto riportato dal Guardian l’Arabia Saudita ha fornito a India e Pakistan tra le 1.090 e le 1.100 fotografie di persone morte durante l’Hajj per effettuare il riconoscimento dei corpi. L’Arabia Saudita – che è una monarchia assoluta – a oggi non ha ancora commentato la notizia.

Durante una conferenza stampa lunedì sera, il parlamentare pakistano incaricato dal governo di coordinare i lavori e le procedure di risposta alla strage dell’Hajj, Tariq Fazal Chaudhry, ha detto di aver ricevuto dalle autorità saudite 1.100 fotografie di persone morte alla Mecca per effettuare il riconoscimento, spiegando che le fotografie sono per ora visionabili solo nelle sedi diplomatiche dell’Arabia Saudita. Una notizia simile, e che quindi conferma il sospetto che il numero dei morti reali sia superiore a quello finora ufficializzato, è stata data anche da Sushma Swaraj, ministro degli Affari Esteri indiano, che domenica aveva scritto su Twitter di aver ricevuto dalle autorità saudite 1.090 fotografie di persone morte alla Mecca.

Cos’era successo
Giovedì 24 settembre centinaia di persone sono morte calpestate a Mina, un quartiere periferico della Mecca, mentre si stava svolgendo lo Jamarat, uno dei riti che fanno parte dell’Hajj, il pellegrinaggio annuale alla Mecca che ogni musulmano dovrebbe compiere almeno una volta nella vita. Due gruppi di pellegrini si sono scontrati in una zona di Mina dove si incrociano due strade molto anguste e con poche vie di fuga: le persone hanno iniziato a cadere e altre le hanno calpestate spinte dalla folla dietro di loro. Secondo le regole islamiche tutti i pellegrini devono compiere lo Jamarat durante lo stesso giorno e, anche se negli anni l’Arabia Saudita ha migliorato le misure di sicurezza, non sono rari incidenti simili a quello del 24 settembre. Quest’anno circa 2 milioni di persone erano presenti a Mina per l’Hajj quando è avvenuto l’incidente.

Anche le autorità iraniane hanno detto di credere che il numero dei morti della strage dell’Hajj sia superiore a 1.000, senza però fornire indicazioni più precise o prove concrete. Durante l’Hajj sono morti 226 cittadini iraniani e 246 persone risultano ancora disperse.

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