(NASA/JHUAPL/SwRI)

Le nuove spettacolari foto di Plutone

Si vedono montagne di ghiaccio, pianori e foschia: le ha scattate a luglio la sonda New Horizons della NASA

(NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha diffuso una nuova serie di immagini di Plutone, il pianeta nano del nostro sistema solare visitato a metà dello scorso luglio dalla sonda spaziale New Horizons. Le nuove fotografie sono state scattate 15 minuti dopo il passaggio ravvicinato della sonda e mostrano Plutone illuminato dalla luce radente del Sole, cosa che rende bene evidenti i rilievi montuosi che si trovano sulla sua superficie, la nebbia o foschia che si forma in alcuni punti e la presenza del grande pianoro chiamato informalmente Sputnik dalla NASA (lo Sputnik fu il primo satellite artificiale della Terra, costruito e mandato in orbita dall’Unione Sovietica nel 1957).

Il 18 settembre la NASA ha condiviso un video che unendo le varie fotografie scattate New Horizons mostra come sarebbe un volo sopra la superficie di Plutone: il titolo del video è “quando l’arte incontra la scienza”.

Ghiacci e nebbie
Le immagini mostrano con un buon grado di dettaglio la superficie di Plutone per la prima volta nella storia. La fotografia principale comprende una porzione di territorio larga circa 1.250 chilometri. Come ha detto Alan Stern, uno dei principali responsabili della missione New Horizons, “questa immagine ti fa davvero sentire lì, su Plutone, come se stessi ispezionando in prima persona il paesaggio”. Oltre alla loro bellezza, le immagini sono naturalmente preziose per i ricercatori che vogliono capire meglio le caratteristiche di Plutone, che si trova a sei miliardi di chilometri dalla Terra.

Le fotografie sembrano confermare la presenza di foschia nell’atmosfera di Plutone, per quanto sia costituita principalmente da azoto. Gli strati di foschia si innalzano fino a 100 chilometri di altezza dalla superficie, cosa che suggerisce che sul pianeta nano ci possano essere condizioni atmosferiche che variano giorno dopo giorno, più o meno come come succede sulla Terra. Sono ben visibili i ghiacciai, anche questi costituiti principalmente da azoto, che seguono una loro evoluzione e avanzano verso i pianori del pianeta nano.

New Horizons
New Horizons ha scattato centinaia di fotografie nel corso del suo passaggio ravvicinato di luglio e le sta trasmettendo sulla Terra. La NASA stima che sarà necessario circa un anno prima di avere ricevuto tutte le immagini e gli altri dati raccolti dalla sonda. New Horizons è grande più o meno quanto un pianoforte a coda e per raggiungere Plutone ha sfruttato la spinta gravitazionale di diversi pianeti del Sistema solare, passandoci relativamente vicino: ha sorvolato Marte, ha oltrepassato la fascia degli asteroidi, è passata a 2,3 milioni di chilometri di distanza da Giove e si è poi fatta dare ulteriori spinte dalle orbite di Saturno, Urano e Nettuno. Il suo viaggio è iniziato nel 2006.

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Plutone
Plutone fu scoperto meno di un secolo fa, nel 1930, grazie alle osservazioni dell’astronomo statunitense Clyde William Tombaugh, che considerò il corpo celeste come il nono pianeta del nostro sistema solare. Dopo anni di diatribe e discussioni, nell’estate del 2006 l’Unione astronomica internazionale (UAI) riclassificò Plutone da pianeta a “pianeta nano”, perché non soddisfa alcuni criteri stabiliti per la classificazione dei pianeti. La decisione fu molto contestata e se ne discute ancora oggi: molti astronomi continuano a ritenere che Plutone debba essere considerato un pianeta a tutti gli effetti.

Plutone

Plutone orbita intorno al Sole nella Fascia di Kuiper, una porzione di Spazio in cui si trovano diversi corpi celesti ghiacciati all’esterno dell’orbita di Nettuno. Fu scoperta nei primi anni Novanta e in seguito gli astronomi si resero conto che Plutone era l’esponente più importante e interessante di questa classe di oggetti, e che poteva essere il più adatto per scoprire e studiare le caratteristiche dei pianeti nani. I ricercatori pensano che i corpi celesti nella Fascia di Kuiper siano tra i più antichi del nostro sistema solare: studiandoli, si dovrebbero quindi capire meglio i meccanismi che portarono alla formazione del piccolo angolo di Via Lattea – la nostra galassia – in cui si trova la Terra in compagnia degli altri pianeti. Sorvolato Plutone, New Horizons continuerà il suo viaggio nella Fascia di Kuiper, e i ricercatori confidano di scoprire nuove cose sulle sue caratteristiche grazie alle osservazioni che compirà la sonda.