Roger Federer. (Al Bello/Getty Images)
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  • domenica 13 settembre 2015

Il nuovo colpo di Roger Federer

Si chiama "Attacco furtivo di Roger" ed è molto criticato: Federer ha detto che potrebbe usarlo anche nella finale degli US Open di stasera contro Djokovic

Roger Federer. (Al Bello/Getty Images)

Nel mondo del tennis negli ultimi giorni si è discusso molto di un nuovo “colpo” usato dal tennista svizzero Roger Federer in alcune sue recenti partite. Federer stesso l‘ha scherzosamente soprannominato Sneak Attack By Roger (SABR), cioè “Attacco furtivo di Roger”: prevede che durante il servizio dell’avversario Federer avanzi da fondo senza farsi vedere, di modo da essere più vicino a rete – zona del campo nella quale Federer gioca meglio di tutti al mondo – nel caso il tiro dell’avversario sia debole. È una mossa astuta ma rischiosa: nel caso l’avversario decida di servire con un tiro potente, Federer si troverebbe troppo vicino alla rete per rispondere in maniera efficace.

Molti esperti di tennis hanno apprezzato che Federer abbia utilizzato di recente una mossa così originale e spregiudicata. Alcuni famosi ex giocatori, invece, hanno criticato il colpo spiegando che il SABR equivale a una specie di insulto. Anche Novak Djokovic, contro cui Federer giocherà contro nella finale degli US Open di oggi, ha detto che il nuovo colpo di Federer è «fantastico per lui che lo usa, ma non altrettanto per chi lo subisce». Federer ha risposto indirettamente a Djokovic spiegando in un’intervista che nel caso “avrà senso” usare il SABR in finale, lo userà.

Il SABR usato da Federer nel secondo turno degli US Open contro il belga Steve Darcis: durante il servizio di Darcis, Federer avanza rapidamente di un paio di metri, risponde con un pallonetto che costringe Darcis a indietreggiare e schiaccia facilmente sulla sua debole risposta.

Federer, che ha 33 anni e nella sua carriera ha vinto 17 Slam, è da anni considerato un giocatore efficace ma eccessivamente “all’antica”: ama molto andare a giocare vicino alla rete, praticando un tipo di tennis spregiudicato e ormai fuori moda. Negli ultimi anni il tennis – sia quello maschile sia quello femminile – è diventato molto più “muscolare”, e non è raro assistere a partite con lunghi scambi da fondo campo, ideali per tennisti dal tiro potente e molto resistenti fisicamente. Federer è rimasto uno dei pochi ad alto livello a praticare il gioco a rete. Il suo stile di gioco si adatta perfettamente al declino naturale della sua condizione fisica: cercando di giocare subito a rete ed evitando i lunghi scambi, Federer può sperare di finire prima le partite, evitando di stancarsi eccessivamente soprattutto nei grossi tornei, a cui partecipano decine di tennisti. Lo stesso Federer ha raccontato al New York Times che l’idea del SABR è nata alla fine di un allenamento che voleva finisse presto perché era stanco.

«Stavamo quasi cazzeggiando, e a un certo punto mi sono detto: OK, faccio del chip and charge [cioè una serie di colpi che permettono contemporaneamente di avanzare, per arrivare subito a rete], così accorcio gli scambi. Ero stanco, e tanto volevo già lasciare il campo. È stato in quel momento che ho iniziato ad avanzare sul servizio dell’altro. Ne ho messi a segno un paio, ed è stato buffo. Poi l’ho rifatto all’allenamento successivo, giusto per capire se funzionasse ancora. E ha funzionato, anche nel terzo allenamento in cui l’ho provato. È stato allora che Severin [Luethi, il suo allenatore] ha detto: «beh, che ne dici di provarlo in un incontro?» «Io ho risposto: sul serio? E quindi Severin mi ha spinto a usarlo anche nei momenti importanti, e a non averne paura.»

Federer ha iniziato a usare il SABR nei primi mesi del 2015 e ha continuato a usarlo anche durante gli US Open. Secondo USA Today il SABR sta «prendendo piede». Anche Stan Wawrinka, tennista svizzero che ha appena vinto il Roland Garros, l’ha usato nel suo incontro degli US Open col sudafricano Kevin Anderson. Due forti ex tennisti hanno criticato molto Federer. Boris Becker, che oggi è l’allenatore di Djokovic, ha detto che il SABR «è quasi irrispettoso per l’avversario che sta servendo», mentre John McEnroe, uno dei più forti tennisti della storia, ha detto: «non sarebbe azzardato da parte mia definirlo un insulto: [l’avversario penserà] “Il mio servizio è così scarso che lui è in grado di fare questo?»

Al Washington Post, Federer ha detto sorridendo: «a volte sono lì che penso: lo faccio o non lo faccio? E poco dopo: “ma sì, dai, lo faccio”»

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