Tom Brady durante una partita dei Patriots. (Photo by Jim Rogash/Getty Images)
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  • venerdì 4 Settembre 2015

A che punto è il “deflategate”

È stata annullata la squalifica del famoso quarterback Tom Brady per lo scandalo dei palloni sgonfi nel football americano

Tom Brady durante una partita dei Patriots. (Photo by Jim Rogash/Getty Images)

Giovedì 3 settembre il giudice statunitense Richard Berman ha annullato la squalifica di quattro giornate per Tom Brady, giocatore di football americano e famoso quarterback dei New England Patriots. La squalifica era stata decisa in seguito all’inchiesta sui palloni sgonfi, denominata dai media “deflategate”.

Il principale accusatore di Tom Brady era Roger Goodell, il commissario della National Football League (NFL), cioè il responsabile del rispetto del regolamento nel massimo campionato di football americano. La decisione è stata raggiunta dopo che nei giorni scorsi Tom Brady e la NFL si erano incontrati più volte, per cercare un accordo e trovare una conciliazione prima del verdetto. Inizialmente Tom Brady aveva fatto appello contro la decisione di Goodell, ma ad ascoltare le ragioni per l’appello di Brady era stato lo stesso Goodell – come previsto dalle regole della NFL – che aveva quindi rigettato le posizioni sue e della sua squadra. Teoricamente Goodell può ancora fare appello e lo ha minacciato.

Come è nato il DeflateGate
La storia dei palloni sgonfi è venuta fuori poco dopo la semifinale di NFL dello scorso campionato. I New England Patriots avevano ottenuto una vittoria schiacciante (45 a 7) contro gli Indianapolis Colts e si erano qualificati così per giocare il Super Bowl, la finale di campionato, che è l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti. Vennero fatti alcuni controlli dopo la fine della partita perché un giocatore dei Colts aveva segnalato che alcuni palloni gli sembravano sgonfi, e venne fuori che 11 dei 12 palloni forniti dai Patriots (ogni squadra mette a disposizione dei palloni da utilizzare quando il proprio attacco è in campo) erano risultati sgonfi secondo il regolamento.

I palloni devono essere gonfiati tra le 0,85 e le 0,92 atmosfere e devono pesare tra i 396,9 e i 425,2 grammi per rispettare i parametri della NFL, mentre sembra che quelli dei Patriots avessero, secondo una prima indagine preliminare, 0,13 atmosfere in meno del valore minimo. I palloni più sgonfi del normale possono aiutare i giocatori nelle ricezioni dei lanci, in particolare quando piove, come nella partita fra i Patriots e i Colts. Molti giocatori dei Colts nei giorni seguenti alla partita dissero che in qualunque condizione fossero stati i palloni il risultato della partita non sarebbe cambiato. L’indagine si era conclusa all’inizio di maggio sostenendo che probabilmente alcuni membri dello staff dei Patriots avevano sgonfiato apposta i palloni e che – sempre probabilmente – Brady ne era a conoscenza. Oltre alla squalifica di Brady, la punizione prevedeva una multa di un milione di dollari per i Patriots e la perdita di due scelte al draft, l’annuale selezione dei nuovi giocatori (probabilmente, delle tre, questa era la conseguenza più dura per i Patriots: ma ci arriviamo). Il 3 settembre è stata annullata solo la squalifica di Brady.

Le principiali motivazioni della sentenza
Il giudice Berman è stato molto diretto nel giustificare la sua decisione e ha quasi ridicolizzato il commissario Goodell, che aveva deciso la punizione per Brady. Berman ha detto che Brady non poteva avere idea di quale potesse essere la punizione per quel comportamento. La NFL aveva accusato Brady di avere violato la “Competitive Integrity Policy”, un regolamento etico che però non è mai stato dato ai giocatori. Soprattutto la punizione prevista dal commissario Goodell (le quattro giornate di squalifica) è stata giudicata molto esagerata: normalmente per manipolazioni del materiale da gioco sono previste delle multe di qualche migliaio di dollari. Goodell invece ha considerato il comportamento di Brady come comparabile all’abuso di steroidi, ma non c’era alcuna ragione per farlo né alcun precedente storico. Berman ha scritto nella sentenza che non è stato in grado di notare «alcuna compatibilità tra una violazione del regolamento sugli steroidi e una “generale conoscenza” di un comportamento inappropriato da parte di altri». La “generale conoscenza” del fatto che qualcuno avesse sgonfiato i palloni era ciò che era stato imputato a Brady in seguito all’indagine.

Cosa significa per i New England Patriots
La decisione del giudice riporta i New England Patriots fra le squadre favorite per la vittoria del prossimo campionato, che comincia il prossimo 10 settembre. Il quarterback è il ruolo più importante nel football americano e Tom Brady è sicuramente uno dei quarterback più forti del campionato. Con la squalifica di Brady, i Patriots avrebbero dovuto far giocare come quarterback la riserva Jimmy Garoppolo, un giocatore con ancora pochissima esperienza. Tuttavia come scrive FiveThirtyEight, rimane il problema grosso delle due scelte al draft che sono state tolte ai Patriots. Nel football americano – così come nel basket NBA – i giocatori non si possono “comprare” come nel calcio: i principali meccanismi di ricambio delle squadre sono gli scambi di giocatori, il tesseramento di giocatori svincolati e il draft.

Nel draft ogni squadra sceglie, gratis, dei giocatori giovani che vengono dal campionato universitario. Le squadre scelgono a turno, in un ordine che vede scegliere per prima la squadra che ha ottenuto il risultato peggiore nell’ultimo campionato. Poi sceglie quella con il secondo risultato peggiore e così via, fino a quella che ha vinto l’ultimo Super Bowl ( a cui quindi vanno i giocatori meno ambiti, teoricamente i peggiori). Le squadre sono 32 ma vengono fatti vari “giri”: i giocatori più forti generalmente sono quelli scelti nel primo giro, anche se non è una scienza esatta. In seguito al “deflategate” ai Patriots sono state tolte due scelte: quella del primo giro nel draft del 2016 e quella del settimo giro nel draft del 2017.