Perché si chiamano “pompe funebri”

Perché è una parola che viene dal latino e non ha niente a che fare con le storielle che avete letto su internet

Perché è “pompe funebri” il nome delle agenzie che si occupano dei funerali? Cosa ci sta a fare la parola “pompe” in quel solenne contesto? È un dubbio linguistico molto frequente, oggetto di numerose ricerche su Google, ed è tornato vivace in questi giorni di discussioni intorno a un funerale e alla sua organizzazione. Ma le creative spiegazioni che si leggono su molti siti internet e che sembrano affascinare molti lettori non sono proprio affidabili.

Sappiamo tutti qual è l’uso dell’espressione “pompe funebri”: quello di “impresa che si occupa di cerimonie funerarie”. L’espressione più comune, infatti, è “impresa di pompe funebri” che si usa a volta omettendo “impresa”. Le “pompe funebri” a essere esatti, dovrebbero essere la cerimonia stessa, e”sono stato alla pompa funebre di mio nonno” un’espressione corretta.

Il significato originale dell’espressione è però ormai caduto in disuso e si riferiva all’insieme delle cerimonie funebri. Secondo il dizionario Garzanti, “pompa” significa sfarzo e ostentazione come nell’espressione “è entrato in pompa magna”, ma significa anche “cerimonia”, un termine legato all’originale latino pompa che significa letteralmente “corteo” o “cerimonia” (da un’origine greca che è legata al trasporto o invio di qualcosa, il che spiega possibilmente la consonanza con le pompe idrauliche o simili, da alcuni invece attribuita a un’onomatopea dalle lingue nordeuropee). Come nella bizzarra espressione delle musiche di “pompa e circostanza” con cui per esempio si accompagnano le incoronazioni britanniche. Diffidate quindi di certe fantasiose oscenità assai apprezzate online, che riterremo qui di non linkare sapendo che non ne siete minimamente interessati.

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