(AP Photo/Markus Schreiber)

La débâcle Nokia di Microsoft

Il New York Times racconta come l'avventura con gli smartphone abbia causato alla società che produce Windows la più grande perdita della sua storia

(AP Photo/Markus Schreiber)

Alla fine del 2013 Microsoft acquistò per 9,5 miliardi di dollari Nokia, l’azienda finlandese produttrice di telefoni cellulari. Due anni e più di 25 mila licenziamenti dopo, Microsoft ha ammesso il fallimento dell’operazione. Nel suo ultimo bilancio trimestrale pubblicato una settimana fa, l’azienda proprietaria di Windows ha tagliato il valore di Nokia a 2 miliardi di dollari. Significa che appena due anni dopo l’operazione, Microsoft ha perso più del 70 per cento dei soldi spesi nell’acquisizione di Nokia. Il New York Times, che ha ricostruito la vicenda, l’ha definita «una lezione da 7,5 miliardi di dollari».

L’acquisizione di Nokia doveva essere l’ultima e più importante eredità di Steve Ballmer, amministratore delegato uscente di Microsoft considerato eccentrico anche per gli standard della Silicon Valley. All’inizio del decennio Ballmer aveva deciso di intraprendere la strategia “prima il mobile”, cioè di concentrare gli sforzi dell’azienda negli smartphone, il settore che è tuttora in maggiore crescita nel comparto delle nuove tecnologie. Il piano era ambizioso e prevedeva la creazione di un unico sistema operativo Windows integrato che funzionasse su smartphone, tablet e PC.

Microsoft non è stata l’unica azienda a cercare di entrare nel mercato degli smartphone, un settore al momento dominato da una coppia di duopoli: Google e Apple per il software e Samsung e Apple per l’hardware. Google stessa ha tentato di entrare nel mercato dell’hardware comprando Motorola e Amazon ha presentato lo smartphone Fire Phone. Come quello di Microsoft, anche questi progetti sono falliti. Google ha venduto Motorola perdendo circa 400 milioni sui 12 miliardi di dollari che gli era costata l’acquisizione. Amazon ha ammesso perdite per 170 milioni di dollari a causa di Fire Phone.

Sono cifre molto alte ma non paragonabili alle perdite subite da Microsoft. Il taglio del valore di Nokia ha comportato una perdita di 3,2 miliardi nell’ultimo trimestre, la più alta nella storia della società. Horace Dediu, un ex dirigente di Nokia che ora lavora in una società di consulenza, dice che «in qualsiasi altro settore una perdita del genere sarebbe paragonabile a un disastro naturale». Ma le aziende di tecnologia sono abituate alle grosse perdite improvvise e l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, è stato apprezzato per aver tagliato subito e in maniera decisa il valore di Nokia nei bilanci della società.

All’epoca delle trattative, Nadella fu uno dei numerosi dirigenti della società ad opporsi all’acquisizione anche se ritirò la sua obiezione quando l’acquisto fu ultimato. Due sue colleghi non lo fecero e si dimisero poi da Microsoft. L’acquisizione aveva suscitato parecchi dubbi, ma nessuno si aspettava che Nokia potesse perdere il suo valore così rapidamente. Fino a pochi anni fa, Nokia controllava il 41 per cento del mercato dei telefoni cellulari. All’epoca dell’acquisizione da parte di Microsoft, Nokia era già in una situazione precaria, ma in pochi, scrive il New York Times, immaginavano che il mercato sarebbe continuato a cambiare velocemente lasciando così tanto indietro la società finlandese. Nel giro di due anni Nokia è passata da valere una piccola fortuna ad essere un peso nel bilancio di Microsoft. Il risultato, ha detto al New York Times Nicholas Economides, docente di economia alla New York University, è che il grande piano di Ballmer «è fallito».

Nadella ha annunciato che è arrivato il momento di «reinventare» la società. Al posto di un unico sistema per PC e smartphone autosufficiente Nadella ha in mente un «vibrante ecosistema con Windows alla sua base». Una delle lezioni che la società ha imparato, ha detto, è quella di cercare di fare prodotti destinati a un pubblico specifico, ad esempio smartphone per la famiglia o per coloro che sono preoccupati per la sicurezza dei loro dati. Il portavoce della società ha spiegato che «quando manchi la prima onda – come quella degli smartphone – devi tenere duro e resistere fino alla prossima». Forse Microsoft ha già perso anche questa seconda possibilità, quella relativa agli smartwatch. Apple ha annunciato che le vendite del suo Apple Watch hanno superato le aspettative. Band, lo smartwatch di Microsoft, ha ottenuto diverse recensioni positive ma è un oggetto di cui i consumatori a malapena conoscono l’esistenza.