Glen Stubbe/Star Tribune via AP
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  • giovedì 30 Luglio 2015

L’uomo che ha ucciso il leone Cecil

Cosa sta succedendo – online e offline – a Walter Palmer, il dentista statunitense che ha ucciso un famoso animale nello Zimbabwe

Glen Stubbe/Star Tribune via AP

Il leone Cecil, uno dei più famosi e popolari animali del parco nazionale Hwange in Zimbabwe, è stato ucciso alcune settimane fa da un cacciatore di frodo appassionato di caccia grossa sportiva. Dopo una breve indagine le autorità dello Zimbabwe hanno arrestato due persone che avevano aiutato il cacciatore e da loro sono risaliti al cacciatore stesso: un dentista statunitense del Minnesota, Walter Palmer, appassionato di caccia.

Il corpo del leone era stato trovato alcune settimane fa, spellato e decapitato, grazie a un segnalatore GPS che il leone indossava: Cecil era stato attirato con un’esca fuori dai confini del parco nazionale – una tecnica usata per aggirare le regole del parco, dove la caccia è proibita – ed era stato prima ferito con una freccia e poi ucciso con un colpo di fucile. La polizia dello Zimbabwe ha arrestato Theo Bronkhorst, il cacciatore professionista che aveva organizzato la caccia di Cecil, e il proprietario della tenuta confinante con il parco di Hwange dove il leone era stato attirato e poi ucciso. Da loro è stato possibile risalire all’identità di Walter Palmer, che secondo le ricostruzioni avrebbe pagato 50.000 dollari per il safari di caccia.

Zimbabwe Lion Killed
(Theo Bronkhorst e il suo avvocato arrivano in tribunale per la prima udienza del processo per bracconaggio)

Theo Bronkhorst, che di lavoro organizza safari di caccia, ha spiegato alle autorità di aver avuto i permessi per uccidere il leone e di non essersi accorto di aver ucciso un animale del parco nazionale fino a quando era troppo tardi. Anche Walter Palmer, in un comunicato diffuso ieri, si è scusato per aver ucciso Cecil dicendo di non avere idea che il leone appartenesse al parco: «Non avevo idea che il leone che ho ucciso fosse famoso e amato, nemmeno che indossasse il GPS e fosse parte di una ricerca. Mi sono fidato della professionalità delle mie guide per essere sicuro di fare una caccia legale».

Palmer, oltre che un dentista, è un appassionato cacciatore con esperienza di battute di caccia in diverse parti del mondo: il New York Times aveva parlato di lui quando nel 2009 uccise – legalmente – un alce da 70 metri di distanza usando arco e frecce e stabilendo un record di caccia con l’arco. Il leone Cecil era molto famoso in Zimbabwe e popolare tra i turisti, che in comitiva pagavano fino a 8.000 euro al giorno per alloggiare nella zona di parco dove era possibile vederlo e fotografarlo. La sua morte ha da subito generato molta rabbia in Zimbabwe e, dopo che è stata rivelata l’identità del cacciatore, anche nel resto del mondo, sui social network e in particolare negli Stati Uniti dove vive Walter Palmer. Come racconta il New York Times:

Dopo che le autorità dello Zimbabwe hanno identificato Walter Palmer come il cacciatore, gli attivisti animalisti hanno usato i motori di ricerca per trovare informazioni su di lui e i social media per diffondere le informazioni sul suo studio e la sua famiglia, innescando una rabbia abbastanza forte da distruggere la vita digitale del Dr. Palmer. Persone arrabbiate hanno cominciato a visitare il sito professionale dello studio dentistico di Palmer, che è andato offline per il troppo traffico. La pagina Yelp di Plamer è stata invasa da commenti al vetriolo. Una pagina Facebook dedicata ad attaccare Palmer ha in breve tempo raccolto migliaia di utenti e le foto di Palmer sono state eliminate da tutti i siti che per qualche ragione parlavano di lui.

Davanti allo studio di Palmer, inoltre, è stato creato un piccolo memoriale per Cecil, fatto di foto e pupazzetti di peluche. Intorno allo studio sono stati affissi cartelli che dicono cose come “Marcirai all’inferno” e “Noi siamo Cecil”, e c’è stata anche una piccola manifestazioni animalista. Anche una ditta di pubbliche relazioni a cui era stato chiesto di diffondere il comunicato di Palmer ha dovuto rinunciare all’incarico, dopo che aveva cominciato a ricevere commenti negativi e arrabbiati sulla sua pagina di Yelp.

In Zimbabwe, intanto, è iniziato il processo per bracconaggio a Theo Bronkhorst e al propietario della tenuta dove è stato ucciso Cecil. La polizia, come spiega il Guardian, è anche riuscita a trovare la testa del leone, prima che venisse esportata come trofeo: verrà usata come prova nel corso del processo. Anche Walter Palmer è ricercato per essere processato per bracconaggio, ma per ora appare improbabile che venga estradato dagli Stati Uniti.