Due soldati camerunensi a Fotokol, in Camerun. (Reinnier KAZE/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 23 luglio 2015

Altre 50 persone uccise da Boko Haram

In due diversi attentati in città della Nigeria e del Camerun, dove le bombe son state fatte esplodere da due ragazze di quindici anni

Due soldati camerunensi a Fotokol, in Camerun. (Reinnier KAZE/AFP/Getty Images)

Mercoledì il gruppo estremista nigeriano Boko Haram ha ucciso più di 50 persone in due diversi attentati in due stati africani: uno a Moroua, nel nord del Camerun, e l’altro a Gombe, nel nord-est della Nigeria. I due attacchi sono stati compiuti a pochi giorni dall’inizio di una nuova operazione militare contro Boko Haram, che coinvolgerà gli eserciti di cinque paesi della zona che in passato sono stati colpiti dagli attacchi del gruppo: Nigeria, Niger, Ciad, Camerun e Benin. Lunedì 20 luglio, inoltre, il presidente della Nigeria Muhammadu Buhari ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama per chiedergli armi per contrastare Boko Haram. Buhari ha detto che gli Stati Uniti hanno rifiutato la proposta richiamandosi a una legge che gli impedisce di fornire armi a paesi che non rispettano i diritti umani. Buhari ha detto che così facendo, però, gli Stati Uniti hanno «favorito e aiutato Boko Haram».

Il primo attentato è stato compiuto da due ragazze di meno di 15 anni che si sono fatte esplodere al mercato centrale di Maroua, una città nel nord del Camerun a circa 100 chilometri dal confine con la Nigeria. L’ufficio di Paul Biya, il presidente del Camerun, ha detto che nell’attacco sono state uccise 11 persone e ci sono stati 32 feriti. È il secondo attentato di questa dimensione compiuto da Boko Haram in Camerun nel corso dell’ultimo mese: il 12 luglio due donne integralmente coperte dal velo si erano fatte esplodere a Fotokol, una città che si trova a circa 300 metri dal confine con la Nigeria. Nell’attacco erano rimaste uccise dieci persone e un soldato del Ciad. Da quel momento le autorità della Regione dell’Estremo Nord, dove si trova Fotokol, avevano vietato alle donne di indossare il velo che coprisse interamente la faccia.

maroua

Il secondo attentato di mercoledì è avvenuto a Gombe, nello stato nigeriano con lo stesso nome: sono esplose delle bombe in due punti diversi della città, e hanno ucciso più di 30 persone. Le autorità non sono ancora riuscite a ricostruire come siano andate le cose, perché la mancanza di elettricità nella zona ha reso finora impossibile stabilire se sia stato un attacco suicida o se siano state lasciate delle bombe sul posto. Anche a Gombe c’era stato un altro attentato di recente: lo scorso giovedì 49 persone erano state uccise in un attacco di Boko Haram al mercato cittadino.

gombe

Boko Haram fa attentati in Nigeria da sei anni e da allora ha ucciso circa 15mila persone. Negli ultimi mesi il gruppo ha cominciato ad attaccare sempre più spesso anche nei territori di Camerun, Ciad e Niger. Alla fine del 2014 Boko Haram controllava un’area grossa più o meno come il Belgio: poi l’esercito nigeriano, insieme ai soldati di Ciad e Niger, è riuscito a riprendere il controllo di molti dei territori conquistati da Boko Haram, senza però finora ottenere risultati soddisfacenti sulla sicurezza. L’obiettivo di Boko Haram è quello di creare un califfato islamico nel nord-est della Nigeria. Dall’inizio di marzo di quest’anno Boko Haram si è affiliato allo Stato Islamico (o ISIS).

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