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  • lunedì 20 luglio 2015

I cittadini britannici e il saluto nazista della regina

Le immagini del 1933 pubblicate dal Sun hanno ricevuto critiche e indignazioni ma hanno anche aperto alcune discussioni

I media britannici, e i loro lettori e spettatori, si occupano da due giorni intensamente di un video le cui immagini sono state pubblicate sabato dal tabloid scandalistico Sun, e che mostra la regina Elisabetta a sette anni provare un saluto nazista insieme alla sorella e alla madre sotto lo sguardo dello zio Edward. Il video venne girato nel 1933, e l’immagine ha rinnovato un fastidio verso le già note simpatie per il nazismo di quello che nel 1936 sarebbe diventato re Edoardo VIII, ma ha anche generato indignazione e proteste – comprese quelle della famiglia reale – nei confronti del giornale per l’uso sensazionalistico che ne ha fatto.

Il filmato è in bianco e nero e si ritiene sia stato girato dal padre della Regina, il futuro re Giorgio VI, nella tenuta di Balmoral, in Scozia, nel 1933 o nel 1934. Si vede la futura Regina – quindi con un’età compresa tra i sei o i sette – alzare la mano destra in aria e fare quello che sembra essere un saluto nazista. Lo stesso gesto viene fatto dalla Regina Madre. Nel video compaiono anche la sorella di Elisabetta e suo zio Edward, che sarebbe diventato re nel 1936, e che sembra incoraggiare il gesto.

Un portavoce di Buckingham Palace – la residenza ufficiale della regina – ha detto che è “fastidioso che un video girato otto decenni fa e che fa parte degli archivi privati ​​della famiglia reale sia stato ottenuto e diffuso dal Sun”: è stata aperta un’inchiesta interna e non è stato chiarito se sia stata coinvolta anche la polizia. La diffusione del video è stata però minimizzata e per ora non ci sono state modifiche nei prossimi impegni della Regina. Le autorità di Buckingham Palace hanno anche fatto sapere che «questa è una famiglia che gioca e fa riferimento per un momento a un gesto che molti potrebbero aver visto dai cinegiornali dell’epoca. Nessuno a quel tempo aveva alcun sentore di come questo si sarebbe evoluto. Sottintendere qualsiasi altra cosa è fuorviante e disonesto». Per Buckingham Palace «il servizio e la dedizione della Regina e della sua famiglia al benessere della loro nazione durante la guerra, e i 63 anni che la Regina ha passato a costruire relazioni fra le nazioni e i popoli, parlano da soli».

Il Daily Telegraph ha ipotizzato che il video sia stato inavvertitamente consegnato da Buckingham Palace a dei documentaristi che stavano mettendo insieme una mostra dal titolo “Royal Childhood”. In base all’esito delle indagini, gli avvocati della famiglia reale prenderanno comunque delle decisioni che avranno a che fare con le questioni di diritto d’autore e di possibili reati commessi.

Dopo la pubblicazione del filmato, diversi deputati e storici hanno fatto richiesta di aprire gli archivi ufficiali della monarchia britannica che sono conservati al Castello di Windsor, o per lo meno quella parte relativa ai legami tra alcuni reali e il Terzo Reich prima della Seconda guerra mondiale. Mark Almond, docente di storia moderna all’Università di Oxford, ha spiegato ad esempio che fare chiarezza su alcune posizioni della regina e della famiglia reale in quel particolare momento storico non avrebbe l’obiettivo di danneggiare la monarchia, ma si tratterebbe al contrario di un’azione che potrebbe «rafforzare la sua posizione». L’interesse storico nei confronti di questo filmato e dell’archivio della famiglia reale su quegli anni non starebbe tanto nella volontà di dimostrare che Elisabetta II simpatizzasse da bambina per il nazismo, quanto nel mostrare il contesto con cui la famiglia reale stava vivendo un momento storico di cui forse non aveva compreso a pieno le conseguenze disastrose.

Karina Urbach, dell’Istituto di ricerca storica, è stata molto critica: ha spiegato che la famiglia reale ha voluto cancellare parte della propria storia e ha paragonato tale “riservatezza” a una forma di censura che non è concepibile nella Gran Bretagna moderna: «Si tratta di informazioni che avrebbero dovuto essere di dominio pubblico 50 anni fa. Gli archivi reali contengono questioni di stato. Il ruolo del monarca non è un fatto puramente personale. Noi non abbiamo più il diritto divino dei re». Le simpatie di Edoardo per la Germania nazista sono una questione storica piuttosto discussa. Salito sul trono il 20 gennaio del 1936, Edoardo VIII abdicò volontariamente dopo nemmeno un anno, l’11 dicembre. Ufficialmente, abbandonò perché voleva sposare Wallis Simpson, una donna americana che era divorziata dal primo marito e stava divorziando anche dal secondo, e il matrimonio trovò forti opposizioni soprattutto nella Chiesa d’Inghilterra. Secondo diverse ricostruzioni, non si trattò però di un’abdicazione volontaria (l’unica nella storia della monarchia britannica) ma di una estromissione dovuta proprio alle sue simpatie per Hitler.

La copertina del Sun è stata molto criticata dal quotidiano tedesco Bild che ha sostenuto come il suo proprietario, Rupert Murdoch, abbia voluto pubblicare questa storia non tanto per suscitare «l’indignazione» dei lettori ma per scioccarli e ottenere una “vittoria lampo”, grazie a Hitler, nelle edicole. Inoltre, sempre Bild, ha paragonato la pubblicazione di questo video alle foto, apparse sempre sulla copertina del Sun nel 2005, del principe Harry, figlio del principe Carlo, che si era presentato a una festa in costume in uniforme nazista. Bild precisa che in quel caso la notizia aveva suscitato reazioni piuttosto “divertite”.

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