(ANSA/ANGELO CARCONI)
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  • giovedì 16 Luglio 2015

Crocetta si è “autosospeso” da presidente della regione Sicilia

Per un'intercettazione in cui il suo medico gli dice di Lucia Borsellino: «Va fatta fuori. Come suo padre» (la Procura però nega l'esistenza della frase agli atti)

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Il presidente della Sicilia Rosario Crocetta ha detto all’ANSA di essersi “autosospeso” in seguito alle polemiche per una conversazione telefonica pubblicata dall’Espresso fra lui e il suo medico Matteo Tutino. Secondo l’Espresso nella telefonata Tutino ha detto a Crocetta che Lucia Borsellino – importante politica siciliana e figlia di Paolo Borsellino, magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 – «va fatta fuori. Come suo padre». Secondo l’Espresso, Crocetta non avrebbe risposto a Tutino, dopo questa frase, tacendo. Ma secondo la Procura di Palermo, invece, la frase non risulta agli atti del caso. Secondo la Procura, inoltre, «i carabinieri del Nas che hanno condotto le indagini nel suindicato procedimento, hanno escluso che una conversazione del suddetto tenore tra i predetti sia contenuta tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti del Tutino«. Dopo la smentita della Procura, l’Espresso ha riconfermato la sua versione.

L’Espresso ribadisce quanto pubblicato. La conversazione intercettata tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo.

Borsellino si era dimessa dalla carica di assessore regionale alla Sanità della giunta Crocetta dopo l’arresto di Tutino, che oltre ad essere il medico di Crocetta è primario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo. Tutino è stato arrestato il 29 giugno per truffa, peculato e abuso d’ufficio. Crocetta ha detto al Corriere della Sera che il nuovo presidente della Regione ad interim sarà Baldo Gucciardi PD, cioè il nuovo assessore alla Sanità che ha sostituito proprio Lucia Borsellino. Crocetta ha aggiunto che riguardo le sue eventuali dimissioni «prenderò la decisione finale nel giro di pochi giorni, dopo gli accertamenti». Le sue dimissioni sono già state richieste, per esempio, da Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione del governo Renzi e importante politico siciliano del PD.

Prima di autosospendersi, Crocetta aveva spiegato di «non averla mai udita [la frase di Tutino], forse ero in viaggio, in autostrada, in una zona d’ombra. Ma se l’avessi sentita davvero avrei reagito come un dannato, avrei tolto la parola a Tutino». Crocetta aveva anche detto di considerarsi «solo una vittima, di questa vicenda».

Borsellino è nata nel 1969, è laureata in Farmacia e ha sempre lavorato con vari incarichi nell’assessorato alla Sanità della Sicilia. Borsellino si era dimessa il 2 luglio parlando di «prevalenti ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato». In particolare, aveva fatto riferimento all’arresto di Tutino spiegando che considerati «i recenti fatti di cronaca riguardanti il caso del primario di Chirurgia plastica e maxillofacciale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello [Tutino], non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istituzione sanitaria e dell’intera Regione siciliana».

Il caso di questa intercettazione riportata dall’Espresso segue di pochi giorni quello su una conversazione tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi uscita dalle carte giudiziarie e riportata dal Fatto Quotidiano, in un contesto di peso sempre maggiore delle intercettazioni nelle vicende della politica nazionale.