Richard Gere al Congresso americano. (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)
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  • mercoledì 15 Luglio 2015

Le foto di Richard Gere al Congresso

L'attore statunitense ha parlato della morte di un importante dissidente tibetano, e ha chiesto di fare più pressioni sulla Cina

Richard Gere al Congresso americano. (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

Martedì 14 luglio l’attore statunitense Richard Gere è intervenuto di fronte alla commissione dei diritti umani della Camera dei Rappresentanti del Congresso americano. Gere ha parlato di Tibet, un tema di cui si occupa da diverso tempo: in particolare ha ricordato Tenzin Delek Rinpoche, un importante dissidente tibetano morto in una prigione cinese pochi giorni fa. Gere ha detto, tra le altre cose: «La morte di Tenzin Delek Rinpoche è un tragico promemoria delle ingiustizie subite dai tibetani per esercitare il loro diritto alla libertà religiosa, e del pessimo stato dei diritti umani in Tibet». La morte di Rinpoche è stata annunciata lunedì scorso dal gruppo per la difesa dei diritti umani “Students for a Free Tibet” e dal governo tibetano in esilio.

Rinpoche è morto a 65 anni: era stato condannato nel 2002 con l’accusa di separatismo e con quella di essere stato coinvolto in un attentato. Era stato inizialmente condannato alla pena di morte, poi la sua condanna era stata cambiata nell’ergastolo, e poi in 20 anni di prigione. Gere, come altri attivisti per i diritti umani in Tibet, ha chiesto al Congresso di esercitare più pressione sul governo cinese per spingerlo a concedere una maggiore autonomia e libertà al Tibet. Le pressioni sono state indirizzate soprattutto in vista della visita negli Stati Uniti del presidente cinese Xi Jinping fissata per il prossimo settembre. Il Tibet è oggi una regione della Repubblica Popolare Cinese: aveva raggiunto l’indipendenza nel 1911, prima di essere riannesso alla Cina tra il 1949 e il 1950.