( Julian Finney/Getty Images)
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  • domenica 12 luglio 2015

Djokovic-Federer per quaranta volte

I due stili di gioco diversi diversi – ballerino contro ginnasta – di due tra i tennisti più forti di sempre, che oggi si giocano la finale di Wimbledon

di Sally Jenkins – Washington Post
( Julian Finney/Getty Images)

La finale del torneo di Wimbledon, il più importante torneo di tennis della stagione, si giocherà oggi alle 15, e sarà tra Roger Federer e Novak Djokovic. I due sono separati solamente dallo spessore del pezzo di carta su cui sono scritti i loro risultati prima della finale di oggi, visto che sono praticamente pari: Federer è l’unico tennista ad aver battuto Djokovic in tutti e quattro i tornei dello Slam (Wimbledon, Roland Garros, Australian Open e US Open), mentre Djokovic è l’unico ad essere riuscito a fare lo stesso nei confronti di Federer.

Conti a parte, sarà un incontro pieno di altri significati. Federer cercherà di vincere il suo ottavo torneo di Wimbledon, cosa mai riuscita a nessuno. La finale dello scorso anno, vinta da Djokovic per 3-2, è finita con entrambi sfiniti sia da un punto di vista mentale che fisico. Federer era rimasto immobile, con una sola lacrima sulla guancia, mentre Djokovic si era coperto il volto con le mani cercando di assorbire una vittoria che «ha riempito di significato ogni parte di me e della mia vita».

La rivalità tra Federer e Djokovic dura da 10 anni, ma si perde nella domanda su chi sia davvero il più forte fra i due. Quello di oggi sarà il loro 40esimo incontro dal 2006 a oggi. Per ora Federer ha vinto 20 incontri su 39, ma ha anche sei anni in più di Djokovic. Cercare di capire chi è il migliore diventa più una questione di preferenza estetica che di vera sostanza.

Se vi piacciono i servizi eleganti “come la seta” ma tosti come se fossero picchiati – ma anche il gioco di gambe leggero dei ballerini – allora Federer sarà il vostro preferito. Nelle ultime settimane ha concesso solo una sola palla break. Ma aggiungete la sua incredibile abilità nel tirare fuori dal nulla dei gran colpi, e otterrete un tennis fluido e “attivo” che nessuno finora è mai riuscito a replicare. Lo stesso Djokovic ha definito Federer «il più grande di tutti i tempi».

Eppure Federer non vince uno Slam da tre anni – grazie perlopiù ai successi di Djokovic – e ha dovuto superare le voci riguardo il suo declino fisico e la sua incapacità di creare problemi all’attuale numero uno del ranking, cioè Djokovic. Federer si è mostrato impassibile nei confronti delle dicerie, ma forse ha sofferto più di quanto dia a vedere. Dopo aver vinto la semifinale di Wimbledon contro Andy Murray ha detto che a volte passa dei momenti negativi e si chiede perché stia ancora giocando. Ma Federer è anche in grado di usare tutto questo per caricarsi ancora di più: mostrando probabilmente il gioco migliore della sua carriera – a 34 anni! – ha concesso un solo set in questa edizione di Wimbledon.

La differenza fra Federer e Djokovic è la stessa che c’è fra un ballerino e un ginnasta. Djokovic gioca in un modo che gli permette di colpire efficacemente da ogni posizione, anche la più scomoda, ed è semplicemente il miglior giocatore in circolazione quando si tratta di rispondere a un servizio. A una domanda sul perché Djokovic sia così difficile da battere, Richard Gasquet – che Djokovic ha eliminato in semifinale –  ha risposto: «la sua risposta al servizio. Non la sbaglia mai. Non sbaglia mai una risposta. Tu sei lì che ti impegni a fare un buon servizio: ma la palla torna sempre nel tuo campo».

Non è facile nemmeno chiedersi quale sia il più forte dal punto di vista mentale. Federer gioca con una calma olimpica, sovrannaturale, perennemente circondato da fan adoranti. Djokovic è più bizzoso, e a volte ha degli scatti d’ira contro se stesso (sebbene negli ultimi giorni sia rimasto molto sereno, abbia fatto dei giri in bici o a piedi per Wimbledon con sua moglie e loro figlio). Ma sarebbe un errore definirla una debolezza: è riuscito a mantenere la prima posizione nel ranking mondiale per più di un anno con la convinzione di essere «l’obiettivo di tutti gli altri», come ha detto lui stesso. «Alle partite arriva sempre concentrato. Sarà dura batterlo», ha detto Federer.

©Washington Post 2015

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