L’app per portare a spasso i cani

Come funziona "Wag!", un servizio per trovare qualcuno che porti a spasso il cane al posto tuo, di cui si parla molto negli Stati Uniti

Wag in inglese significa “scodinzolare”, ma è anche il nome di una nuova applicazione per fare portare a spasso il proprio cane a un’altra persona, quando si è impegnati a fare altro. Il servizio ricorda in un certo senso Uber, l’app per prenotare un’automobile con autista, e in generale i nuovi servizi della cosiddetta sharing economy, sta iniziando a riscuotere un discreto successo nelle città degli Stati Uniti dove è disponibile: Los Angeles, San Francisco e New York. “Wag!” dà diverse garanzie ai proprietari dei cani, per assicurare che le passeggiate nel vicinato siano gestite da persone affidabili e che tengono seriamente alla salute degli animali, dicono i suoi cofondatori.

Dopo avere scaricato l’applicazione, per ora disponibile solo per iPhone, ci si iscrive inserendo informazioni sul proprio cane: nome, età, razza, appunti sulla sua personalità e altre informazioni sulla sua storia. Alcuni campi opzionali permettono di inserire anche il nome del veterinario e del suo numero di telefono, cosa che può tornare utile nel caso ci sia un’emergenza con la salute del quadrupede. E poi naturalmente bisogna inserire i dati della propria carta di credito, che servirà come garanzia e per effettuare i pagamenti quando si utilizza il servizio.

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Far portare a spasso il proprio cane da uno degli accompagnatori di Wag! costa 20 dollari per una passeggiata di mezz’ora; se la si estende a un’ora il costo complessivo è di 30 dollari. L’applicazione dà anche la possibilità di aggiungere altri cani, al costo di 5 dollari per ogni aggiunta. A breve dovrebbe essere aggiunto un servizio per passeggiate da 10 minuti, comprensive di un pasto (opzionale), ideale per chi vuole dare un rapido sollievo al suo cane magari a metà giornata mentre è bloccato al lavoro. Il servizio può essere richiesto sul momento, sulla base della disponibilità degli accompagnatori nel proprio quartiere, oppure può essere prenotata con un anticipo di qualche giorno. Wag! fornisce i suoi servizi dalle 6 del mattino alle 23, ogni giorno, compresi i festivi.

Jennifer Jolly del New York Times ha provato il servizio, facendosi prestare il cane dei vicini, Sebastian, ed è rimasta molto soddisfatta. Dopo avere registrato Sebastian, ha fatto richiesta per un accompagnatore e l’applicazione le ha mostrato le persone disponibili: per ognuna c’erano una descrizione dettagliata, le motivazioni che le avevano spinte a iscriversi al servizio e soprattutto giudizi e valutazioni date dalle persone che gli avevano già affidato il proprio cane sull’app. Dopo un’ora dalla prenotazione, a casa di Jolly è arrivata Esha Shah: siccome era la prima volta, ha spiegato alla giornalista alcune cose aggiuntive sul funzionamento di Wag!.

Prima di tutto, Shah le ha consigliato di mettere da qualche parte fuori da casa sua una scatoletta blindata con combinazione, per conservare al suo interno una copia delle chiavi di casa. In questo modo gli accompagnatori, che conoscono la combinazione, possono aprire la scatoletta, recuperare le chiavi e aprire casa per recuperare il cane e portarlo a spasso senza che sia necessaria la presenza del suo padrone. Poi Shah ha preso Sebastian e lo ha portato a spasso: Jolly poteva seguire i loro spostamenti grazie all’applicazione, che tramite il GPS mostra sempre la posizione degli accompagnatori mentre portano in giro il proprio cane (e l’accompagnatore può scattare foto e indicare varie attività svolte, compresi i posti dove il cane ha fatto i suoi bisogni). Questo sistema permette ai padroni di restare meno in ansia e al tempo stesso è una garanzia per gli accompagnatori, che possono dimostrare di avere fatto il loro lavoro invece di raggiungere la panchina più vicina e attendere la fine del turno.

The team at Wag HQ, super stoked about the new Wagmobile!

A photo posted by Wag! (@wagwalking) on

Quelli di Wag! dicono che comunque vengono effettuati numerosi controlli prima che qualcuno possa diventare accompagnatore. Tra le altre cose, devono superare una serie di test per assicurarsi che la salute dei cani non sia mai in pericolo: devono sapere come ci si comporta nel caso di una puntura di insetto, di ferite di vario tipo e che cosa bisogna fare nelle giornate più calde per non far patire gli animali che gli sono stati affidati. Ogni accompagnatore riceve una certificazione prima di entrare in servizio e deve essere assicurato.

In media un’ora di servizio frutta agli accompagnatori 25 dollari. Il resto del denaro viene trattenuto da Wag! che come nel caso di Uber fa più che altro da intermediario: mette in contatto i proprietari dei cani con chi si offre di portarli a spasso e gestisce le transazioni economiche tramite carta di credito, e i versamenti di denaro nei confronti degli accompagnatori. Shah, per esempio, lavorava per una startup di San Francisco, ma era alla ricerca di un’occupazione con orari più flessibili e che le permettesse di starsene all’aperto, per questo ha iniziato a usare Wag! per mettere insieme qualche soldo extra facendo una cosa che le piace.

Per ora Wag! è disponibile in un numero limitato di città, ma le richieste per i suoi accompagnatori sono in aumento e i cofondatori dell’applicazione pensano di estendere a breve il servizio in altri posti degli Stati Uniti. L’obiettivo è aggiungere una decina di città entro la fine dell’anno. Per ora Wag! impiega 300 accompagnatori, ma non è comunque l’unica applicazione di questo tipo: ci sono diversi servizi concorrenti che funzionano più o meno con gli stessi principi. Il settore ha del resto grandi potenzialità: si stima che abbia un valore intorno ai 900 milioni di dollari e potrebbe crescere ancora.