Una strada di Jos, in Nigeria (STR/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 6 Luglio 2015

Due nuovi attacchi a Jos, in Nigeria

Almeno 44 persone sono morte in un ristorante e in una moschea: i giornali internazionali hanno attribuito gli attacchi a Boko Haram

Una strada di Jos, in Nigeria (STR/AFP/Getty Images)

La sera di domenica 5 luglio sono stati attaccati una moschea e un ristorante di Jos, una città della Nigeria centrale. In tutto 44 persone sono state uccise nei due attacchi, mentre 67 sono state ferite. L’attacco al ristorante è stato compiuto con una bomba, mentre la moschea è stata attaccata da un attentatore suicida. I due attacchi non sono ancora stati rivendicati ma secondo tutti i giornali internazionali sono stati compiuti probabilmente da Boko Haram, un gruppo terroristico islamista che controlla un pezzo della Nigeria. A Jos c’era stato un altro grave attacco il 20 maggio del 2014, quando due bombe erano esplose in un mercato e nei pressi di una stazione dei bus: nei due attacchi erano morte almeno 118 persone, mentre 56 erano rimaste ferite. Anche in quell’occasione, l’attacco non era stato rivendicato ma in molti ritenevano che fosse stato compiuto da Boko Haram.

Secondo Ishaq Khalid, il corrispondente di BBC in Nigeria, l’obiettivo dell’attacco di ieri alla moschea era Sani Yahya Jingir, un imam locale che predica una dottrina dell’Islam pacifica e rispettosa delle altre religioni. Secondo Associated Press al momento dell’attacco Yahaya stava parlando ad una folla di fedeli riuniti nella moschea. Yahaya è sopravvissuto.

Nell’ultima settimana, compresi i due attacchi a Jos, Boko Haram ha ucciso più di duecento persone in vari attentati. Tra mercoledì 1 e giovedì 2 luglio Boko Haram ha ucciso circa 150 persone in due attacchi separati nello stato di Borno, nel nord-est della Nigeria. Il primo attacco è stato compiuto a Kukawa, una città che si trova vicino al lago Ciad, dove sono state uccise 97 persone. Giovedì 2, invece, Boko Haram ha attaccato diversi uomini che avevano appena finito di pregare nelle rispettive moschee in due paesi vicino alla città di Monguno: stando alle testimonianze dei sopravvissuti, nel secondo attacco sono state uccise 48 persone.

Da diversi mesi l’esercito nigeriano, insieme agli eserciti di Ciad e Niger, ha cominciato una più intensa azione militare contro Boko Haram riuscendo a riconquistare alcuni territori nel nord-est della Nigeria. Alla fine del 2014 Boko Haram controllava un’area grossa più o meno come il Belgio: poi l’esercito nigeriano è riuscito a riprendere il controllo di 17 dei 20 governi locali che erano stati conquistati dai miliziani. Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, che ha preso il posto di Goodluck Jonathan dopo le elezioni di fine marzo 2015, ha confermato di considerare la guerra contro Boko Haram una delle priorità della sua presidenza.

Negli ultimi sei anni i miliziani di Boko Haram hanno ucciso migliaia di persone in Nigeria – 17mila secondo Amnesty International – e hanno costretto un milione e mezzo di persone a lasciare le loro case. I miliziani del gruppo, a quanto se ne sa, stanno tenendo ancora in ostaggio molte donne e bambine, tra cui le 219 studentesse rapite nell’aprile del 2014 alla scuola di Chibok. L’obiettivo di Boko Haram è quello di creare un califfato islamico nel nord-est della Nigeria: all’inizio di marzo di quest’anno Boko Haram si è affiliato allo Stato Islamico (o ISIS).