Come è stata la Notte delle Lanterne a Milano

Non è andata benissimo, a giudicare dai racconti: c'erano una montagna di gente e forse delle aspettative sbagliate

La sera di mercoledì 24 giugno, a Milano, c’è stata “La Notte delle Lanterne”: un evento organizzato dall’Unione Buddhista Italiana e da Urbanzen Bpeace durante il quale i partecipanti avrebbero potuto scrivere sulla carta biodegradabile di alcune lanternine un loro pensiero, prima di appoggiarle sull’acqua della nuova Darsena per illuminare tutto il canale. All’evento hanno partecipato migliaia di persone, non si sa di preciso ancora quante ma abbastanza da saturare la rete dei telefoni cellulari e rendere impossibile raggiungere la zona da una certa ora in poi, ma in molti hanno detto di essere stati un po’ delusi dalla riuscita: c’erano poche lanterne ed erano poco visibili.

Non si capisce ancora bene cosa sia andato storto, anche se la cosa più probabile è che gli organizzatori non si aspettassero un evento così partecipato e non fossero preparati a gestirlo. Le foto pubblicate dal Corriere della Sera mostrano bene la quantità di persone presenti alla Darsena di Milano, e la sproporzione con il numero di lanterne lanciate in acqua. Inoltre, pare esserci stato un problema di comprensione sulla natura dell’evento: qualcuno si aspettava delle lanterne volanti piuttosto che delle lanterne galleggianti. In molti sui social network si sono lamentati per la scarsa riuscita dell’evento, su Twitter e sulla pagina ufficiale dell’evento su Facebook (che aveva raccolto oltre 80mila adesioni):

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La festa delle Lanterne è una tradizione orientale, si festeggia sia in Cina – il quindicesimo giorno del primo mese dell’anno, cioè la prima notte di luna piena, che secondo una tradizione cinese dev’essere accompagnata da migliaia di lanterne colorate – che in Corea del Sud – la festa in onore della nascita di Buddha, avvenuta 2.559 anni fa e che si ricorda ogni anno nell’ottavo giorno del quarto mese lunare. Si era parlato di rendere l’evento un appuntamento annuale, secondo la riuscita o meno di questa prima edizione.

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