Una bandiera confederata durante una gara di Nascar, nel 2007 (Streeter Lecka/Getty Images)
  • Mondo
  • martedì 23 Giugno 2015

Perché alcuni tifosi di calcio usano la bandiera confederata?

Anche italiani, per esempio quelli del Napoli: la bandiera di chi difendeva la schiavitù durante la guerra civile statunitense oggi è usata in molte parti del mondo, per vari motivi

di Adam Taylor - Washington Post
Una bandiera confederata durante una gara di Nascar, nel 2007 (Streeter Lecka/Getty Images)

Nel 2012 mentre il Napoli giocava a Londra contro il Chelsea nei quarti di finale della Champions League, alcuni tifosi inglesi notarono qualcosa di strano nella curva occupata dai tifosi napoletani: una bandiera confederata, la bandiera usata dai soldati degli stati americani sudisti che durante la guerra civile degli Stati Uniti – combattuta fra il 1861 e il 1865 – lottavano fra le altre cose per il mantenimento della schiavitù dei neri.

Molti tifosi si chiesero cosa ci facesse quella bandiera in quello stadio, quasi un secolo e mezzo dopo la fine della guerra civile degli Stati Uniti, in mezzo all’area riservata ai tifosi napoletani. Molti di quelli che si accorsero di quella bandiera rimasero perplessi: che collegamento aveva l’Italia con i Confederati statunitensi?

Anche se può sembrare strano, i tifosi napoletani non sono stati i soli ad aver usato quella bandiera, che è in realtà molto diffusa nel Sud Italia: uno dei tanti posti in cui quella bandiera è stata utilizzata per scopi locali. Dopo la strage di Charleston – compiuta da un giovane statunitense che in passato aveva indossato una giacca che mostrava una bandiera del Sudafrica dell’apartheid e una bandiera della Rhodesia – si è tornati a parlare del significato della bandiera confederata, che è ancora esposta di fronte al congresso del South Carolina.

Nel Sud Italia sembra che la bandiera sia stata usata per creare un parallelismo con il Sud degli Stati Uniti. Nel libro del 2002 Nations Divived, Don Harrison Doyle racconta come un suo collega italiano gli spiegò l’adozione della bandiera confederata nel Sud Italia: «Anche noi siamo persone sconfitte», gli disse un professore di letteratura americana di Napoli. «Un tempo eravamo una nazione ricca e indipendente, e poi sono arrivati dal Nord, ci hanno sconfitti e hanno portato la nostra ricchezza e i nostri poteri a Roma».

In Brasile si può trovare un collegamento ancora più diretto con la bandiera confederata: 10mila sostenitori degli stati Confederati emigrarono lì dopo la fine della guerra civile statunitense. I discendenti di quelle persone si trovano ancora oggi per celebrare ogni anno la “Festa Confederada”, un evento con musica country, piatti tipici degli Stati Uniti del sud e l’orgogliosa ostentazione delle bandiere confederate. «Vado fiero della bandiera confederata perché è un pezzo di storia a cui mi sento direttamente legato», ha detto a Reuters João Leopoldo Padovese, che ha 34 anni ed è uno degli organizzatori dell’evento di quest’anno: «Per noi, in Brasile, non ha alcun significato politico».

L’assenza di contesto potrebbe spiegare perché la bandiera confederata appare in dei luoghi così inusuali. Le bandiere confederate possono per esempio essere viste in Svezia, a degli eventi legati alle automobili: lì sono apprezzate dagli entusiasti del “raggare”, una sottocultura del nord Europa, in cui le bandiere fanno parte di una generale passione per certe automobili statunitensi e per il genere musicale conosciuto come “Americana”. Si vedono bandiere confederate anche alle partite di calcio di Cork, in Irlanda, dove sembra che siano state scelte solamente per i loro colori. I tifosi sventolano anche la bandiera giapponese del Sole Nascente – una bandiera militare giapponese – e anche in quel caso si giustificano allo stesso modo.

In certe situazioni l’ignoranza è comprensibile. Nel 2013 una scuola canadese ha dovuto vietare la bandiera confederata dopo che i ragazzi che la frequentavano iniziarono a indossarla: «Non sapevo nemmeno che era una bandiera razzista», ha detto uno studente al Toronto Star: «Poi l’ho cercata su Google».

Ciononostante non tutti possono giustificarsi con l’ignoranza quando si parla del collegamento della bandiera confederata col razzismo e la schiavitù. Per alcuni tifosi del Napoli – in particolare gli ultrà spesso al centro di atti di violenza – le connotazioni razziste della bandiera sono un ulteriore motivo per usarla. Cori razzisti e antisemiti sono una preoccupante costante in tutta Europa, e anche i tifosi del Real Madrid e dell’Olimpique Marsiglia hanno usato la bandiera confederata.

Alcuni gruppi estremisti europei hanno sventolato la bandiera confederata fuori dagli stadi di calcio. L’hanno usata gli skinhead e i neonazisti europei, soprattutto in Germania, dove la svastica e altri simboli della Germania nazista sono vietati per legge. Molti europei vedono la bandiera come un evidente segno di tendenze di estrema destra: l’anno scorso una bandiera confederata fotografata in una stazione di polizia francese ha creato un piccolo scandalo.

Le rievocazioni storiche della guerra civile statunitense stanno diventando sempre più comuni in Germania, dove la maggior parte dei tedeschi preferisce “combattere” dalla parte dei Confederati. «Penso che alcuni di quelli che partecipano a quelle rievocazioni stanno mettendo in atto fantasie naziste di superiorità della razza», ha detto Wolfgang Hochbruck – professore di studi americani all’università di Friburgo – al giornalista statunitense Tony Horowitz. «Sono ossessionati dalla vostra guerra perché non possono celebrare i loro razzisti sconfitti».

Le cose si fanno ancora più complicate quando i significati della bandiera confederata si legano a dei conflitti moderni. Per esempio i Red Hand Defenders – un gruppo paramilitare dei lealisti dell’Ulster, in Irlanda del Nord – hanno usato la bandiera durante le loro manifestazioni (sostengono di farlo perché molti soldati Confederati erano originari dell’Ulster). Il famoso giornalista israeliano Arieh O’Sullivan ha detto di aver portato con sé una bandiera confederata mentre ha prestato servizio per l’esercito di Israele, in Libano. Sullivan è stato cresciuto in Louisiana e Missisipi e si è definito un “redneck ebreo” (redneck è un termine usato per descrivere i contadini bianchi degli Stati Uniti del sud). Bandiere confederate sono state viste anche in Cisgiordania.

A volte l’uso della bandiera confederata nelle guerre può assumere tratti surreali. Nel recente conflitto ucraino entrambe le parti in guerra hanno usato la bandiera: sia i partiti di destra che supportano l’Ucraina che i separatisti filo-russi. L’uso della bandiera da parte dei soldati stranieri è stato addirittura preso in giro da Pretty Village, Pretty Flame (“bel villaggio, belle fiamme”), un controverso film serbo che mostra un giovane e ingenuo soldato dell’esercito bosniaco intento a sventolare la bandiera confederata dopo una pulizia etnica in territorio bosniaco.

La popolarità della bandiera confederata in giro per il mondo è limitata ma rilevante, e molto difficile da spiegare. Per alcuni tifosi la bandiera è solo uno dei tanti simboli storici, ma il collegamento della bandiera col razzismo e la schiavitù è un chiaro fattore in molti altri casi. Anche se, sinceramente, molti degli stranieri che la usano, sanno ben poco di cosa rappresenti in realtà. Ma qualsiasi cosa succeda alla bandiera confederata negli Stati Uniti, non aspettatevi che i tifosi italiani smettano di usarla. Se negli Stati Uniti dovesse essere bandita o rimossa si rafforzerebbe anzi la sua connotazione, cosa che ne potrebbe incoraggiare ancora di più l’uso.

© Washington Post 2015