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  • giovedì 18 Giugno 2015

Il primo giorno del Ramadan

Lanterne colorate, alcolici distrutti e tanto cibo: le foto dei preparativi della festa musulmana, che in alcuni posti è particolarmente complicata

I musulmani che vivono nei paesi nordici, come Norvegia, Svezia e Finlandia, e nelle città più settentrionali d’Europa, come San Pietroburgo, da oggi dovranno affrontare una difficoltà in più: conciliare il digiuno imposto dal Ramadan – la più importante festa musulmana, che inizia questa sera al tramonto – con le pochissime ore di buio a loro disposizione durante una giornata. Durante il Ramadan – il nono mese del calendario lunare islamico – i musulmani non possono bere né mangiare dall’alba al tramonto. Il digiuno – da cui sono esonerati i bambini sotto gli 11 anni, gli anziani, gli ammalati, le donne incinte e con le mestruazioni – viene interrotto da un’abbondante cena, chiamata Iftar, dove ci si riunisce insieme a familiari e amici, e poi da un pasto prima dell’alba accompagnato dalla preghiera del mattino, chiamato Sohour.

Anche se è un periodo di penitenza e sacrificio, il Ramadan è relativamente sopportabile nei climi afosi e nei paesi a maggioranza musulmana: il sole tramonta relativamente presto, il caldo toglie un po’ di appetito, e più o meno tutte le attività, dai negozi ai ristoranti, sono sospese per buona parte del giorno. Le città si animano soltanto la notte, il momento più fresco e vivibile della giornata, e le ore diurne sono dedicate al riposo, alla carità e alla preghiera. In Europa, dove i paesi cristiani non tengono conto dei ritmi del Ramadan, i fedeli non mangiano e non bevono duramente tutto il giorno, e le cose sono ancora più difficili mano mano che si avvicina ai Poli, quando durante il periodo estivo il sole tramonta (al Polo Nord) o sorge (al Polo Sud) per pochissime ore al giorno.

Il Guardian racconta per esempio che a Pietroburgo, da fine maggio ai primi di luglio, ci sarà il periodo delle cosiddette “notti bianche”: la notte sarà sostituita da una sorta di crepuscolo che durerà circa tre ore. Significa che i musulmani che hanno intenzione di rispettare il digiuno del Ramadan non potranno bere e mangiare per 21-22 ore al giorno. Molti fedeli vivono questo periodo come un’ulteriore prova di fede: Yelizaveta Izmailova, amministratrice di scuola di Pietroburgo e originaria dell’Inguscezia (repubblica autonoma della Russia a maggioranza musulmana), ha detto al Guardian che ogni settimana riceverà dalla moschea gli orari in cui sarà possibile bere e mangiare (non prima delle 22:30 circa fino alle due di mattina). Altri, soprattutto quelli costretti a lavori pesanti nelle fabbriche e nei cantieri, dovranno evitare il digiuno per ragioni di sicurezza: sarà rispettato soltanto dalle persone disoccupate della famiglia.

I teologi dell’Islam non hanno un’opinione univoca su come i musulmani debbano affrontare il digiuno nei paesi molto a nord: alcuni permettono ai fedeli di allinearsi agli orari tenuti alla Mecca – la città santa dell’Islam – oppure a quelli della città musulmana più vicina: in questo modo il digiuno è regolato e reso più sopportabile.

Quest’anno il Ramadan, osservato da circa un miliardo di persone in tutto il mondo, si concluderà all’alba del 18 luglio. Per l’occasione Google ha anche creato My Ramadan Companion, un servizio che fornisce agli utenti le informazioni principali sul Ramadan nella città in cui vivono: dagli orari in cui il sole sorge e tramonta, al traffico stradale per arrivare in tempo all’Iftar, ai locali e ristoranti aperti in zona.