Costumi di scena di Game of Thrones in mostra a Stoccolma, nel marzo del 2015. (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

4 domande senza risposta su Game of Thrones

Le questioni rimaste aperte alla fine della quinta stagione: dall'ascesa del fondamentalismo religioso alle conseguenze della vendetta

di Alyssa Rosenberg – Washington Post
Costumi di scena di Game of Thrones in mostra a Stoccolma, nel marzo del 2015. (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

Se vi sentite particolarmente in ansia dopo il finale della quinta stagione di Game of Thrones, qui potete trovare un po’ di risposte – e forse un po’ di conforto – sulla questione principale che sta appassionando i fan della serie. Per quanto il fantasy epico di Game of Thrones sia basato su colpi di scena clamorosi, questa stagione ci ha lasciati con grosse questioni in sospeso. Questi sono i quattro temi più importanti della stagione che sarei curioso di veder risolti nella prossima stagione. Il finale della quinta stagione è stato trasmesso domenica sera negli Stati Uniti, e lunedì sera da Sky Atlantic in versione originale sottotitolata. L’episodio sarà trasmesso lunedì prossimo nella versione doppiata in italiano. Per chi non l’avesse ancora visto, attenzione: di seguito ci sono SPOILER sul finale di stagione.

Questa storia del fondamentalismo religioso andrà ancora avanti?
Uno dei temi più significativi di questa stagione di Game of Thrones è stata l’ascesa – e le conseguenze – del fanatismo religioso. Ad Approdo del Re, Cersei Lannister crede erroneamente di poter controllare un nuovo e molto più battagliero Credo Militante, mentre nel Nord Stannis Baratheon deve fare i conti la fede nel Signore della Luce e le sue logiche e violente conseguenze. In tempi turbolenti le persone si rivolgono solitamente a dottrine severe, moraleggianti e messianiche. Ma poi cosa succederà? Cersei sarà assolta dalla Fede? Oppure troverà un modo per ristabilire il potere secolare ad Approdo del Re? Una Melisandre devastata riconoscerà il fallimento delle sue visioni, che hanno (apparentemente) portato Stannis e i suoi uomini alla morte?

Esiste qualcosa, che sia un lungo inverno o la minaccia degli zombie, che possa convincere gli uomini a mettere da parte le loro differenze?
Se Game of Thrones è, almeno in parte, una storia su come gli umani si auto-definiscono, questa stagione è stata decisamente confusa sulla questione dell’unità. Nel Nord Jon Snow non è riuscito – nonostante la minaccia imminente degli Estranei – a convincere i Guardiani della Notte che gli umani, indipendentemente dalla parte della Barriera in cui sono nati, hanno più cose che li uniscono di quante li dividano. A Meereen, Daenerys ha scoperto che lo spettacolo violento dei Grandi Giochi è l’unica cosa che può tenere insieme ex schiavi e padroni, in una temporanea orgia di sangue. Forse la cosa migliore che ci possiamo augurare è un continente senza umani e zombie di ghiaccio, abitato soltanto da draghi che sonnecchiano e fanno le fusa.

Quali sono i costi a lungo termine della vendetta?
Sia Arya Stark che Brienne di Tarth sembrano ottenere finalmente quello che desiderano. Arya liquida Meryn Trant, che aveva ucciso il suo maestro spadaccino nella prima stagione, in un modo decisamente sadico. E Brienne compie il voto di vendicare Renly Baratheon in un momento in cui il suo assassino è stato umiliato, sconfitto e sta attraversando una profonda perdita di fede. Arya paga un prezzo immediato per la sua vendetta, diventando cieca nella Casa del Bianco e del Nero. E probabilmente Brienne scoprirà di aver perso l’occasione di aiutare Sansa Stark. Ma sono solo due dei tanti personaggi della serie che agiscono spinti dalla vendetta: da Tyrion Lannister, che vuole ripagare la sua famiglia con le stesse umiliazioni che ha imposto a lui; a Dany, che vuole riconquistare il regno dei suoi antenati. Qualcuno di loro può mettere da parte la legge del taglione e passare al perdono o almeno a una calcolata convenienza? Altrimenti c’è il rischio che Westeros e Essos possano affogare nel sangue.

L’isolazionismo paga? E il terrore?
Mentre Mother’s Mercy ci lascia con molte questioni sul destino dei singoli individui, restano da risolvere anche alcune grosse incertezze geopolitiche. Doran Martell ha passato l’intera stagione a impedire che Dorne sia trascinata in guerra: l’assassinio di Myrcella Baratheon da parte di Ellaria Sand porterà comunque il conflitto alle porte? Nel Nord Roose e Ramsay Bolton sono riusciti a mantenere il potere a Grande Inverno, anche se con violenze spaventose e terrificanti. Ma se persino Theon Greyjoy può ritrovare la sua umanità e ribellarsi contro i Bolton, per quanto ancora riusciranno a regnare sul Nord?

© Washington Post 2015