Dick Costolo, CEO di Twitter, nel 2015. (AP Photo/Michel Euler)

Il capo di Twitter si dimette

Dick Costolo ha annunciato inaspettatamente che lascerà l'incarico il primo luglio

Dick Costolo, CEO di Twitter, nel 2015. (AP Photo/Michel Euler)

L’amministratore delegato di Twitter, Dick Costolo, ha annunciato giovedì che lascerà il suo incarico il prossimo primo luglio. Gli subentrerà temporaneamente Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, presidente del consiglio d’amministrazione e già CEO di Twitter tra il 2007 e il 2008 (è anche il fondatore di Square, tra le molte altre cose); nel frattempo il consiglio d’amministratore di Twitter cercherà un nuovo amministratore delegato permanente. Costolo era CEO di Twitter dal 2010, quando era subentrato al co-fondatore Evan Williams. Nei mercati aperti il valore delle azioni di Twitter è cresciuto molto dopo l’annuncio.

Dorsey ha spiegato che Costolo ha scelto di dare le dimissioni perché vuole dedicarsi ad altro e, nel corso di una conference call con gli azionisti, i dirigenti dell’azienda hanno detto più volte che Costolo ha assunto autonomamente la decisione di lasciare, senza avere mai ricevuto pressioni in tal senso da parte del resto della società. Costolo ha detto di avere iniziato a discutere la possibilità delle sue dimissioni da CEO di Twitter con il consiglio di amministrazione alla fine del 2014 e di avere trovato infine un accordo in tal senso la settimana scorsa. “Non c’è mai un momento perfetto per fare queste cose”, ha spiegato Costolo.

Costolo ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo degli ultimi anni di Twitter. Sotto la sua guida il social network è passato da essere una piccola startup a un’azienda quotata in borsa e con un valore di mercato stimato intorno ai 25 miliardi di dollari. Ha anche avuto il merito di risolvere diversi contenziosi interni e di creare un piano per gli affari credibile, premiato nei primi tempi dagli investitori. Negli ultimi anni Costolo non è però riuscito a mantenere le aspettative, con Twitter che ha faticato molto sia dal punto di vista dei ricavi sia per quanto riguarda la capacità di attrarre nuovi iscritti. Diversi analisti hanno visto in Costolo la causa principale della scarsa resa di Twitter, accusandolo più o meno apertamente di non avere una visione per il futuro del social network.

Nel primo anno da società quotata in borsa, e sotto la guida di Costolo, Twitter ha perso cinque alti dirigenti compresi il direttore delle operazioni e quello finanziario. Il capo del prodotto – una delle figure fondamentali per lo sviluppo della piattaforma e che deve coordinare i vari lavori che portano a una visione comune di ciò che si vuole fare materialmente – è stato rimpiazzato quattro volte, quasi sempre per l’incapacità di trovare la persona adatta per rendere più semplice e intuitivo l’utilizzo di Twitter, soprattutto da parte dei nuovi iscritti. Il social network ha circa 300 milioni di utenti che si collegano almeno una volta al mese ai suoi servizi, ma c’è stato un sensibile rallentamento nella loro crescita: in un anno sono aumentati di meno del 20 per cento, mentre Facebook ha ormai superato gli 1,5 miliardi di utenti.

Costolo era finito sotto ulteriori pressioni da parte di analisti e investitori alla fine di aprile, quando erano stati diffusi nuovi deludenti dati trimestrali: Twitter aveva mancato diverse previsioni, soprattutto per quanto riguardava i ricavi derivanti dalla pubblicità online. Ci si attendevano ricavi intorno ai 457 milioni di dollari, ma l’azienda si era fermata a 436 milioni, con una crescita molto bassa anche dei nuovi iscritti. In seguito ai dati meno incoraggianti del previsto, Twitter aveva rivisto al ribasso buona parte delle sue previsioni per i prossimi mesi, ipotizzando ricavi a fine anno per 2,17 miliardi di dollari e non più per 2,27 miliardi. All’epoca si era parlato molto della possibilità di trovare un sostituto a Costolo.

Negli ultimi mesi Twitter ha comunque introdotto diverse novità al suo social network, cercando di renderlo più semplice da utilizzare e più sicuro soprattutto per quanto riguarda i casi di abuso e di violenza verbale. Il principale problema di Twitter è che buona parte dei nuovi iscritti abbandona il sistema dopo pochissimo tempo, spesso perché dopo l’iscrizione non sa bene che cosa fare e chi seguire. A differenza di Facebook, Twitter è inoltre meno intuitivo e richiede qualche sforzo in più per capire come funziona, come si risponde ai tweet degli altri e come si creano liste di amici e di persone da seguire. Per questo motivo quelli di Twitter hanno rinnovato la pagina di destinazione che viene mostrata ai nuovi iscritti, aggiungendo suggerimenti di vario tipo, ma la modifica è recente e non è ancora chiaro se stia avendo qualche effetto.

La scelta di annunciare le dimissioni di Costolo senza che prima fosse già stato trovato un sostituto ha lasciato perplessi molti osservatori. L’annuncio ha fatto salire il valore delle azioni di Twitter in borsa, ma la ricerca di un CEO non è mai un processo semplice e potrebbe influire nelle prossime settimane sull’andamento del titolo. Un’ipotesi è che Dorsey possa diventare stabilmente CEO, ma l’interessato per ora ha preferito non rispondere a questa domanda, dicendo che valuterà a tempo debito le proposte che saranno fatte dai membri del consiglio di amministrazione incaricati di trovare il nuovo responsabile di Twitter.

Secondo il Wall Street Journal, uno dei candidati più probabili è Adam Bain, attuale responsabile delle collaborazioni di Twitter con altre società e dei ricavi, già indicato in passato come un possibile e valido sostituto di Costolo. L’attuale direttore finanziario, Anthony Noto, potrebbe essere un altro buon candidato, se si decidesse di fare riferimento a risorse interne a Twitter. Noto ha gestito la fase di quotazione in borsa dell’azienda e più di recente è stato tra i protagonisti di importanti accordi, come quello fatto con Google per riportare i tweet nei risultati del motore di ricerca.

Da qualche tempo si parla inoltre di un possibile interesse da parte di Google per Twitter sul piano di una possibile acquisizione, che potrebbe cambiare molte cose per il social network. Il problema è che Twitter ha un valore di mercato ormai molto alto anche per le casse di Google, che dovrebbe investire un’enorme quantità di denaro per ottenere il controllo dell’azienda. Dorsey ha spiegato che attualmente Twitter non sta pensando a concordare acquisizioni, ma che saranno comunque valutate diverse opzioni se necessario.