Le cinque cose più importanti nell’ultimo episodio di Game of Thrones

Ce ne sono alcune di sorprendenti e altre di tremende, e riguardano soprattutto Daenerys e Stannis

di David Malitz – Washington Post

Questo riassunto parla degli eventi allo stesso tempo fantastici e deprimenti di La Danza dei Draghi, il nono episodio della quinta stagione di Trono di Spade.

Daenerys prende il volo
In questi giorni anche nel Trono di Spade, dove non ci aspettiamo mai niente di diverso dal peggio del peggio, possiamo godere di qualche alleggerimento. È stato bello averne un po’ – piuttosto concreto – alla fine del penultimo episodio della stagione. Vedere Daenerys salire sulla schiena squamosa di Drogon e prendere il volo dalle fosse di combattimento di Meereen è stato un momento di quelli che fanno esultare davanti alla tv. L’unica cosa che conta è che vi ha fatto rapidamente dimenticare quella dolce bambina che venti minuti prima era stata uccisa in un rito sacrificale (ma ne riparleremo tra poco).

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All’inizio sembrava che avremmo solo assistito a qualche altro sanguinoso combattimento testa a testa, cosa che a quanto pare è lo sport nazionale di Meereen. Dany si trova nella tribuna d’onore insieme a Hizdahr zo Loraq, Daario, Tyrion, Missandei e altri, mentre assiste a malincuore alla riapertura delle fosse. Deve presiedere ai Grandi Giochi: basta un semplice battito delle sue mani per far iniziare il combattimento e far esultare la folla assetata di sangue. Mentre si confrontano un lottatore di grande forze e un altro di notevole agilità, Daario tesse le lodi di quello più rapido, mentre Hizdahr dice che di solito vincono quelli più forti. Daario continua a fare quello che la sa più lunga nel tentativo di umiliare Hizdahr e flirtare con Dany, ma a un certo punto il lottatore su cui aveva puntato viene decapitato dall’avversario, facendolo star zitto per un po’.

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Nel secondo incontro si affrontano sei uomini in battaglia, e tra loro c’è il nostro vecchio amico Jorah Mormont. È tornato di nuovo per riconquistare l’affetto della sua regina. Inizia bene uccidendo un tizio, ma presto si ritrova a terra: sta per essere fatto fuori quando un altro lottatore uccide quello che stava per uccidere lui, che così riesce a riprendersi un po’ (un po’ come succede sempre nel wrestling). Jorah finisce per liberarsi dell’ultimo guerriero con un’elegante mossa capriola-più-pugnalata e si presenta a Daenerys come il vincitore. Ma a quel punto la situazione precipita.

Mentre Jorah e Dany si fissano negli occhi, lui lancia improvvisamente una lancia verso di lei. È un gesto inaspettato e spiazzante ma subito ci accorgiamo che Jorah aveva preso di mira un Figlio dell’Arpia, che stava cercando di avvicinarsi di soppiatto e pericolosamente alle spalle della regina. Appare subito chiaro che le Arpie si sono infiltrate nell’arena: si fanno riconoscere e iniziano a uccidere un po’ in giro; evidentemente alle fosse di combattimento non fanno i controlli come negli stadi. «Proteggete la Regina!», urla Daario mentre tutto diventa caotico: i Figli dell’Arpia uccidono gli spettatori sugli spalti e tutti gli Immacolati che riescono ad afferrare. Hizdahr viene ucciso; Dany prende Jorah per mano e gli affida la propria vita; Tyrion, furbo come al solito, uccide un’Arpia che aveva adocchiato Missandei.

Drogon

Un’uscita dell’arena si rivela un vicolo cieco, e il gruppo composto da Dany, Daario, Missandei, Tyrion e Jorah si ritrova al centro della fossa accerchiato da un numero decrescente di Immacolati che stanno facendo del loro meglio per proteggere la regina. Se Dany ha qualche asso nella manica, è il momento di tirarlo fuori: ed è proprio quello che fa. Chiude gli occhi, ma non come a dire “non voglio vedere cosa sta per succedere”, ma più come “ora vado in trance e mando un messaggio mentale con una richiesta di aiuto al mio drago”. E come potevamo aspettarci… ecco la musica di Drogo! Piomba rapidamente sull’arena e distrugge tutto quello che trova sul suo cammino. Sbrana una delle Arpie come se fossimo a Jurassic Park, e poi si mette a sputare fuoco bollente sugli altri aggressori. Drogon si becca qualche lancia addosso e appare ferito, ma ne ha ancora abbastanza per carbonizzare altre Arpie prima che Daenerys si arrampichi sulla sua schiena e voli via al sicuro.

Gli ultimi due episodi sembrano anticipare una battaglia finale tra draghi e Ombre Bianche: in quel caso potrebbe non esserci molto in ballo per il genere umano, ma sarebbe sicuramente figo da vedere.

Perché Stannis, perché?!
Qui stiamo raccogliendo i brandelli della #squadraStannis. Stiamo mettendo alla prova la nostra fedeltà e il fondamento delle nostre certezze. Ma forse non dovremmo. Prima di questa stagione Stannis non è mai stato un tipo amabile. Era, semplicemente, l’Unico vero re di Westeros, il che non è in questione. E quindi mentre diventava sempre più amabile, soprattutto per il legame con Shireen – la sua sveglia e adorabile figlia – noi spettatori avremmo dovuto capirlo che il tappeto veniva steso accuratamente solo per levarcelo improvvisamente sotto i piedi. Quando si tratta di anticipazioni maldestre va sempre a finire così, soprattutto in questa stagione.

Le cose per l’esercito di Stannis stanno andando di male in peggio. La sua marcia su Grande Inverno si era già arrestata a causa del freddo tremendo, e ora Ramsay Bolton è riuscito a infiltrare i suoi nell’accampamento, uccidendo centinaia di soldati e tagliando ulteriormente le risorse. Davos – che, diciamolo una volta per tutte, è l’unica mente pensante dell’operazione – fa presente a Stannis che semplicemente non possono andare avanti. Stannis non ha tempo per queste solide ragioni. Più tardi, quando Davos gli fa visita nel suo accampamento, Stannis gli dice di tornare a Castello Nero e chiedere rinforzi a Jon Snow. Davos gli fa giustamente notare che qualsiasi ragazzino con una pergamena potrebbe portare il messaggio ma Stannis insiste perché sia lui a farlo. Davos gli chiede se la regina Selyse e Shireen lo possono accompagnare, ma ottiene un no risoluto. E qui inizia a precipitare tutto.

Shireen

In realtà le cose iniziano a mettersi davvero male quando Davos va a trovare Shireen – che, come al solito, è in compagnia di un libro e di buon umore. Sta leggendo la Danza dei Draghi, una storia sulla guerra civile tra i Targaryen, avvenuta qualche secolo prima e conclusasi con la quasi totale estinzione dei draghi. Davos le dà un regalo, una statuina di un cervo intagliata. Lei si chiede se avrà anche quella di una cerva per fargli compagnia. Ora, cari sceneggiatori, potevate farcelo capire più chiaramente di così? Davos le dà un bacio e se ne va. A questo punto è ovvio che Stannis l’ha mandato via perché non lo vuole lì intorno per qualche motivo. E noi sappiamo benissimo di cosa si tratta.

Tutto peggiora quando anche Stannis va a trovare Shireen. Lei sta ancora leggendo e Stannis – sempre attento alla correttezza grammaticale e al senso letterale delle cose – le chiede perché nel titolo si parli di «danza», dato che la sua mente proprio non riesce ad afferrare il concetto. Così sua figlia gli spiega in modo adorabile: «penso che sia poetico». La battuta della serata. Il mondo ha più bisogno di gente così! Ma Stannis a quel punto si lancia in un monologo sul fatto che un uomo debba perseguire il suo fato e diventare chi è destinato a essere, per quanto possa odiarlo. Shireen, sia benedetto il tuo candore, cerca di confortarlo mentre lui giustifica apertamente l’incombente omicidio della figlia. Lei gli dice di volerlo aiutare e gli ripete la cosa che lui le disse per provarle il suo amore: «Sono la principessa Shireen della Casa Baratheon, e sono tua figlia».

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Ma la Sacerdotessa Rossa non resterà delusa. L’insistenza di Melisandre nel sacrificare sangue reale al Signore della Luce per ottenere la vittoria sul campo ha la meglio su Stannis, e la povera piccola Shireen viene trascinata nella neve verso una pira. Quando Shireen vede che Melisandre la sta aspettando, capisce cosa sta per succedere e inizia a dare di matto. La promessa di Melisandre – «presto sarà tutto finito, principessa» – è davvero di grande conforto. Shireen urla, strepita chiedendo «Dov’è mio padre? Fatemi vedere mio padre!», mentre viene legata alla pira; Selyse dice a un sofferente Stannis che è quello che vuole il Signore e che è «una grande cosa».

Stavamo tutti sperando che Stannis tornasse in sé e interrompesse quell’atto barbarico? Ce lo saremmo potuti aspettare? Ovviamente no. Nella prima stagione abbiamo tutti pensato a proposito di Ned Stark, «non è proprio possibile che lo uccidano – wow, l’hanno ucciso davvero»; da allora abbiamo imparato che tutti quelli che nel Trono di Spade vengono messi sul ceppo o sulla pira non hanno una seconda possibilità. Ci viene risparmiata la scena in cui viene Shireen viene bruciata, ma le sue ultime grida di terrore sono un altro tremendo e indimenticabile momento della serie.

Arya si distrae facilmente
Arya. Avevi una sola cosa da fare! Dare all’uomo smilzo (chiunque lui sia) il veleno, come ti aveva detto Jaqen. Ma Arya è sempre stata testarda e il suo rifiuto di obbedire gli ordini viene di nuovo fuori quando scorge una canoa avvicinarsi, trasportando niente di meno che Meryn Trant. Lui è, come sapete, nella lista della gente da uccidere di Arya. (Gli altri sono: Cersei, Walder Frey, Ilyn Payne e la Montagna). Meryn è uno scagnozzo di Cersei della Guardia Reale, ed è nemico degli Stark da quando ha venduto Ned nella prima stagione; ha anche ucciso Syrio Forel, lo spadaccino che, sempre nella prima stagione, dava lezioni ad Arya. Meryn sta accompagnando Lord Tyrell, più imbranato che mai e personificazione vivente di un baffo svolazzante. Tyrell è a Braavos per parlare dei soldi che la Corona deve alla Banca di Ferro, ma sembra più interessato ad ammirare l’architettura e canticchiare in pubblico.

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Se questa leggerezza vi ha fatto sorridere, non preoccupatevi: le cose ritornano rapidamente nello stile della serie tv quando Meryn e suoi due soldati vanno in un bordello. Qui Meryn rifiuta una ragazza dopo l’altra, dicendo che sono tutte «troppo vecchie» finché gliene viene portata una di suo gradimento. Sembra avere… è meglio se ci fermiamo qui. Un bel tipo, questo Trant. Arya, che finge ancora di essere una venditrice di ostriche, si intrufola nel bordello per continuare a seguire Meryn, e a un certo punto viene trascinata nella stanza dove si trova lui: sembra che si sia messa nei guai, ma finisce per vendere altre ostriche ai due soldati di Meryn. Intanto però Meryn si è accorto di lei, e ha l’espressione di chi sta cercando di capire perché diavolo questa ragazzina che vende molluschi a qualche continente di distanza da Approdo del Re sembra così familiare.

Quando Arya ritorna della Casa del Bianco e del Nero racconta a Jaqen che non ha portato a termine la missione perché l’uomo smilzo quel giorno non aveva avuto fame. «Forse è per questo che è un uomo smilzo», risponde Jaqen, sapendo perfettamente che Arya sta mentendo.

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Se solo tutti fossero così pacifici come a Dorne
Viene fuori che Dorne è un posto decisamente civile. Il sole deve avere un ruolo nel non voler uccidere tutti quelli che ti stanno attorno. Nonostante il prevedibile sdegno di Ellaria, Jaime e il principe Doran riescono a parlare con calma. Doran non vuole la guerra per il suo popolo e non può disobbedire alla richiesta di re Tommen di riportare sua sorella a casa, ad Approdo del Re; così acconsentirà al ritorno di Myrcella. Ma Doran insiste sulla necessità di mantenere il matrimonio tra Myrcella e Trystane, così da garantire l’alleanza tra il Trono di Spade e Dorne. Chiede anche che Trystane prenda il posto di Oberyn nel Consiglio Ristretto della Corona. Tutti acconsentono a tutto; se solo fosse sempre così facile.

È una grande notizia per tutti tranne che per Ellaria, che sta ancora cercando vendetta. «Ovvio che tu non gli tieni testa, non hai spina dorsale», dice a Doran, che le risponde con un severo avvertimento prima che lei esca pestando i piedi. Questo ci riporta a Bronn, ancora in prigione per aver aggredito un membro della famiglia reale. Doran mette il suo destino nelle mani di Trystane. Il ragazzo ha imparato dal padre l’importanza della compassione, e decide di liberarlo a una condizione: che venga brutalmente colpito in viso dalla guarda del corpo di Doran, Areo Hotah. Bronn sembra piuttosto contento di tornare libero ed è sicuramente contento di essere uscito da quella cella di fronte alle Vipere delle sabbie, che sembrano compagne di stanza terribilmente fastidiose.

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Il principe Doran è un uomo pacato, ma sa bene di avere un problema con Ellaria. Le offre un ultimatum: o mi giuri fedeltà o muori. Lei piega il ginocchio e bacia il suo anello. «Credo nelle seconde opportunità – le dice – ma non nelle terze». Più tardi Ellaria va da Jaime, che sta scrivendo una lettera, e cerca di avere con lui una conversazione civile. Come prevedibile, Ellaria parla apertamente della relazione di Jaime con sua sorella, inserendola però in un certo contesto. «Cento anni fa nessuno avrebbe fatto una piega se il vostro nome fosse stato Targaryen» gli dice riferendosi alla casa celebre per i matrimoni incestuosi. «Tutto cambia sempre: sia chi siamo tenuti ad amare, sia chi siamo tenuti a non amare».

Tutti odiano Jon Snow
Jon Snow e quel che rimane dell’esercito dei Bruti dopo l’assalto delle Ombre Bianche a Hardhome arrancano alla Barriera: sono cenciosi e scoraggiati come potete immaginare, dopo che sono a malapena sfuggiti alle mani dei non morti. Il gigante Wun Wun è tra i sopravvissuti, ma come ha fatto a salire in una di quelle canoe? O forse l’acqua non era più profonda dei suoi dieci metri? Comunque, non impicchiamoci ai dettagli. Per un istante sembra che ci possa essere della tensione, mentre Ser Alliser Thorne guarda dall’alto in basso Jon e i Bruti prima di aprire le porte della Barriera; ma alla fine le fa alzare e lascia entrare tutti.

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I Guardiani della notte guardano con disprezzo i nuovi arrivati. Olly continua a lanciare occhiatacce: farai meglio a darti una calmata, ragazzaccio. Alliser dice lapidario a Jon quello che probabilmente pensano tutti: «Hai un buon cuore, Jon Snow. E per causa sua moriremo tutti».

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