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La lode alla maturità

La ricevono in pochi, spiega il Corriere della Sera: ma forse è giusto così, no?

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Gianna Fregonara ha raccontato nell’edizione di oggi del Corriere della Sera le ragioni della bassa percentuale di studenti delle scuole superiori che ottengono la lode all’esame di maturità: nel 2014 sono stati lo 0,8 per cento, cioè 3450 su quasi 500mila studenti. A partire da quando sono cambiati i criteri nel 2010, scrive Fregonara, per uscire dall’esame di maturità con il 100 e lode «è necessario aver avuto [in pagella] negli ultimi tre anni di scuola, cioè in terza, quarta e quinta, una media costante del 9, senza neppure un voto inferiore all’8. Davvero un’impresa per pochi». Secondo alcuni esperti contattati da Fregonara, la colpa non è della formula dell’esame di maturità ma da una scala di valutazione dei voti in pagella ancora poco condivisa: Elena Ugolini, sottosegretaria all’Istruzione fra il 2011 e il 2013, ha detto per esempio al Corriere che mentre il voto “6” rappresenta ovunque la sufficienza, «per i voti dal 7 al 10 ognuno fa come crede, anche nella stessa classe». Un voto eccessivamente basso alla maturità diventa un problema, ha spiegato inoltre Ugolini, quando uno studente diplomato in Italia cerca di immatricolarsi in una università che adotta un sistema anglosassone, nel quale ai test di ingresso viene preferita la valutazione del proprio curriculum scolastico.

«È più facile prendere la lode all’Università che all’esame di maturità». Parola di preside, Elena Ugolini che è anche consulente del ministero dell’Istruzione. Lo scorso anno sono stati 3.450 gli studenti che hanno ottenuto il voto massimo, cioè 100 e lode, su poco meno di cinquecentomila ragazzi, neanche lo 0,8 per cento dei maturandi. Pochi, molto pochi hanno raggiunto l’eccellenza ma pur sempre mille in più del 2012.

Il motivo di tanta penuria di super-bravi non sta nella performance all’esame di maturità, che è chiaro che debba essere perfetta. Ma negli ulteriori requisiti richiesti ormai da cinque anni per poter essere ammessi al giudizio della commissione che valuta la lode: è necessario aver avuto negli ultimi tre anni di scuola, cioè in terza, quarta e quinta, una media costante del 9, senza neppure un voto inferiore all’8. Davvero un’impresa per pochi. «Non è facile per i professori valutare già dalla terza i ragazzi veramente brillanti, poi può succedere che qualcuno abbia qualche piccolo calo dovuto a ragioni personali, alla crescita», continua Ugolini. Ma a che cosa serve la lode alla maturità? «Come per la laurea è soprattutto un aspetto morale, il riconoscimento di uno sforzo e di un talento – spiega Giuseppe Zaccaria, rettore dell’Università di Padova -. Va detto che la lode di solito corrisponde poi, lo abbiamo verificato sul campo, ai risultati durante il percorso universitario».

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