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  • giovedì 28 Maggio 2015

La storia del coniglio ucciso in diretta alla radio danese

Se ne sta parlando in molti paesi del mondo: un presentatore ha spiegato – tra molte critiche – di aver voluto provocare un dibattito sul consumo di carne

Lunedì 25 maggio un presentatore radiofonico danese ha ucciso un coniglio di nove settimane durante un programma in diretta, spiegando di averlo fatto per provocare un dibattito sulla condizione degli animali da allevamento e in generale sul consumo di carne. Comprensibilmente l’uccisione del coniglio ha generato molte critiche a Radio24syv sui social network; la notizia è circolata rapidamente in mezzo mondo e ne stanno scrivendo i giornali di moltissimi paesi.

Il presentatore si chiama Asger Juhl e lavora per Radio24syv, una radio danese privata. Juhl ha ucciso il coniglio – che si chiamava Allan ed aveva il pelo quasi completamente nero – colpendolo per due volte con una pompa da bicicletta, spiegando di avere chiesto istruzioni al riguardo a un uomo che lavora in uno zoo e si occupa di conigli (qui c’è l’audio della puntata, in danese). BBC ha scritto che il gesto è avvenuto nell’ambito di uno sketch «leggero, quasi comico». Lisne Kessler, una nota attrice televisiva danese e attivista per i diritti degli animali che partecipava al programma, ha cercato di impedire a Juhl di uccidere il coniglio inseguendolo nello studio radiofonico, senza successo. Dopo l’uccisione di Allan, sulla pagina Facebook di Radio24syv è stato pubblicato un breve video in cui vengono mostrati dei pezzi di carne cuocere dentro a una pentola: secondo la didascalia, si trattava della carne ricavata dal corpo di Allan. Juhl ha detto di averla mangiata assieme alla sua famiglia.

In una intervista a BBC, Juhl ha detto di avere ucciso il coniglio per «mostrare l’ipocrisia del dibattito in corso. Molte persone si sono indignate per quello che ho fatto, ma allo stesso tempo molte di loro mangiano carne. E quando lo fanno, un animale muore». Jorgen Ramskov, il direttore di Radio24syvha precisato in seguito che il gesto di Juhl voleva semplicemente attirare l’attenzione sulle condizioni degli animali danesi destinati al macello: «in Danimarca sembra che la salute degli animali riguardi solo alcuni animali, fra cui non sono compresi mucche, maiali, agnelli e polli. I consumatori non esitano a comprare carne scadente senza farsi domande sulla vita o la morte dell’animale».

Ancora a BBC, Juhl ha isistito che Allan è stato ucciso «nella maniera più umana possibile» e che prima di allora aveva condotto «una bella vita». A una domanda sulla “leggerezza” con cui è stato ucciso Allan, Juhl ha risposto: «è vietato ridere quando vai allo zoo a vedere un leone mangiare una bistecca? È vietato ridere quando vai allo zoo e ci sono leoni marini che mangiano del pesce vivo?». Juhl ha detto di avere ricevuto diverse minacce di morte in seguito alla trasmissione di lunedì. Alcuni animalisti hanno comunque difeso il gesto di Juhl, facendo notare che al coniglio Allan è toccata la stessa sorte che accade ogni giorno a migliaia di altri animali, peraltro spesso allevati e uccisi con metodi ben più brutali. Sul sito animalista The Dodo la giornalista Ameena Schelling ha scritto: «la triste verità è che non esiste nessuna differenza fra il piccolo Allan e migliaia di conigli che vengono uccisi ogni giorno per la loro carne: Allan era della stessa specie ed età di molti di loro. E al contrario di miliardi di animali allevati nelle fattorie industrializzate del mondo, è stato ucciso in una maniera “umana” e legale».