I sostenitori del "sì" al castello di Dublino, il 23 maggio 2015. (IAN KINGTON/AFP/Getty Images)
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  • domenica 24 Maggio 2015

Le foto dei festeggiamenti per la legalizzazione del matrimonio gay in Irlanda

Migliaia di persone hanno festeggiato lo storico risultato al castello di Dublino: c'erano molti attivisti e anche qualche politico

I sostenitori del "sì" al castello di Dublino, il 23 maggio 2015. (IAN KINGTON/AFP/Getty Images)

Sabato 23 maggio è stato approvato in Irlanda il referendum sulla legalizzazione dei matrimoni gay: l’Irlanda è diventata così il primo paese al mondo a legalizzare i matrimoni gay tramite voto popolare. Migliaia di persone hanno celebrato lo storico risultato al castello di Dublino, la capitale dell’Irlanda, mentre altri si sono limitati a festeggiare sui social network. Alla fine hanno votato per il “sì” 1.201.607 persone, per il “no” 734.300 persone, pari rispettivamente al 62,07 e al 37,93 per cento dei votanti. Dopo la vittoria, i promotori della campagna del “no” hanno riconosciuto la sconfitta senza usare toni aggressivi: l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin, per esempio, ha detto che avrebbe preferito vedere riconosciuti i diritti dei gay in un altro modo, ma che «questo è il mondo in cui viviamo oggi». Un grosso movimento cattolico irlandese, lo Iona Institute, si è congratulato coi promotori della campagna del “sì” per la «bella vittoria».

Il referendum era comunque appoggiato da tutti i principali partiti politici e dal governo in carica, sostenuto sia da Fine Gael, il principale partito di centrodestra, sia dal partito laburista. Sabato al castello di Dublino c’era anche Gerry Adams, storico capo del partito indipendentista di sinistra Sinn Féin: assieme a lui c’era anche Panti, una drag queen nota per il suo attivismo per i diritti dei gay in Irlanda. Diversi ministri del governo in carica hanno espresso la loro soddisfazione per la vittoria del referendum in discorsi pubblici e dichiarazioni. Non si hanno notizie di scontri fra persone che hanno festeggiato la vittoria del referendum e i loro oppositori.