Abdel Majid Touil prima di sbarcare a Porto Empedocle il 17 febbraio 2015. (ANSA/PASQUALE CLAUDIO MONTANA LAMPO)
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  • giovedì 21 Maggio 2015

Cosa sappiamo sull’uomo arrestato per terrorismo a Milano

Abdel Majid Touil si trovava in Italia il giorno dell'attentato a Tunisi, ha detto la scuola che frequentava: di suoi eventuali legami con reti terroristiche internazionali si sa ancora poco

Abdel Majid Touil prima di sbarcare a Porto Empedocle il 17 febbraio 2015. (ANSA/PASQUALE CLAUDIO MONTANA LAMPO)

Alle 9:30 di oggi il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato con un’informativa urgente alla Camera del rischio di infiltrazioni terroristiche connesse ai flussi migratori, dopo l’arresto di un cittadino marocchino a Gaggiano, in provincia di Milano, sospettato di essere coinvolto nell’attentato al Museo del Bardo, a Tunisi, compiuto da due estremisti islamisti lo scorso 18 marzo. L’uomo arrestato ha 22 anni, si chiama Abdel Majid Touil e nel febbraio del 2015 era arrivato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento (Sicilia), su un barcone di migranti. Sul suo coinvolgimento nell’attentato di Tunisi e sui suoi movimenti non ci sono comunque ancora notizie certe – come ha confermato Alfano – e le verifiche, da parte delle autorità, sono ancora in corso. Oggi, comunque, la scuola per stranieri frequentata da Touil a Trezzano sul Naviglio ha detto che l’uomo ha frequentato alcune lezioni nei giorni dell’attentato al Museo del Bardo, a Tunisi. Secondo Repubblica, inoltre, «parenti, testimoni e insegnanti ripetono che dopo il suo arrivo nel nostro Paese Touil non si è più mosso [da Gaggiano] fino all’arresto».

Cosa ha detto Angelino Alfano
Alfano ha cominciato a parlare dicendo che si sarebbe attenuto ai fatti «tenendo fuori dal discorso gli argomenti della campagna elettorale». Ha detto che l’operazione che ha portato all’arresto di Abdel Majid Touil – «gravemente sospettato» di essere coinvolto nell’attentato al museo del Bardo – è il risultato di un successo investigativo «per le modalità e per i tempi con cui si è svolta» e per un’attività «attentamente pianificata».

Alfano ha confermato che Touil era arrivato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento (Sicilia), su un barcone di migranti. Qui era stato fermato, aveva fornito delle false generalità, e come era stato fatto per le altre persone a bordo gli erano state rilevate le impronte digitali poi inserite nel Sistema Automatizzato di Identificazione delle Impronte (AFIS). Il questore di Agrigento aveva poi emesso un provvedimento di espulsione nei suoi confronti. In qualche modo, comunque, secondo i giornali Touil è riuscito in seguito ad arrivare a Gaggiano, dove sua madre abita già regolarmente da nove anni.

Alfano ha comunque sottolineato che nel momento in cui Touil è entrato in Italia «non c’era stata alcuna segnalazione da parte di altre autorità. Touil non era ancora considerato nemmeno allo stato potenziale un soggetto pericoloso. Il suo trattamento prima e dopo il respingimento ha seguito in modo corretto le regolari procedure». Alfano ha proseguito dicendo che «è solo dopo la strage che Touil ha assunto la fisionomia del presunto terrorista, sia per la nostra intelligence che per le autorità tunisine». Ed è stato solo a quel punto che le autorità di Tunisi hanno emesso un mandato di arresto internazionale trasmesso, attraverso l’Interpol, alle questure anche italiane.

Alfano ha spiegato che all’identificazione e all’arresto si è arrivati attraverso l’incrocio dei dati in possesso delle autorità italiane, di quelle tunisine e dei dati provenienti da una denuncia di smarrimento di passaporto presentata dalla madre di Touil lo scorso aprile a Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano. La madre e i due fratelli di Abdel Majid Touil risiedono in Italia con regolare permesso di soggiorno. Le denuncia ha fatto partire le indagini e ha portato all’identificazione del presunto attentatore. Alfano ha anche parlato delle perquisizioni della Digos nella casa dei famigliari di Touil e del materiale che è stato sequestrato e che «sarà utilizzato per ulteriori approfondimenti». Alfano ha poi accennato alle cose ancora da accertare nella vicenda: i movimenti di Touil dopo il suo arrivo, quindi tra il 17 febbraio e il 19 maggio, e quale ruolo abbia avuto nell’attentato al Museo del Bardo.

Sul nesso di cui diversi esponenti politici sono tornati a parlare dopo l’arresto di Touil tra flussi migratori e terrorismo Alfano ha ribadito quanto detto in una simile informativa al Parlamento nello scorso settembre. Citandosi, il ministro ha spiegato: «Allora ho affermato che sarebbe stato contro intuitivo – viste le modalità e le dimensioni delle migrazioni in Italia – dire che non possa esserci alcun pericolo. L’ipotesi non si poteva scartare. Ma avevo detto anche quattro cose molto chiare: non c’è nessuna evidenza e nessun riscontro sul legame tra flussi migratori e terrorismo. Nessuno può escluderlo. Nessun paese è a rischio zero. L’allerta è altissima. Su questa strategia continueremo a muoverci. Strategia che fino a qui ci porta in Parlamento a commentare degli arresti e non qualcosa di più drammatico». Sulle indagini e l’eventuale processo di estradizione di Touil, Alfano non ha detto nulla.

Indagini
Touil si trova attualmente nel carcere di San Vittore, a Milano. L’agenzia di stampa ANSA scrive che la Procura di Milano sta facendo degli accertamenti sul suo ruolo avuto nell’attentato al museo del Bardo: «da quanto si è appreso tali accertamenti si sono resi necessari, tra le altre cose, anche alla luce di alcune dichiarazioni rese ai media dai familiari e dai vicini di casa di Touil, i quali hanno affermato che il 22enne, da quando lo scorso 17 febbraio è arrivato in Italia su un barcone, non si sarebbe più mosso dal nostro Paese».

Inoltre, secondo quanto riportano oggi diversi giornali, Abdel Majid Touil frequentava una scuola per stranieri a Trezzano sul Naviglio e una sua professoressa ha detto che il ragazzo nei giorni precedenti e successivi all’attentato ha frequentato l’istituto. La prova sono i registri di classe. Flavia Caimi, referente della scuola, ha spiegato «che l’arrestato frequentava i nostri corsi, che conosciamo anche sua madre e che, se indagano, non possono dire che Touil era a Tunisi il giorno dell’attacco a meno che non abbia preso degli aerei andata e ritorno». Touil, precisa Repubblica, «a quanto pare, già il 6 marzo fa il primo colloquio con gli alfabetizzatori, il 12 è in classe, il 16 pure, l’attentato al museo del Bardo è il 18».

La Procura di Milano è anche in attesa delle carte dell’inchiesta dalle autorità di Tunisi e è in contatto con la Procura di Roma dove è aperto un fascicolo d’indagine sulla strage avvenuta al museo e nella quale sono stati uccisi anche quattro italiani. Gli accertamenti dei pubblici ministeri milanesi, dunque, saranno poi trasmessi ai pubblici ministeri di Roma.

Estradizione
Per quanto riguarda l’estradizione, la Procura generale di Milano – stando alle procedure – deve ricevere gli atti relativi alla cattura e la richiesta di estradizione. Venerdì 22 maggio si terrà la prima udienza davanti ai giudici della quinta sezione penale della Corte d’Appello di Milano. In quell’udienza verrà effettuata l’identificazione di Abdel Majid Touil e gli verrà chiesto se intende dare il consenso alla sua consegna alle autorità tunisine. Se ci sarà opposizione all’estradizione, come è probabile, il procedimento sarà aggiornato ad altra data. Dovranno comunque esprimersi sia la Corte d’Appello, e poi per l’ultima parola il ministero di Giustizia. Non è detto che l’uomo sia consegnato alla Tunisia, dove è in vigore la pena di morte per i reati di cui è accusato: a meno che la Tunisia non garantisca che non verrà applicata la pena di morte nemmeno in caso di colpevolezza, l’Italia non può estradare la persona accusata.

Partendo dalla Libia Abdel Maijd Touil era arrivato in Italia su un barcone di 15 metri, con 639 persone a bordo che lo scorso febbraio era stato intercettato dalla nave Orione della Marina Militare. I cittadini di origine marocchina a bordo erano 79. Una volta sbarcato era stato sottoposto (come ha spiegato Alfano) all’identificazione. Con il Marocco non esiste alcun accordo quindi Touil aveva ricevuto l’ordine di lasciare il territorio nazionale italiano entro quindici giorni, salvo poi rimanere in Italia fino ad oggi.