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  • lunedì 18 maggio 2015

È morto il famoso base jumper e alpinista Dean Potter, aveva 43 anni

Era uno degli alpinisti americani più famosi degli ultimi vent'anni: è morto dopo un volo con una tuta alare nel parco di Yosemite

Sabato 16 maggio il famoso alpinista e base jumper americano 43enne Dean Potter è morto a seguito di un volo con una tuta alare all’interno del parco di Yosemite, in California. Assieme a lui è morto anche un altro base jumper di 29 anni, Graham Hunt. I corpi dei due sono stati ritrovati domenica mattina dai ranger del parco: un amico di Potter e Hunt aveva infatti riferito che i due non erano tornati a casa dopo un salto in programma per sabato. I ranger di Yosemite hanno detto che Potter e Hunt si sono lanciati da un promontorio di 2300 metri chiamato Taft Point. I due corpi sono stati ritrovati poco distanti. La dinamica dell’incidente non è ancora chiara: nessuno dei due aveva utilizzato il proprio paracadute.

Potter è noto per aver compiuto diverse imprese alpinistiche e di base jumping, ed è stato definito dal New York Times «uno degli scalatori migliori della sua generazione». Da anni compiva scalate difficilissime spesso in free climbing – cioè usando la corda solo come strumento di protezione e non di ascensione – in free solo – cioè senza corda – o traversate di valichi camminando in equilibrio su una sola corda oppure altre imprese alpinistiche: lo scorso mese, per esempio, aveva stabilito un nuovo record di ascensione e discesa dello Half Dome, una montagna dello Yosemite tra le più apprezzate al mondo dagli alpinisti (Potter frequentava lo Yosemite da circa vent’anni, e già da giovane era famoso per le sue scalate nel parco). Potter era spesso accompagnato nelle sue scalate o voli con la tuta alare dal suo cane Whisper: i suoi profili sui social network sono pieni di foto di lui e Whisper durante una scalata, e due mesi fa Potter ha diffuso un intero film incentrato su Whisper.

Alex Honnold, uno degli scalatori più famosi al mondo, ha detto che Dean Potter «per vent’anni ha avuto un’influenza da visionario nell’arrampicata. Sono cresciuto coi racconti delle sue imprese. In pratica ha tracciato la via del mondo dell’arrampicata per la sua generazione».

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