L’oceano in streaming

La storia – e i video, soprattutto – della nave americana che da otto anni studia i fondali oceanici sconosciuti, tra vegetazioni e animali straordinari

Il NOAA Okeanos Explorer è un progetto avviato dagli Stati Uniti nel 2008 per studiare e analizzare i fondali oceanici. La ragione è semplice: il 95 per cento dei fondali marini è ancora oggi sconosciuto e gli scienziati e i ricercatori che vogliono studiarlo non hanno abbastanza materiale a disposizione. Il governo degli Stati Uniti ha messo a disposizione del NOAA – l’ente responsabile del progetto, che tiene sotto controllo l’interazione tra oceano e clima e ne informa i cittadini – una nave che è diventata un osservatorio itinerante del mare.

Da otto anni la “America’s Ship for Ocean Exploration” studia fondali oceanici sconosciuti con due obiettivi fondamentali: da una parte migliorare le carte nautiche, ampliandole e rendendole più complete, e dall’altra scoprire nuove specie e proteggere gli ecosistemi più delicati. Numerosi scienziati lavorano a questo progetto ma pochi si trovano a bordo: la nave è infatti dotata di due rover, cioè due robot automatici in grado di scendere fino a 4.000 metri in profondità, e grazie a un impianto di connessioni internet satellitari i video e le immagini sono trasmesse a terra e accessibili in diretta.

Il progetto è costituito da una serie di spedizioni, ognuna delle quali prevede l’analisi e lo studio di zone differenti e la collaborazione con biologi marini del posto. Dopo una serie di viaggi di prova la prima spedizione è stata portata a termine nel 2010: prevedeva l’analisi delle acque indonesiane. Nel 2011 sono state invece analizzate le acque caraibiche e i fondali nei pressi delle isole Galàpagos. Dal 2012 al 2014  la nave si è spostata dal Golfo del Messico fino all’Atlantico Settentrionale, mantenendosi a pochi chilometri dalle coste degli Stati UnitI. Nel 2015 è invece iniziata la spedizione nei fondali di Porto Rico.

Dal sito della NOAA Okeanos Explorer è possibile accedere ai video più belli delle esplorazioni o addirittura seguire in diretta le manovre dei robot nei fondali oceanici.

I fondali indonesiani, dalla spedizione del 2010

Un dumbo octopus (o polpo Dumbo, per via delle sue orecchie) nei fondali messicani, durante la spedizione del 2014

La vegetazione sottomarina di Porto Rico, 2015

Gli oloturoidei (conosciuti anche come “cetrioli di mare”) nei fondali di Porto Rico, 2015

Nella foto: uno degli ufficiali della “America’s Ship for Ocean Exploration Explorer” (AP Photo/The Seattle Times, Greg Gilbert)