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  • giovedì 7 maggio 2015

Lo stato di accusa di Nicolas Sarkozy è stato confermato

È stato convalidato il punto centrale del procedimento nei confronti dell'ex presidente francese per corruzione, traffico d’influenza e ricettazione di violazione del segreto istruttorio

La Corte di appello di Parigi ha convalidato il punto centrale del procedimento che aveva portato nel luglio del 2014 l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy a essere messo in stato di accusa per corruzione, traffico d’influenza e ricettazione di violazione del segreto istruttorio. Lo stato di accusa (in francese “mise en examen”) significa che contro l’ex presidente esistono indizi “gravi e concordanti” che rendono probabile la sua partecipazione, come autore o come complice, a un reato: nel sistema italiano, è qualcosa di paragonabile a un avviso di garanzia.

Uno degli elementi fondamentali su cui si basava lo stato di accusa di Sarkozy erano intercettazioni telefoniche da cui risultava che l’ex presidente e il suo avvocato avevano cercato di ottenere informazioni riservate da un magistrato promettendo in cambio un prestigioso incarico. Sarkozy aveva fatto ricorso sostenendo l’illegalità dell’uso delle intercettazioni, ma il tribunale non l’ha accolto. L’ex presidente ha fatto sapere che ricorrerà in Cassazione. Se anche la la Cassazione rifiuterà il ricorso e giudicherà valida la conformità delle decisioni dei tribunali precedenti, le intercettazioni potranno essere usate in tribunale. Prima della decisione della Corte di appello di Parigi, l’avvocato di Sarkozy aveva dichiarato: «Se trionferemo, non ci sarà più alcuna azione legale».

Le indagini
Nella notte del primo luglio 2014, dopo essere stato inter­ro­gato per tutta la giornata all’Ufficio centrale di lotta con­tro la cor­ru­zione e le infra­zioni finan­zia­rie a Nanterre, alla peri­fe­ria di Parigi, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy era stato messo in stato di accusa per “corruzione attiva”, “traffico d’influenza” e “ricettazione della violazione del segreto istruttorio”. L’indagine era partita nella primavera del 2013 e riguardava presunti finanziamenti dell’ex presidente libico Muammar Gheddafi alla campagna elettorale di Sarkozy nel 2007. Come parte di questa indagine, erano state messe sotto sorveglianza telefonica diverse persone vicine a Sarkozy nonché lo stesso Sarkozy, a partire dal settembre 2013. Si scoprì poi che Sar­kozy usava un secondo cel­lu­lare com­prato sotto il falso nome di un suo ex com­pa­gno di scuola, Paul Bismuth, oggi avvo­cato in Israele; questo cellulare si col­legava sem­pre a un solo numero che risul­tò poi essere un cel­lu­lare comprato anch’esso sotto falso nome dall’avvocato di Sar­kozy, Thierry Her­zog.

Dalle intercettazioni risultava che i due si scam­biavano infor­ma­zioni det­ta­gliate sull’inchiesta (a quel tempo ancora in corso) sul caso Bet­ten­court, sulle agende di Sar­kozy che erano state sequestrate dalla magi­stra­tura, sull’inchiesta relativa al caso Tapie-Crédit Lyon­nais, un altro caso in cui potrebbe essere impli­cato l’ex pre­si­dente, su Gil­bert Azi­bert e la promessa di un posto prestigioso a Montecarlo in cam­bio di infor­ma­zioni sulle inchieste in corso.

Le accuse
Il “traffico di influenza” – punibile con 5 anni di reclusione e una multa fino a 500mila euro – è stabilito dall’articolo 433-2 del codice penale francese: consiste nel «sollecitare o accettare, in qualsiasi momento, direttamente o indirettamente, offerte, promesse, regali, o favori di qualsiasi natura per sé o per altri, abusando o facendo un uso improprio della propria influenza reale o supposta, al fine di ottenere da un’autorità o da un’amministrazione pubblica un’occupazione, dei contratti o qualsiasi altro trattamento preferenziale». Il reato di “corruzione” – che è il più grave fra i tre – è disciplinato dall’articolo 433-1 del codice penale e prevede una pena fino a 10 anni di carcere. Secondo quanto riportato da Le Monde questo reato è lo “stadio superiore del traffico d’influenza”. La ricettazione della violazione del segreto istruttorio indica la «disponibilità di un oggetto proveniente da reato», in questo caso le informazioni sulle inchieste.

Cosa rischia
Se Sarkozy ricorrerà effettivamente in cassazione, come dichiarato, e se la cassazione confermerà il suo stato di accusa, l’inchiesta – ferma da mesi- potrà riprendere con il rischio di un rinvio in tribunale dove le intercettazioni, al centro dell’accusa, saranno a quel punto usate come prova. Se in tribunale verrà condannato, oltre al carcere, Nicolas Sarkozy potrebbe anche – in base all’articolo 432-17 del codice penale – ricevere una pena accessoria che prevede la decadenza dei suoi diritti civili e politici, l’interdizione dai pubblici uffici o dalla professione e l’esclusione dalle liste elettorali per un tempo limitato. All’inizio dell’anno si era parlato di una possibile nuova candidatura di Nicolas Sarkozy alla presidenza francese nel 2017.

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