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  • giovedì 7 maggio 2015

Si sta votando nel Regno Unito

I seggi sono aperti da stamattina: cosa dicono gli ultimi sondaggi in attesa dei risultati

di Arianna Cavallo – @ariannacavallo

Si vota oggi, giovedì 7 maggio, dalle 7 del mattino alle 22 ora locale, per scegliere il nuovo Parlamento del Regno Unito e di conseguenza il nuovo governo e il nuovo primo ministro. Queste elezioni sono considerate le più imprevedibili e incerte di sempre, dato che i due principali partiti – i Conservatori del primo ministro David Cameron e i laburisti di Ed Miliband, all’opposizione – oscillano da mesi nei sondaggi tra il 32 e il 35 per cento, e anche le ultime previsioni li danno più o meno alla pari: e nessuno dei due sembra avere una soluzione facile per formare una coalizione. Dei cinque principali istituti britannici di sondaggi, due li danno entrambi al 34 per cento; uno dà avanti il Labour di un punto (34 e 33 per cento) e due danno in vantaggio i Conservatori: secondo ComResP sarebbero al 35 contro il 32 per cento dei laburisti, mentre secondo Lord Ashcroft arriverebbero rispettivamente al 32 e al 30 per cento.

Il sito May2015, che tiene conto della media di dieci istituti di sondaggi degli ultimi cinque giorni, dà in leggero vantaggio i Conservatori con il 33,3 per cento, mentre i Laburisti sarebbero al 32,9 per cento. Lo UKIP – partito xenofobo di destra guidato da Nigel Farage – arriverebbe al 14 per cento, i LibDem del vice-primo ministro Nick Clegg al 9,4 e i Verdi di Natalie Wood al 4,7. A livello nazionale lo SNP, il partito indipendentista scozzese guidato da Nicola Sturgeon, si aggira attorno al 4 per cento, ma in Scozia supera il 50 per cento: riuscirà probabilmente ad aggiudicarsi più di 50 dei 59 seggi messi in palio dalla Scozia, sottraendoli al Labour.

Queste percentuali però raccontano solo un pezzo della storia: al di là dei dati nazionali, la cosa veramente importante sono le previsioni sui seggi, attribuiti con il sistema maggioritario uninominale, detto anche “first-past-the-post”. Il Regno Unito è suddiviso in 650 collegi elettorali; ogni partito candida una sola persona per ogni collegio, che elegge un solo candidato, quello che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti. Se nessun partito riesce a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, cioè 326, si parla di hung parliament e questo scenario è ormai dato per certo da tutti i sondaggi. Secondo la media dei principali istituti di sondaggi curata da May2015, i Conservatori otterranno 273 seggi, i Laburisti 268, i LibDem 28 (alle elezioni del 2010 ne avevano ottenuti 57), e lo UKIP 2. Lo SNP arriverà a 56 seggi, mentre i Verdi – che puntano a far eleggere tre parlamentari – riusciranno soltanto a mantenerne uno.

Tradizionalmente in Regno Unito il compito di formare il governo viene affidato al partito che ha ottenuto più voti, indipendentemente dai seggi che potrebbe avere alleandosi con un altro. Nei casi di hung parliament, il partito con più voti può decidere se formare una coalizione – come l’attuale al governo, composta da Conservatori e LibDem – o formare un governo di minoranza contrattando di volta in volta l’appoggio dei partiti più piccoli o dei singoli parlamentari per far passare le leggi più importanti.

Stando agli attuali sondaggi saranno i Conservatori ad avere il compito di formare un governo – tradizionalmente, poi, il primo ad avere diritto di provarci, se vuole, è sempre il primo ministro uscente – ma se i dati dei sondaggi dovessero essere confermati la coalizione con i LibDem arriverebbe a poco più di 300 seggi, e non sarebbe sufficiente nemmeno un accordo con lo UKIP comunque molto improbabile. Una coalizione fatta da Labour e SNP – che ha posizioni più di sinistra ma comunque compatibili con quelle dei Laburisti – avrebbe invece la maggioranza assoluta. Sturgeon ha più volte offerto il suo appoggio a Miliband per battere i Conservatori ma Miliband ha rifiutato con decisione, spiegando di non volersi allearsi con un partito che punta alla secessione della Scozia dal Regno Unito. I LibDem di Nick Clegg stanno cercando di presentarsi come l’unico partito affidabile e moderato in grado di portare stabilità al Paese: Clegg ha detto che se non ci sarà una coalizione con i LibDem, l’instabilità sarà tale che si finirà per votare di nuovo entro Natale (cosa decisamente improbabile, ma accaduta in passato). Ha anche ribadito di essere disposto ad allearsi con il partito che prenderà più voti, quindi anche con i Laburisti.

Un po’ di endorsement
Dopo l’endorsement dell’Economist a favore dei Conservatori, anche le altre principali testate britanniche hanno espresso il loro sostegno per i vari candidati. Il Guardian si è schierato, senza grosse sorprese, a favore di Miliband; il Financial Times ha scelto Cameron; mentre l’Independent, solitamente più vicino a posizioni di centrosinistra, si è augurato inaspettatamente che resti al governo l’attuale coalizione. The Express è il primo giornale a consigliare di votare lo UKIP.

 

Un altro endorsement di cui si è parlato molto è quello del comico Russell Brand, che negli ultimi anni nel Regno Unito è diventato il punto di riferimento delle posizioni anti-casta e astensioniste. Una settimana dopo aver intervistato Miliband, Brand ha invitato a votare Labour in Inghilterra, tranne a Brighton Pavilion dov’è candidata Lucas dei Verdi. Ha aggiunto che non si esprimerà sul voto in Scozia, dato che gli scozzesi non hanno bisogno che un inglese gli dica cosa fare: secondo molti si tratterebbe di un implicito sostegno all’SNP. Brand non si è comunque registrato in tempo alle liste elettorali e quindi non potrà votare.

Altre cose interessanti:

May2015 segnala i dieci seggi più interessanti da seguire. C’è per esempio Sheffield Hallam, il seggio dov’è candidato Clegg, che rischia di essere battuto dai Laburisti. I Conservatori locali hanno cercato di convincere gli elettori a votare tatticamente i LibDem, tanto che è intervenuto lo stesso Cameron dicendo di non farlo. Stando agli ultimi sondaggi anche Farage rischia di non venire eletto nel suo seggio di South Thanet: così fosse, dice, si dimetterà subito da leader del partito.

– L’elenco dei 14 seggi dove lo UKIP punta a far eleggere un parlamentare.

– Domenica a un evento di campagna elettorale Miliband ha mostrato una stele di calcare alta due metri e mezzo con incise le sei promesse elettorali del Labour. Miliband ha detto che in caso di vittoria la farà sistemare nel Giardino delle rose di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico. Come prevedibile la scena surreale è diventata subito un meme sui social network.

– Nell’ultima settimana di campagna elettorale i Conservatori hanno ricevuto donazioni pari a dieci volte quelle del Labour: rispettivamente 1,36 milioni di sterline (1,8 milioni di euro) e 131.242 sterline (170 mila euro). Durante l’intera campagna elettorale però il Labour ha ottenuto di più: 4,6 milioni di sterline (6,2 milioni di euro) – soprattuto dai sindacati – contro i 3,4 milioni (4,6 milioni di euro) dei Conservatori.

– Martedì ITV News Meridian ha pubblicato un’intervista del 1991 a Ed Miliband, che allora aveva 21 anni e stava guidando una protesta contro l’aumento degli affitti degli studenti dell’università di Oxford. Il video è venuto fuori solo adesso perché era stato registrato sotto il nome di “Ted” Miliband, come all’epoca si faceva chiamare.

Foto: Ed Miliband e sua moglie, Justine leave, escono dal seggio a Sutton Village Hall, Doncaster, dopo avere votato, il 7 maggio 2015. (AP Photo/Jon Super)

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