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  • giovedì 7 Maggio 2015

Il centrosinistra ha vinto nell’Alberta

Per la prima volta in 44 anni i conservatori sono stati battuti alle elezioni nella provincia più ricca e conservatrice del Canada

Alle elezioni generali dell’Alberta, la provincia più ricca e più conservatrice del Canada, il Progressive Conservative (PPC), partito di centro destra al potere da 44 anni, ha perso le elezioni. La maggioranza è stata ottenuta dal Nuovo Partito Democratico (NPD) di centrosinistra e guidato da una donna, Rachel Notley che durante la sua campagna elettorale ha promesso più tasse per le imprese e per i più ricchi, un aumento significativo del salari minimi, nuovi finanziamenti per le scuole e gli ospedali e, soprattutto, la rimessa in discussione delle royalties del petrolio.

Alberta, intanto
L’Alberta è una provincia del Canada occidentale, sul versante est delle Montagne Rocciose ed è una delle due sole province canadesi (l’altra è il vicino Saskatchewan) a non avere sbocchi sul mare. Le due principali città sono Edmonton, il capoluogo, e Calgary.

Alberta

Per tutti i primi decenni del Novecento rimase una provincia rurale, poco industrializzata e dipendente soprattutto dal settore primario. Verso la fine degli anni Quaranta furono scoperte grandi riserve petrolifere, questo accelerò l’industrializzazione tanto che negli anni Cinquanta il settore secondario aveva già superato l’agricoltura come principale fonte di reddito. L’Alberta ha attualmente una delle economie più forti e influenti del paese, visto che produce circa il 70 per cento di petrolio e gas naturale di tutto il Canada. Lì sono concentrate la maggior parte delle industrie petrolifere, le grandi raffinerie e gli impianti petrolchimici: è considerata il secondo esportatore mondiale di gas naturale e il quarto produttore. Nel 2013 il PIL pro capite di Alberta ha superato quello degli Stati Uniti, Norvegia, e Svizzera ed è stato il più alto di qualsiasi altra provincia del Canada. Il calo del prezzo del petrolio sui mercati mondiali tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del 2014 ha avuto quindi importanti conseguenze sull’economia della provincia.

Le elezioni e i risultati
Le elezioni generali del 5 maggio si sono svolte con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura in seguito alla decisione del premier conservatore Jim Prentice di sciogliere l’Assemblea, il 7 aprile scorso. Prentice aveva spiegato di avere bisogno di una conferma del suo mandato per intraprendere una serie di riforme basate sulla cosiddetta austerità (aumenti di imposte e tagli alla spesa) a seguito del calo del prezzo del petrolio da cui il bilancio di Alberta sostanzialmente dipende.

I seggi disponibili all’Assemblea di Alberta sono 87: per ottenere la maggioranza sono necessari 44 seggi e il Nuovo Partito Democratico (non ci sono ancora i risultati definitivi, manca un distretto) finora ne ha ottenuti 53 (corrispondenti al 41 per cento dei voti) e potrà dunque formare un governo di maggioranza. Il secondo partito con 21 seggi assegnati e il 24 per cento dei voti è il Wildrose Party, partito conservatore nato nel 2008 e che aveva affrontato alla fine di marzo delle elezioni interne per la scelta del nuovo leader. Il Partito Progressista Conservatore è invece risultato il terzo partito con solo undici seggi e il 18 per cento dei voti: nelle elezioni del 2013 aveva ottenuto quasi il 44 per cento, era al potere ininterrottamente dal 1971 ed è stato il partito che nella storia del Canada è stato al governo per il periodo più lungo, 44 anni. Dopo la sconfitta Prentice ha annunciato le sue dimissioni. Il Wildrose diventerà dunque la principale opposizione al nuovo governo e il suo leader, Brian Jean, ha promesso di farlo in modo molto deciso.

Rachel Anne Notley
La vincitrice delle elezioni è nata il 17 aprile del 1964, è un avvocato e si è occupata soprattutto di diritto del lavoro. Il 18 ottobre del 2014, Notley ha vinto le primarie interne al suo partito per Alberta con il 70 per cento dei voti. Prima era stata responsabile, sempre per il partito, delle questioni dei diritti delle donne, della salute e della giustizia. Dopo i risultati delle ultime elezioni ha detto che il suo partito «ha fatto un po’ di storia nell’Alberta». E ancora: «Penso che il cambiamento di cui avevamo bisogno e che abbiamo cercato per diverso tempo, finalmente sia arrivato».