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  • giovedì 26 marzo 2015

“Il copilota voleva distruggere l’aereo”

Lo ha detto la magistratura francese che si sta occupando del volo Germanwings precipitato sulle Alpi francesi martedì, basandosi sui dati contenuti nella scatola nera

Il copilota del volo Germanwings 9525 ha volontariamente impedito al comandante dell’aereo di rientrare nella cabina di pilotaggio, e ha impostato i sistemi per avviare la discesa verso le Alpi francesi, con la “volontà di distruggere l’aereo” e senza rispondere alle richieste del centro di controllo aereo a terra. È la ricostruzione esposta dalla magistratura francese nel corso di una conferenza stampa a Marsiglia, Francia, basata sulle informazioni ricavate dalle registrazioni della scatola nera ritrovata tra i rottami dell’aereo nel pomeriggio di martedì. Il procuratore francese Brice Robin ha detto che il copilota si chiamava Andreas Lubitz, aveva 28 anni ed era originario di Montabaur, una città della Renania-Palatinato in Germania. “Non c’è nessun elemento che faccia ipotizzare un attacco terroristico” ha aggiunto Robin.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha commentato la notizia parlando di “una tragedia insostenibile: queste notizie ci lasciano senza parole. Ciò che voglio dire oggi è che si tratta di un crimine contro tutte le vittime e i loro familiari”. Merkel ha poi aggiunto che è comunque necessario attendere i risultati delle indagini per avere un’idea precisa di quanto accaduto sul volo 9525.

“Atto volontario”
I magistrati francesi hanno spiegato che nella registrazione si sentono i due piloti parlare normalmente, scambiandosi informazioni nella prima fase del volo. Prima di iniziare le procedure in vista dell’atterraggio a Düsseldorf, il pilota ha lasciato i comandi al copilota abbandonando temporaneamente la cabina di pilotaggio, probabilmente per andare in bagno. Al suo ritorno ha provato a mettersi in contatto attraverso l’interfono dell’aeroplano con il copilota, chiedendogli di riaprire la porta della cabina, ma senza ricevere risposta.

Secondo la ricostruzione, mentre il pilota dall’esterno cercava di rientrare, il copilota ha impostato i sistemi di bordo per iniziare una discesa. Il controllo del traffico aereo a terra si è messo in contatto con l’Airbus A320 per sapere che cosa stesse accadendo, considerata la discesa anomala, ma non ha ricevuto nessuna risposta. Nell’audio della scatola nera, dicono i magistrati francesi, si sente chiaramente il respiro del copilota, che era quindi vivo fino al momento dell’impatto con il versante della montagna e che non ha mai comunicato a terra, né ha impostato codici di emergenza. Negli ultimi minuti si sentono diversi colpi alla porta della cabina di pilotaggio, con il comandante che evidentemente prova a rientrare per riprendere i comandi.

Sulla base di questo, la magistratura ha concluso che l’atto di fare precipitare l’aeroplano sia stato volontario, ma ci sono ancora molti aspetti da chiarire. “Non posso dire se il copilota abbia solo approfittato dell’assenza del comandante o se avesse un piano” ha detto Robin, rispondendo a una domanda su un eventuale atto premeditato.

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Prima dei magistrati francesi, la notizia dell’uscita del pilota dalla cabina era stata riferita dalla magistratura tedesca, che sta seguendo il caso insieme a quella francese, e ancora prima era stata anticipata al New York Times da una fonte interna all’agenzia della sicurezza del volo francese (BEA), che mercoledì ha estratto dalla scatola nera le registrazioni delle conversazioni avvenute tra i piloti. Un’altra fonte aveva riferito una simile versione ad AFP, la più importante agenzia di stampa francese. Su versante della montagna nei pressi di Prads-Haute-Bléone, un paesino nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza, si continua a lavorare per recuperare i corpi delle persone che si trovavano sull’Airbus A320 e per cercare la seconda scatola nera, con i dati relativi ai sistemi di bordo.

La fonte del New York Times aveva riferito che nella registrazione si sentono dialoghi “molto tranquilli” tra i due piloti nella prima parte del volo, partito da Barcellona (Spagna) e diretto verso Düsseldorf (Germania). A un certo punto, però, uno dei due piloti lascia la cabina di pilotaggio e non riesce più a rientrare, ha spiegato la fonte al giornale: “Il pilota all’esterno bussa alla porta e non riceve nessuna risposta. E poi colpisce la porta più forte, ma ancora niente. Non c’è mai una risposta […] si sente che sta provando a sfondare la porta” per rientrare nella cabina di pilotaggio.

AFP ha dato una versione simile, citando “una fonte vicina alle indagini in corso”. Anche secondo questa ricostruzione, basata sull’audio registrato dalla scatola nera, uno dei due sedili della cabina di pilotaggio sarebbe stato tirato indietro, con la porta che sarebbe stata aperta e subito richiusa. Poco tempo dopo si sentono i rumori alla porta del pilota che cerca di rientrare e l’assenza di “conversazioni da quel momento all’incidente”. Lufthansa ha confermato ad AFP che il copilota aveva 630 ore di volo di esperienza, mentre il pilota ne aveva accumulate circa 6mila in 10 anni di servizio.

Sicurezza
Per evitare l’ingresso di persone non autorizzate, la porta di accesso alla cabina di pilotaggio è rinforzata e ha diversi sistemi di sicurezza. All’esterno di solito è presente una tastiera numerica, che può essere usata per richiedere al pilota di aprire la porta, o in casi di emergenza per inserire un codice identificativo di sblocco. Il sistema sugli Airbus prevede che dopo l’inserimento del codice passino 30 secondi prima che la porta sia sbloccata per 5 secondi, entro i quali bisogna entrare, ma dall’interno si può impostare un blocco di 5 minuti per impedire l’ingresso. Non è chiaro se questo sistema fosse presente sull’A320, né se fosse funzionante regolarmente. Il fatto che, secondo le fonti, il pilota bloccato all’esterno abbia bussato invece di usare il comando sulla tastiera numerica fa ipotizzare che qualcosa non stesse andando come previsto dalle procedure standard.

Mentre negli Stati Uniti è obbligatoria la presenza di sempre due persone all’interno della cabina di pilotaggio (se esce un pilota entra un membro dell’equipaggio), in Europa non c’è una regola che impone esplicitamente la compresenza di due persone. Spetta a ogni compagnia aerea decidere la linea da seguire, Lufthansa non applica la regola della compresenza, così come non lo ha fatto fino a ora KLM – Air France, una delle compagnie aeree più grandi al mondo. In seguito alle rivelazioni della magistratura francese, diverse compagnie aeree – comprese Alitalia, easyJet e Air Canada – hanno annunciato che d’ora in poi richiederanno la presenza di due persone in cabina in ogni fase del volo.

Copilota
Le informazioni sul copilota sono ancora parziali, la magistratura francese lo ha identificato come Andreas Lubitz, un uomo di 28 anni originario di Montabaur, una città della Renania-Palatinato in Germania. Aveva iniziato a volare con Germanwings nel 2013 dopo avere passato il periodo di addestramento presso Lufthansa. Aveva 630 ore di volo di esperienza e colleghi e amici di un aeroclub lo hanno descritto come cordiale e da tempo appassionato al volo e determinato ad avere una carriera come pilota di linea. La polizia tedesca ha detto di aver perquisito due case di proprietà di Lubitz a Düsseldorf e Montabaur.

I media tedeschi riferiscono che Lubitz aveva interrotto per 6 mesi il suo addestramento nel 2009 per una sindrome da stress. Lufthansa ha comunque chiarito che Lubitz aveva passato tutti i test psicologici e fisici per procedere con l’addestramento. A Montabaur, a nord-ovest du Francoforte, la casa dove vive la famiglia Lubitz è stata messa sotto controllo. I parenti del copilota si trovavano a Marsiglia, ma sono ripartiti per la Germania, dicono i media francesi.

Montabaur

Germanwings | Lufthansa
Carsten Spohr, il CEO di Lufthansa, la compagnia aerea tedesca che la proprietà di Germanwings, ha tenuto una conferenza stampa a Colonia (Germania) dicendo di essere “senza parole” in seguito alle conclusioni preliminari dell’inchiesta sull’incidente aereo condotta dalla magistratura francese: “Siamo scioccati e non avremmo mai immaginato che la situazione potesse peggiorare ulteriormente”. Winkelmann ha poi aggiunto che “si tratta della cosa più terribile che sia mai successa all’azienda”. Un portavoce di Germanwings ha chiarito che il comandante dell’aereo non ha fatto nulla di strano lasciando la cabina di pilotaggio: è previsto che possa farlo per particolari necessità, come per esempio andare in bagno. Germanwings ha pubblicato un tweet dicendo di essere “sconvolta” da quanto concluso dalle autorità francesi.

 

Familiari
Nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza sono intanto arrivati i familiari delle persone che si trovavano a bordo del volo 9525. Lufthansa ha organizzato due voli speciali rispettivamente da Barcellona e da Düsseldorf verso Marsiglia, in Francia, da dove i familiari potranno proseguire in autobus verso l’area dell’incidente. Nei paesi vicini sono stati allestiti alcuni centri di accoglienza, con personale della compagnia aerea e un gruppo di psicologi. Un gruppo di familiari ha preferito raggiungere la zona in autobus e senza volare da Barcellona.

Stando alle stime più recenti fornite da Germanwings, a bordo dell’Airbus A320 c’erano 72 passeggeri di origini tedesche (ma il governo tedesco parla di 75), compresi 16 studenti in gita scolastica insieme a due docenti. Il governo spagnolo ha detto che a bordo del volo c’erano anche 51 persone di nazionalità spagnola, ma sono ancora in corso verifiche sul numero esatto. Altre persone erano provenienti da Australia, Argentina, Regno Unito, Iran, Venezuela, Stati Uniti, Paesi Bassi, Colombia, Messico, Giappone, Danimarca e Israele.

Hollande, Merkel, Rajoy
Nel pomeriggio di mercoledì, nei pressi della zona dell’incidente aereo nelle Alpi francesi sono arrivati il cancelliere tedesco Angela Merkel e il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Accompagnati dal presidente francese François Hollande, hanno sorvolato il versante della montagna dove è caduto l’A320 e in seguito hanno tenuto una breve conferenza stampa, confermando l’impegno congiunto dei loro tre paesi per quanto riguarda il recupero dei corpi delle persone che si trovavano a bordo, il loro riconoscimento e le indagini per chiarire le cause dell’incidente.