Knox e Sollecito e le fotografie di Henri Cartier Bresson

La ricercata formulazione del procuratore generale nel chiedere la conferma in Cassazione delle condanne per l'omicidio di Meredith Kercher

Il procuratore generale della Corte di Cassazione Mario Pinelli ha formulato la sua richiesta di conferma della sentenza di appello contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito, le due persone condannate rispettivamente a 28 anni e tre mesi e a 24 anni e nove mesi per l’omicidio di Meredith Kercher, una studentessa britannica morta a Perugia il primo novembre 2007. La Corte di Cassazione sta esaminando in questi giorni il ricorso di Knox e Sollecito, che hanno chiesto l’annullamento della propria condanna poiché a loro dire la Corte di Assise di Firenze che li ha condannati nel 2014 aveva deciso di non considerare alcune perizie. Ha detto tra l’altro Pinelli durante la richiesta di conferma della condanna:

«Come nelle foto di Henri Cartier Bresson c’è un momento perfetto nel quale tutti i protagonisti sono al posto giusto: allo stesso modo, la sentenza dell’appello bis resiste ad ogni censura»

Henri Cartier Bresson è francese ed è uno dei più apprezzati fotogiornalisti della storia (è morto nel 2004). Pinelli intendeva dire che va confermata la condanna a Knox e Sollecito decisa nel secondo processo di appello, concluso nel gennaio 2014. In precedenza Knox e Sollecito erano stati dichiarati innocenti da una prima sentenza di appello nel 2011. Successivamente, la Corte di Cassazione aveva ordinato di rifare il processo, che si è concluso nel gennaio del 2014 con le due condanne. Nel 2011 Knox è tornata negli Stati Uniti. Non è ancora chiaro se in caso di condanna verrà avviato un processo per la sua estradizione. La sentenza della Cassazione sul ricorso presentato da Knox e Sollecito è prevista per venerdì 27 marzo.

foto: Amanda Knox e Raffaele Sollecito durante il primo processo di appello, nel 2010 (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

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