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  • mercoledì 18 marzo 2015

La Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti ha riconosciuto i matrimoni gay nel suo statuto

Il voto favorevole della maggioranza dei presbiteri ha reso definitiva la modifica della definizione di matrimonio come "unione tra due persone"

Martedì 17 marzo la “Presbyterian Church U.S.A.”, la più importante e numerosa Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti, ha approvato una modifica della definizione di matrimonio all’interno del libro che raccoglie le regole dell’ordine riconoscendo i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Dal prossimo 21 giugno il matrimonio verrà considerato come «unione tra due persone, tradizionalmente un uomo e una donna» mentre prima si faceva riferimento esclusivamente a un’unione «tra un uomo e una donna». La nuova formulazione era stata approvata dall’Assemblea Generale nel giugno del 2014, ma la decisione definitiva doveva essere ratificata da più della metà dei 171 organismi regionali, i presbiteri: 87 hanno votato a favore.

Il presbiterianismo è una forma di organizzazione della chiesa cristiana che nasce soprattutto dalla riforma calvinista e che è stata adottata anche da quelle confessioni che non professano tutte le sue dottrine. Si tratta di una delle cosiddette “chiese riformate” ed è uno dei tipi fondamentali del regime ecclesiastico protestante. Il presbiterianismo comprende parecchie confessioni (presbiteriane, riformate, evangeliche), governate ciascuna dai presbiteri, cioè dai responsabili della comunità cristiana locale eletti da una assemblea. A loro volta i presbiteri si riuniscono in un organismo regionale (il presbiterio), che amministra l’intera comunità. Il massimo organo decisionale è rappresentato invece dal “Sinodo” o “Assemblea Generale”, che raccoglie i rappresentanti dei diversi presbiteri e che è composta in ugual numero da laici ed ecclesiastici. Negli Stati Uniti ci sono diverse chiese presbiteriane ma l’organizzazione più numerosa è la Presbyterian Church, che riunisce circa 1,8 milioni di fedeli distribuiti in circa 10 mila congregazioni.

La decisione di modificare la definizione di matrimonio nello statuto, scrive il New Tork Times, rischia di allargare il divario tra i membri della Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti che, nel corso di un dibattito durato diversi anni, hanno manifestato opinioni diverse. Il reverendo Brian D. Ellison ha detto però: «Stiamo imparando che è possibile essere in disaccordo, ma essere ancora parte di un’unica Chiesa». Nel 2011 la Chiesa aveva già permesso che uomini gay e donne lesbiche potessero essere ordinati e ordinate pastori. Nel giugno del 2014 con 429 voti a favore e 175 contrari, l’Assemblea Generale aveva deciso di modificare la definizione di matrimonio e aveva permesso di conseguenza, ai pastori che lo volevano fare, di celebrare all’interno delle loro chiese i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La posizione della Presbyterian Church contrasta con quella della Chiesa cattolica romana e cristiano evangelica che si oppongono al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Attualmente, le chiese che riconoscono invece i matrimoni gay negli Stati Uniti sono: la chiesa episcopale, la chiesa evangelica luterana e la chiesa unita di Cristo.

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