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  • martedì 24 febbraio 2015

L’ex presidente delle Maldive è stato arrestato

E circola un video della polizia che lo trascina a forza in tribunale mentre lui cercava di parlare con i giornalisti: è accusato di aver fatto arrestare un giudice nel 2012

Domenica 22 febbraio è stato arrestato Mohamed Nasheed – capo dell’opposizione nelle Maldive già presidente del paese dal novembre 2008 al febbraio 2012 – con l’accusa di terrorismo. Nasheed era stato messo sotto accusa nel gennaio del 2012 per aver utilizzato l’esercito per arrestare un giudice, senza averne l’autorità. La settimana scorsa il procuratore generale aveva deciso di ritirare le accuse iniziali formulandone però delle nuove in base alla legge anti-terrorismo del paese, che punisce anche genericamente gli atti contro lo Stato. Lunedì 23 febbraio l’ex presidente è anche stato trascinato a forza dalla polizia mentre stava parlando con dei giornalisti fuori dalla prima udienza del processo.

Nasheed è stato il primo leader eletto democraticamente alle Maldive, che sono un arcipelago dell’Oceano Indiano: aveva dato le dimissioni nel febbraio 2012 dopo le proteste pubbliche seguite all’arresto del giudice. Nasheed aveva successivamente detto di essere stato destituito a causa di un colpo di stato, cosa però negata dall’allora vice-presidente, che aveva preso il suo posto. Attualmente Nasheed è il capo dell’opposizione, formata dal Partito Democratico di centrosinistra, mentre al governo c’è il Partito Progressista di centrodestra guidato dall’attuale presidente Abdulla Yameen, fratellastro dell’ex dittatore Maumoon Abdul Gayoom. Il Partito Democratico maldiviano ha commentato l’arresto di Nasheed definendolo «un disperato e assurdo tentativo del presidente Yameen di aggrapparsi al potere contro la progressiva crescita dell’opposizione».

Foto: l’ex presidente Mohamed Nasheed viene trascinato via dalla polizia fuori dalla prima udienza del processo (AP Photo/Sinan Hussain)

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