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  • mercoledì 21 Gennaio 2015

L’attacco su un autobus a Tel Aviv

Un uomo palestinese ha accoltellato almeno dieci persone nel centro della città: quattro sono in gravi condizioni

Mercoledì 21 gennaio un palestinese di 23 anni ha accoltellato almeno dieci persone su un autobus a Tel Aviv, in Israele: quattro sono in gravi condizioni. Dopo averlo individuato, la polizia gli ha sparato contro: l’ha colpito alle gambe e poi l’ha fermato. Il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, ha detto che l’uomo proviene da Tulkarem, città della Cisgiordania. I media israeliani l’hanno identificato come Hamza Matrouk. Quello di mercoledì è il secondo attacco con un coltello che viene compiuto nel centro di Tel Aviv negli ultimi mesi.

Secondo una testimonianza riportata da Israel Army Radio, una radio israeliana, l’assalitore ha accoltellato l’autista dell’autobus e poi ha attaccato i passeggeri a bordo, che hanno tentato di scappare. Moses Collins, un israeliano che si trovava nelle vicinanze dell’autobus al momento dell’attacco, ha detto di avere visto improvvisamente le porte aprirsi e le persone correre fuori urlando: «Ho visto molto sangue, troppo sangue. Non è stato facile, ho provato ad aiutare quelli che stavano scappando». Una volta sceso dall’autobus, l’uomo ha accoltellato almeno un’altra persona (una donna, come mostra un video), prima di essere colpito alle gambe dagli spari di alcuni poliziotti che si trovavano nelle vicinanze. L’uomo è stato arrestato e interrogato dalla polizia: ha detto di avere agito in risposta alla guerra di quest’estate nella Striscia di Gaza e alla complicata questione della Spianata delle Moschee che negli ultimi mesi ha contribuito a rendere i rapporti tra Israele e Palestina molto difficili e tesi.

Un leader di Hamas, la fazione palestinese che di fatto governa nella Striscia di Gaza, ha definito l’attacco di mercoledì “eroico e coraggioso”. Il primo ministro israeliano, il conservatore Benjamin Netanyahu, ha detto che l’attacco è stato incitato dall’Autorità Palestinese e dal suo presidente Mahmoud Abbas, che governa in Cisgiordania. Anche il ministro dell’Economia israeliano, Naftali Bennett, ha detto che Abbas “è il responsabile dell’attentato terroristico a Tel Aviv, per il suo incitamento giorno e notte contro Israele”.

Nonostante la fine quest’estate della guerra tra Israele e Palestina, la situazione nell’area è rimasta molto tesa. A novembre del 2014 un soldato israeliano era stato accoltellato e ucciso da un palestinese vicino a una stazione ferroviaria di Tel Aviv. In tutto almeno 12 israeliani sono rimasti uccisi in attacchi di palestinesi tra Israele e Cisgiordania. L’agenzia di news palestinese Maan ha scritto che in tutto il 2014 oltre 50 palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania da militari israeliani: si tratta del numero più alto da alcuni decenni a questa parte.