Il “Sun” non elimina la pagina con le donne nude

Il famoso tabloid britannico ha smentito su Twitter di avere deciso di abbandonare la contestata tradizione di "pagina 3", dopo quasi 45 anni

Aggiornamento del 22 gennaio 2015
Il Sun ha pubblicato un tweet nel quale mostra pagina 3 della sua nuova edizione, in cui è regolarmente presente la fotografia di una donna seminuda. La fotografia è accompagnata da una didascalia che dice:

In seguito alle recenti notizie su tutti i media, desideriamo chiarire che questa è pagina 3 e che questa è una foto di Nicole, 22 anni, di Bournemouth.
Desideriamo scusarci a nome dei giornalisti della carta stampata e della televisione che hanno passato gli ultimi due giorni a occuparsi e a scrivere di noi.

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Dopo quasi 45 anni, il tabloid britannico Sun ha deciso di abbandonare – almeno parzialmente – la “tradizione” di pubblicare immagini di donne nude sulla terza pagina del giornale. Il Sun – che è anche uno dei giornali più venduti del Regno Unito – è stato il primo tabloid a farlo, il 17 novembre del 1970, con una foto della modella e attrice Stefanie Rahn. Nel corso degli anni Settanta, poi, la pubblicazione di immagini femminili sessualmente attraenti è stata ripresa da molti altri giornali anche fuori dal Regno Unito.

L’edizione del Sun dello scorso venerdì è stata l’ultima con la foto di una donna a seno scoperto a pagina 3; la pagina continuerà comunque a ospitare immagini femminili, ha fatto sapere il giornale, anche se «parzialmente vestite». Un dirigente della società editrice Newscorp, citato dal Guardian, ha spiegato che la decisione sarebbe stata presa direttamente dal proprietario del giornale, Rupert Murdoch, che negli scorsi mesi su Twitter aveva detto che si trattava di una cosa «all’antica» ma che ai lettori piaceva; e poi si era chiesto se le donne non sarebbero state più attraenti vestite con abiti alla moda invece che nude.

 

La decisione potrebbe comunque non essere definitiva e potrebbe essere rivista sulla base di come andranno le vendite nei prossimi mesi. C’è comunque un precedente: l’edizione irlandese del Sun ha abbandonato le immagini sessiste di pagina 3 nell’agosto del 2013 «per differenze culturali fra Regno Unito e Irlanda», senza subire significative conseguenze in edicola (o meglio subendo un calo delle vendite, scrive il Guardian, ma come accaduto agli altri giornali di carta e con molta probabilità non a causa del cambiamento di pagina 3).

La questione della “pagina 3” è discussa da molto tempo nel Regno Unito: i tabloid in generale hanno sempre difeso la scelta e per festeggiare i 40 anni di questa “tradizione”, quattro anni fa, il Sun aveva lanciato una versione speciale delle immagini in cui era possibile ruotare le modelle a 360 gradi e guardarle da ogni prospettiva («siamo il primo giornale a mostrare immagini che ruotano a 360° e potete averle anche sul vostro iPad», diceva l’articolo di presentazione). L’ex direttore Dominic Mohane l’aveva definita «un’innocua istituzione britannica», la stessa posizione dell’attuale direttore David Dinsmore.

C’è invece chi ha organizzato campagne e proteste contro “pagina 3” definendola sessista, offensiva e anacronistica. Il principale movimento (che raccoglie sopratutto attiviste femministe) è stato lanciato nel settembre del 2012 da Lucy Holmes con una petizione: si chiama “No More Page 3”, è stata firmata da quasi 220 mila persone e ha ottenuto il sostegno di molte organizzazioni e istituzioni (una trentina di università, molti sindacati, squadre di calcio femminile, il parlamento scozzese e l’Assemblea del Galles). L’iniziativa si inserisce comunque in un contesto più ampio, contro la rappresentazione sessista delle donne nei media in generale.