Lo studio della NASA sui gemelli

Scott e Mark Kelly verranno studiati per capire come compiere lunghe missioni nello Spazio, in previsione dei viaggi su Marte: uno rimarrà sulla Terra, l'altro passerà un anno sulla ISS

di Lindsey Bever - Washington Post

L’astronauta Scott Kelly ha una controfigura: suo fratello gemello, identico a lui, l’astronauta in pensione Mark Kelly. E mentre nei prossimi dodici mesi Scott farà la storia, vivendo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) più a lungo di qualsiasi altro astronauta americano, Mark sarà qui sulla Terra e sarà sottoposto a degli esami medici. A marzo la NASA manderà sulla ISS per un anno Scott Kelly, che vivrà insieme all’astronauta russo Mikhail Kornienko con cui lavorerà a 500 esperimenti. Poiché un normale viaggio spaziale dura circa sei mesi, gli stessi fratelli Kelly saranno a loro volta un esperimento: daranno alla NASA la possibilità di capire meglio in che modo lunghi periodi nello Spazio influenzino gli astronauti. L’obiettivo è quello di prepararsi per una eventuale missione che porti gli uomini su Marte. Julie Robinson, scienziata della NASA del programma per la stazione spaziale, ha detto: «Questo ci permetterà di dare una prima occhiata a cosa succede ai loro corpi dai sei ai dodici mesi. Vogliamo scoprire quali rischi potrebbero esserci».

Viaggiare nello Spazio per lunghi periodi di tempo può avere conseguenze strane e bizzarre. Le ossa diventano più deboli, i muscoli perdono massa e la gravità vicina allo zero può perfino far diventare più alta una persona. Al ritorno da una missione nel 2011, per esempio, Scott Kelly aveva notato di essere diventato più alto del suo gemello. «È durato abbastanza da poter stare in piedi vicino a mio fratello e guardarlo un pochino dall’alto verso il basso», ha detto allo Houston Chronicle. I fratelli sono parte del “Twins Study” della NASA, che osserva come i gemelli in ambienti estremamente diversi cambiano nel tempo. I ricercatori confronteranno i sistemi immunitari dei fratelli, i loro tempi di reazione, la loro vista e lo stato di salute del loro cuore, tra le altre cose, utilizzando campioni di sangue, urina e altri sistemi. Questo aiuterà a capire come potrebbe essere cambiato nello spazio il DNA di Scott Kelly.

Mark Kelly, 50 anni, è il marito di Gabrielle Giffords, l’ex deputata che fu ferita gravemente alla testa in una sparatoria a Tucson nel 2011: Kelly si è offerto volontario per partecipare allo studio da casa sua. Robinson ha spiegato però ai giornalisti che due soggetti da studiare non sono abbastanza, e questo è il motivo per cui la NASA e i suoi partner – Russia, Europa, Giappone e Canada – stanno prendendo in considerazione fino a una decina di soggetti per test di un anno sulla stazione spaziale, ha scritto Associated Press.

Il 27 marzo Scott Kelly si imbarcherà assieme a Kornienko e all’astronauta russo Gennady Padlalka su una Soyuz russa e partirà dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. Dal 2011, quando la NASA ha ritirato i suoi space shuttle, le Soyuz sono state le uniche navicelle a trasportare persone sulla stazione spaziale. Padalka tornerà sulla Terra a settembre, mentre gli altri due non torneranno fino a marzo 2016. «Credo che la sfida più grande sarà rimanere sulla ISS due volte il tempo che ci sono rimasto l’ultima volta, perciò dovrò regolarmi» ha detto a KPRC-TV Kelly, che ha partecipato ad altre tre missioni sulla stazione spaziale. Giovedì Kelly ha detto ai giornalisti che ha in mente di portarsi da casa qualche oggetto per stare più comodo: qualche felpa e un paio di scarpe da ginnastica speciali, da indossare quando si allena. «Ho comprato un modello speciale di scarpe che penso siano più adatte». Si terrà in contatto con la famiglia e gli amici con le email, con il telefono e sui social media, utilizzando la connessione internet della stazione. Potrà passare il tempo anche guardando la televisione, i film e le partite sul suo portatile.

Per la maggior parte del tempo Kelly lavorerà a esperimenti scientifici, «costruendo questo sistema che ci permetterà di capire come gestire lunghi periodi di tempo nello spazio, per rendere possibile un giorno andare su Marte». Se il viaggio di un anno può aiutare a raggiungere questo obiettivo, ha spiegato Kelly, ne sarà valsa la pena. «Se come risultato di questa missione comprenderemo meglio la nostra psicologia, allora i viaggi su Marte nel prossimo decennio o in quello dopo ancora sono qualcosa che possiamo assolutamente raggiungere». Il direttore del programma per la stazione spaziale, Mike Suffredini, ha detto la settimana scorsa che la NASA potrebbe ritardare ulteriori viaggi spaziali di lunga durata fino a che le capsule del programma Commercial Crew non saranno pronte per partire dal suolo americano, cosa che non accadrà fino al 2017 o al 2018. Nel frattempo Kelly ha detto che si godrà il viaggio. Kelly ha detto: «È molto divertente, la stazione spaziale è un posto magico».

 © Washington Post 2014

Foto: Mark Kelly, a destra, e Scott Kelly al Lyndon B. Johnson Space Center a Houston. (AP Photo/NASA)