• Mondo
  • domenica 11 gennaio 2015

La vendita libera della marijuana in Colorado, un anno dopo

È andata bene, tutto sommato, anche se dalle tasse sono arrivati meno soldi del previsto: ma ci sono diversi problemi

Da circa un anno in Colorado sono aperti i negozi in cui è permesso vendere marijuana a scopo ricreativo: la legge che introduce il consumo, la coltivazione e la vendita della marijuana a scopo ricreativo era stata approvata con un referendum popolare nel novembre 2012 ed era entrata ufficialmente in vigore il 10 dicembre 2012. Il Colorado è stato il primo fra gli stati americani ad adottare una legislazione così permissiva (la vendita di marijuana è ancora formalmente illegale per la legge federale). Nei mesi successivi negozi simili hanno aperto anche nello stato di Washington, mentre in novembre la legalizzazione del consumo di marijuana a scopo ricreativo è stata approvata in Oregon e Alaska e nel District of Columbia tramite referendum di iniziativa popolare (nei primi due stati è stata anche approvata la possibilità di venderla, come in Colorado).

Nei mesi precedenti all’entrata in vigore della legge, la sua applicazione pratica e le sue conseguenze sono state estesamente discusse: le persone favorevoli sostenevano che avrebbe generato notevoli introiti grazie alla raccolta delle tasse sulla vendita, mentre i critici spiegavano che la legalizzazione della vendita avrebbe avuto delle conseguenze di tipo sociale, e generato un aumento degli incidenti domestici o stradali legati alla marijuana. Come scrive il Wall Street Journal, a circa un anno di distanza dall’entrata in vigore della legge nessuna delle due ipotesi si è rivelata esatta, sebbene in molti sottolineino come all’apertura dei negozi e nei primi mesi di vendita non si siano verificati grossi guai. Tutto è stato gestito in modo molto ordinato.

Cosa va
All’inizio dell’anno il governatore del Colorado John Hickenlooper (che era contrario alla legalizzazione) aveva previsto che nell’anno fiscale iniziato nel luglio 2014 sarebbero stati raccolti circa 100 milioni di dollari in tasse sulla vendita di marijuana. Oggi le stime sono più basse: il dipartimento economico del Colorado ritiene che nello stesso periodo di tempo otterrà 58,7 milioni di dollari. Le entrate derivanti dalla marijuana, comunque, sono in continuo aumento: nel gennaio del 2014 erano inferiori a due milioni di dollari, mentre a ottobre sono salite a 4,96 milioni. A partire dall’entrata in vigore della legge, sono stati inoltre creati molti nuovi posti di lavoro: ad oggi sono circa 16mila le persone che lavorano nel settore della marijuana.

Al contrario di quanto temuto dai suoi critici, inoltre, la legge non ha generato conseguenze a livello sociale, almeno a breve termine. Il tasso di incidenti stradali è rimasto molto basso, e nonostante non ci siano ancora dati a disposizione sul 2014 il numero degli studenti delle scuole superiori che consuma marijuana non dovrebbe aumentare di molto, a meno di grosse sorprese. Nel 2013, quando già erano stati legalizzati il consumo e la coltivazione della marijuana, il tasso degli studenti che avevano detto di aver fatto uso di marijuana almeno una volta nella vita era sceso dal 39 al 37 per cento rispetto al 2011. Secondo un sondaggio federale, sul biennio 2012-2013 il tasso di persone che hanno consumato marijuana in Colorado nel mese precedente all’intervista è stato invece del 12,7 per cento, in aumento rispetto al 10,4 per cento di alcuni dati raccolti fra il 2011 e il 2012.

Cosa non va
Nonostante l’apertura di più di duecento negozi con licenza statale, è stato stimato che il 40 per cento degli acquisti di marijuana in Colorado avviene tuttora in modo illegale. A questo si aggiunge che a causa della tassazione elevata – la marijuana venduta dai negozi autorizzati ha una tassazione al 27,9 per cento – molti consumatori continuano a procurarsela con una ricetta del proprio medico, per pagarla di meno.

Nonostante gli incidenti legati alla marijuana non abbiano subito un aumento improvviso, come veniva ipotizzato da alcuni, il Wall Street Journal scrive che in realtà «ci sono stati alcuni problemi con la marijuana, soprattutto quando viene impiegata in forma commestibile». Già alla fine di novembre, le chiamate al Rocky Mountain Poison and Drug Center di Denver da parte di persone sofferenti per effetti collaterali all’assunzione di marijuana sono state 202, quasi il doppio di quante erano state in tutto il 2013. Il Wall Street Journal aggiunge che «diversi medici del Colorado hanno recentemente scritto nel Journal of the American Medical Association che gli ospedali locali hanno avuto un picco di pazienti ricoverati per avere assunto una dose eccessiva di marijuana, specialmente fra i bambini».

A dicembre, inoltre, gli stati dell’Oklahoma e del Nebraska hanno fatto causa al Colorado di fronte alla Corte Suprema degli Stati Uniti, chiedendo che vengano modificati alcuni aspetti della legge che ha legalizzato la vendita di marijuana: secondo i due stati, la legalizzazione avrebbe avuto effetti negativi sul proprio sistema giudiziario, poiché avrebbe generato un aumento di incidenti stradali, arresti e utilizzo delle prigioni producendo un aumento dei costi. Non è ancora chiaro se la Corte Suprema accetterà di occuparsi del caso.

Cosa non sappiamo
Come sottolinea Vox, secondo diversi esperti le conseguenze della legalizzazione della marijuana potranno essere valutate solo a lungo termine, fra qualche anno. Nei prossimi anni apriranno probabilmente nuovi negozi, e il mercato dovrà stabilizzarsi: per il momento «non sappiamo ancora, per esempio, se una volta che l’industria della marijuana si sarà stabilizzata aumenteranno davvero gli incidenti stradali o le morti legati alla marijuana. Ed è possibile che altri problemi che ora non possiamo prevedere vengano fuori nei prossimi anni».

foto: AP Photo/David Zalubowski

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.