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  • martedì 16 Dicembre 2014

59 arresti contro la ‘ndrangheta a Milano

È un'inchiesta per un mucchio di reati, su tutti associazione mafiosa, che riguarda anche un tentativo di controllare il servizio catering allo stadio San Siro

Martedì 16 dicembre i carabinieri hanno arrestato 59 persone dopo un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Milano nei confronti della famiglia Libri-De Stefano-Tegano, considerata legata alla ‘ndrangheta di Reggio Calabria. Secondo i magistrati l’organizzazione era guidata da Giulio Martino, arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso e altri reati insieme ai fratelli Vincenzo e Domenico. L’indagine è iniziata circa un anno e mezzo fa a causa di alcuni spari contro l’auto di un imprenditore proprietario di alcune concessionarie. L’uomo aveva rapporti con Giulio Martino, già arrestato negli anni Novanta e recentemente per traffico di droga.

Le accuse, come riportato dal Corriere della Sera, sono di associazione mafiosa, traffico di armi, corruzione di pubblico ufficiale, estorsione e associazione finalizzata al traffico internazionale illecito di sostanze stupefacenti. Il comandante provinciale dei carabinieri, Maurizio Stefanizzi, ha detto: «È da 20 anni che non c’erano operazioni di questo tipo nell’area metropolitana milanese». L’operazione è stata portata avanti da circa quattrocento carabinieri non solo a Milano e riguarda, secondo i magistrati, i modi in cui la ‘ndrangheta cercava di prendere il controllo del settore economico-imprenditoriale lombardo. La famiglia Libri-De Stefano-Tegano avrebbe corrotto alcuni imprenditori locali per aggiudicarsi forniture e appalti a Milano, alcuni sarebbero anche stati vittime di estorsione. Gli indagati avrebbero anche corrotto pubblici ufficiali e gestito un grosso traffico di cocaina, hashish e marijuana.

Uno dei casi riguarda il tentativo di appropriarsi del servizio catering allo stadio San Siro, durante le partite del Milan. La ‘ndrangheta si sarebbe rivolta all’imprenditore Cristiano Sala, uno degli arrestati, che gestiva il catering per l’Inter nel 2010: Sala, che doveva saldare un debito con un imprenditore legato alla mafia, avrebbe utilizzato quindi la sua società nel settore catering – chiamata “Maestro di Casa” – per cercare di estromettere la società che attualmente ha in gestione il servizio durante le partite del Milan, la IT SRL. Sala avrebbe allora corrotto un carabiniere, Carlo Milesi, per cercare di avviare un’indagine sull’attuale società di catering per farle perdere l’appalto e dare accesso alla ‘ndrangheta allo stadio San Siro. Il 16 dicembre 2013, in occasione della partita Milan-Roma, Milesi organizzò un’ispezione fingendo che fosse in corso un’inchiesta per sfruttamento di lavoro in nero (la vicenda della presunta inchiesta fu anche raccontata dai giornali); successivamente cercò di convincere più volte i dirigenti del Milan – totalmente estranei alla vicenda – a cambiare la società di fornitura del catering per la stagione 2014/2015. Le intercettazioni dei carabinieri di Milano hanno chiarito la vicenda e permesso di incriminare lo stesso Sala.