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  • domenica 7 Dicembre 2014

Gli scontri di ieri ad Atene

Manifestanti e polizia si sono lanciati bombe molotov e gas lacrimogeno durante un corteo per ricordare un ragazzo di 15 anni ucciso nel 2008: 100 persone sono state arrestate

Ieri sera nel centro di Atene ci sono stati alcuni scontri fra la polizia e alcune centinaia di manifestanti, che si sono staccati da un corteo organizzato per ricordare la morte di Alexandros Grigoropoulos, un 15enne che nel 2008 fu ucciso da un poliziotto. Gli scontri sono avvenuti nel quartiere Exarcheia, poco distante dal Museo Archeologico Nazionale: circa duecento manifestanti hanno danneggiato alcuni negozi e tirato bombe molotov e pietre alla polizia, che ha reagito con il gas lacrimogeno. I manifestanti hanno anche dato fuoco ad alcune automobili e sportelli bancomat del quartiere. Per il momento non si hanno notizie di feriti. In seguito agli scontri, la polizia ha arrestato circa 100 persone. Anche in altre città greche, tra cui Salonicco e Patrasso, ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia.

Grigoropoulos – che è stato ricordato con un corteo inizialmente pacifico a cui hanno partecipato circa seimila persone – era stato ucciso ad Atene il 6 dicembre 2008, dopo che un poliziotto gli aveva sparato nel mezzo di una lite (il poliziotto in questione è stato nel frattempo condannato all’ergastolo). Dopo l’uccisione di Grigoropoulos, e per diverse settimane, in Grecia si tennero grosse manifestazioni, e ci furono molti scontri con la polizia.

Il 6 dicembre 2008, assieme a Grigoropoulos era presente anche Nikos Romanos, un estremista di sinistra che oggi ha 21 anni e due mesi fa è stato condannato per rapina a mano armata. Romanos – che ha ricevuto anche il sostegno dei manifestanti di Atene – sta conducendo da circa un mese uno sciopero della fame. Sebbene sia stato ammesso all’università, infatti, la prigione gli ha negato il permesso di frequentare le lezioni. Il governo, nel tentativo di risolvere il caso, ha fatto approvare un emendamento a una recente legge per permettere ai detenuti di frequentare corsi universitari a distanza: ma Romanos insiste per frequentare le lezioni di persona. Syriza, il partito di sinistra che secondo i sondaggi è attualmente il più popolare del paese, ha fatto sapere di sostenere la causa di Romanos, la cui salute sta peggiorando. Lunedì, il primo ministro greco Antonis Samaras incontrerà i genitori di Romanos.