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  • domenica 7 Dicembre 2014

Un autista di Uber è accusato di stupro in India

A New Delhi la polizia ha dato la colpa alla società americana, per non avere selezionato accuratamente i suoi guidatori

Aggiornamento 8 dicembre: le autorità locali di New Delhi, in India, hanno emesso un’ordinanza per sospendere i servizi Uber nella capitale, dopo che un autista è stato arrestato per accusa di stupro. Questo significa che qualsiasi taxi a Delhi che lavorerà utilizzando i servizi di Uber potrà essere multato o messo sotto sequestro.

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Un autista di Uber, la app per noleggiare auto con conducente, è stato arrestato in India dopo che una donna di 26 anni lo ha accusato di stupro. La donna ha detto alla polizia di essersi addormentata nel taxi dell’uomo e di essersi risvegliata nell’auto parcheggiata in una zona isolata della capitale New Delhi. La polizia ha detto che un esame medico ha rinvenuto tracce di violenza sessuale sul corpo della donna. La società Uber ha dichiarato che sta facendo il possibile per cooperare con la polizia.

 

La donna ha dichiarato di essere stata violentata la sera di venerdì 5 dicembre, dopo aver chiamato il taxi alla fine di una cena. Secondo la donna, l’autista ha minacciato di farle del male se avesse avvertito la polizia, poi l’ha lasciata vicino alla casa di lei. Successivamente l’uomo avrebbe abbandonato la macchina. La polizia indiana ha detto che diverse automobili usate da Uber non hanno a bordo sistemi per seguirne la posizione tramite GPS. Inoltre la società, ha aggiunto la polizia, non ha condotto sufficienti verifiche sui propri autisti. Alcune decine di studenti hanno protestato contro Uber fuori dalla caserma di polizia dove l’autista è stato portato dopo l’arresto.

Uber ha respinto le critiche, dicendo che tutte le sue macchine sono dotate di GPS e che i guidatori vengono sottoposti ad accurate selezioni. Negli ultimi mesi in India è aumentata molto la sensibilità nei confronti delle violenze sulle donne. Tra pochi giorni sarà il secondo anniversario dello stupro di gruppo e dell’assassinio di una ragazza indiana su un bus a New Delhi, episodio che causò una serie di grandi manifestazioni in tutta la capitale. Da allora il problema, per lungo tempo ignorato nel paese, ha iniziato a essere affrontato su tutti i principali giornali indiani, spingendo anche il governo a inasprire pene e controlli. La campagna mediatica ha anche spinto molte donne indiane a denunciare le violenze che fino a poco tempo fa restavano sconosciute.

Foto: una protesta contro Uber all’esterno di una caserma della polizia (AP Photo/Tsering Topgyal)