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  • giovedì 4 Dicembre 2014

L’attacco terroristico a Grozny, in Cecenia

Un gruppo islamista ha dato fuoco ad alcuni edifici poco prima dell'importante discorso annuale di Putin nel parlamento russo: ci sono almeno 16 morti

Nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre alcuni militanti islamici ceceni hanno attaccato diversi edifici di Grozny, la capitale della Cecenia, una repubblica autonoma della Federazione Russa. I militanti sono arrivati nel centro della città a bordo di diverse automobili, prima di sparare su un checkpoint della polizia e attaccare l’edificio delle comunicazioni e una scuola. Negli scontri sono rimaste uccise almeno 16 persone – tra cui 10 poliziotti – ma il numero potrebbe essere anche superiore (secondo la stampa russa sono 22). L’attacco è stato il risultato di una rara falla della sicurezza di una delle città più controllate e sorvegliate d’Europa.

L’attacco è stato rivendicato da un gruppo islamista con un video diffuso oggi su YouTube. Nel video un uomo armato dice che il suo gruppo ha attaccato la città in un’operazione di “vendetta” per le molestie subite da alcune donne musulmane e compiute dalle forze di sicurezza. L’uomo ha aggiunto che l’attacco è stato organizzato sulla base delle indicazioni del leader ribelle Aslan Byutukayev, un alleato del noto terrorista Doku Umarov, signore della guerra ceceno e uno dei ribelli più ricercati di tutta la Russia (all’inizio di quest’anno si è diffusa la notizia della sua morte).

Il presidente della Cecenia, il filo-russo Ramzan Kadyrov, ha detto che ora la situazione è sotto controllo e che nessuno degli attentatori è riuscito a scappare. Gli scontri di questa notte sono i più gravi da diverso tempo e potrebbero mettere in difficoltà il presidente russo Vladimir Putin, che in passato si era autocelebrato per essere riuscito a portare stabilità in Cecenia dopo due violentissime guerre separatiste (la prima durò dal 1994 al 1996, la seconda dal 1999 al 2009). Tra l’altro l’attacco è avvenuto poche ore prima del discorso annuale che Putin tiene di fronte al parlamento russo: secondo Dmitry Trenin, analista del Carnagie Moscow Center, l’attacco di questa notte è sembrato “senza senso a parte per il tentativo di mettere in imbarazzo Putin poche ore prima il suo discorso”.