Come mai hanno votato in pochi

Elisabetta Gualmini spiega sulla Stampa i fattori (piuttosto chiari e prevedibili) delle basse percentuali di elettori in Emilia-Romagna e Calabria

La notizia principale intorno ai risultati delle elezioni regionali che si sono tenute domenica in Emilia-Romagna e in Calabria è l’altissima quota di elettori che non sono andati a votare. Dato che è già diventato argomento di polemica politica con tesi sbrigative di varia natura e accuse opposte, soprattutto tra la sinistra: sulla Stampa invece Elisabetta Gualmini prova a mettere in ordine i dati di contesto che sembrano spiegare questo risultato.

Tutto ha remato contro le elezioni in solitaria di Calabria ed Emilia Romagna. L’assenza di qualsiasi traino nazionale o locale, perché non votavano le altre regioni e non c’erano altre consultazioni: né quelle per il sindaco, di cui si parla nei bar, né quelle per il governo nazionale, di cui si parla in televisione. Le indagini sulle «spese pazze» dei consiglieri regionali e le dimissioni dei governatori, non hanno certamente creato entusiasmo, anzi hanno demoralizzato parecchi elettori solitamente ligi. A differenza delle ultime regionali, si poteva votare solo in un giorno, non anche il lunedì.

(continua a leggere sulla rassegna stampa Treccani)

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