Le proteste a Budapest contro la tassa su Internet

Migliaia di persone – armate di smartphone e computer – hanno chiesto al governo ungherese di ritirare una proposta di legge che imporrebbe il pagamento di 50 centesimi per ogni gigabyte scaricato

Nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 ottobre migliaia di persone hanno manifestato a Budapest, la capitale dell’Ungheria, chiedendo che il governo ritiri una proposta di legge che imporrebbe una tassa per l’utilizzo di Internet. Circa diecimila persone si sono riunite davanti alla sede del ministero dell’Economia, dove hanno mostrato gli schermi accesi dei loro smartphone per rendere ben visibile la loro presenza e la loro protesta. Parte dei manifestanti si è poi trasferita davanti alla sede di Fidesz, il partito di destra al governo, lanciando verso l’edificio componenti di vecchi computer. Ci sono stati momenti di tensione con la polizia, con alcuni scontri tra agenti e manifestanti.

Secondo i promotori delle proteste, la nuova tassa è “antidemocratica” e se fosse approvata penalizzerebbe soprattutto i più poveri, che avrebbero ulteriori difficoltà ad accedere liberamente a Internet. Nel progetto di legge, sostenuto dal primo ministro Viktor Orban, si parla di circa 50 centesimi di euro da pagare per ogni gigabyte di traffico utilizzato. In seguito alle proteste degli ultimi giorni, Fidesz si è impegnato ad aggiungere un emendamento alla legge, che preveda un tetto massimo mensile di circa 2,30 euro per i privati e di 16 euro per le imprese. Secondo il governo, la tassa servirà per recuperare risorse aggiuntive, necessarie per migliorare le condizioni finanziarie dell’Ungheria e ridurre il suo alto debito.

Diversi osservatori hanno spiegato che la tassa su Internet potrebbe di fatto limitare ulteriormente la libertà di espressione nel paese, messa a dura prova da una serie di altri provvedimenti sempre da parte del governo di Orban. In Ungheria, inoltre, l’IVA è tra le più alte del mondo con una percentuale applicata del 27 per cento, che riguarda anche i dispositivi elettronici come computer e punti di accesso a Internet.

Il movimento che si oppone alla nuova legge ha un gruppo su Facebook con oltre 200mila iscritti. Ha chiesto formalmente al governo di rinunciare alla tassa, annunciando che in caso contrario saranno organizzate altre manifestazioni a Budapest a partire da martedì prossimo.