• Scienza
  • mercoledì 15 ottobre 2014

Facebook ed Apple pagano il congelamento degli ovuli delle loro impiegate

L’iniziativa dovrebbe rendere più facile la vita delle donne nelle due società – nelle quali oggi lavorano soprattutto uomini – senza costringerle a scegliere tra figli e carriera

Facebook e Apple hanno avviato programmi per farsi carico dei costi del congelamento e del mantenimento degli ovuli delle loro impiegate, che per non rinunciare alla loro carriera preferiscono ritardare il momento in cui dovranno affrontare una gravidanza per avere figli. L’iniziativa dovrebbe costituire un incentivo per fare aumentare il numero di donne che lavorano nelle due società tecnologiche, nelle quali la stragrande maggioranza degli impiegati è di sesso maschile. Facebook offre già da alcuni mesi questa possibilità, mentre Apple ha confermato a NBC News che inizierà a farlo dal prossimo gennaio 2015. L’idea è offrire la copertura a prescindere dalla motivazione, quindi anche per chi non ha una stretta necessità medica.

Il processo di congelamento degli ovuli permette di conservare cellule uovo sane, prelevate nel periodo di massima fertilità di una donna, tra i 20 e i 30 anni. Le cellule possono essere utilizzate anche a molti anni di distanza per la fecondazione e per il conseguente avvio della gravidanza, a un’età in cui di solito è più complicato avere figli a causa della minore fertilità. Il problema è che la procedura è molto costosa e raramente viene coperta dalle assicurazioni sanitarie negli Stati Uniti, salvo particolari polizze assicurative o strette necessità mediche.

Ogni ciclo di raccolta delle cellule uovo costa intorno ai 10mila dollari: solitamente ne sono necessari almeno un paio per raccogliere e conservare un numero adeguato di cellule. La loro conservazione nei centri specializzati costa poi almeno 500 dollari all’anno. La copertura offerta da Facebook e Apple alle loro dipendenti è intorno ai 20mila dollari, quindi sufficiente per coprire un paio di cicli di raccolta.

Grazie al progresso nelle tecnologie per la gestione delle cellule uovo, le probabilità di avviare una gravidanza da un ovulo congelato sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni, ma naturalmente non ci sono garanzie assolute sull’efficacia del sistema per tutte le pazienti. È comunque opinione diffusa tra i medici che prima si raccolgono e si congelano le cellule meglio è. Viene inoltre consigliato di congelarne almeno una ventina, per aumentare le probabilità di riuscita nell’avvio della gravidanza.

Negli Stati Uniti ci sono diversi gruppi a sostegno di politiche aziendali che rendano meno onerosa per le donne la scelta di congelare le loro cellule uovo. Secondo i sostenitori, queste iniziative contribuiscono a ridurre le disparità di trattamento tra le donne e gli uomini negli ambienti di lavoro, perché permettono alle impiegate di pianificare meglio la loro carriera, senza essere condizionate dagli anni che passano con la conseguente riduzione di probabilità di avere figli a causa dell’invecchiamento.

Facebook ed Apple sono per ora le più grandi società della Silicon Valley ad avere piani simili, ma è probabile che nei prossimi mesi si accoderanno altre aziende, e non solo in ambito tecnologico. Facebook offre già un bonus di 4.000 dollari a ogni nuova coppia di genitori tra i suoi impiegati.

Il fatto di congelare i propri ovuli non implica comunque necessariamente che poi questi siano utilizzati per la fecondazione, spiegano i medici. In molti casi chi ne ha disposto la conservazione riesce comunque a restare incinta naturalmente, senza dovervi fare ricorso. In un certo senso le uova congelate costituiscono una sorta di assicurazione, cui fare ricorso se proprio non si riesce ad avviare la gravidanza rimandata per occuparsi dell’avanzamento della propria carriera – in modo da avere le risorse per tirarla su, una famiglia.

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