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  • domenica 12 Ottobre 2014

Alessandro Di Battista e la storia sull’AIDS

Il deputato del M5S ha detto che in Grecia "cittadini disperati" si sono infettati di proposito con il virus dell'HIV per ottenere un sussidio economico: ma è una storia complicata

Domenica 12 ottobre durante la chiusura della manifestazione del Movimento 5 Stelle al Circo Massimo di Roma, il deputato e vicepresidente della Commissione esteri della Camera Alessandro Di Battista ha dichiarato dal palco della manifestazione: «In Grecia cittadini disperati si iniettano il virus dell’AIDS per prendere il sussidio, lì stanno facendo un esperimento per capire il punto di rottura» (potete sentire la frase al minuto 10:42 del video qui sotto). In realtà si tratta di un’affermazione priva di fondamenti e di fonti chiare, diffusa l’anno scorso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e successivamente corretta dalla stessa organizzazione.

Di Battista ha pronunciato la frase sull’AIDS nel corso di un duro discorso di accusa nei confronti di diversi organismi sovranazionali, come la Commissione europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea (la cosiddetta “troika”) e contro quelli che ha definito i “collaborazionisti” di queste tre organizzazioni: fra questi, ha incluso il presidente del Consiglio Matteo Renzi e l’ex direttore di Repubblica Eugenio Scalfari. Di Battista ha utilizzato la Grecia come esempio per descrivere le conseguenze negative provocate dalle politiche imposte dalla “troika”. Tra queste, secondo Di Battista, ci sarebbe anche aver reso la popolazione così povera e disperata da spingerla ad “auto-infettarsi” con il virus HIV pur di ottenere un sussidio governativo.

Laa notizia era effettivamente comparsa nel settembre del 2013 in uno studio realizzato dalla divisione europea dell’OMS. Nello studio era scritto che circa metà dei nuovi contagi da HIV erano in realtà “auto-contagi” compiuti con lo scopo di ottenere un sussidio statale di circa 700 euro al mese. Il dato ricevette immediatamente molta attenzione in tutta Europa ed arrivò rapidamente anche negli Stati Uniti dove, ad esempio, venne utilizzata ampiamente dal giornalista conservatore Rush Limbaugh (uno dei più celebri e aggressivi commentatori della destra repubblicana).

La fonte dell’OMS era uno studio pubblicato sulla celebre rivista medica Lancet. In questo studio, però, la frase riguardo gli “auto-contagi” era formulata in maniera sensibilmente diversa: «[esistono] racconti che riguardano pochi individui che si sarebbero auto-infettati per ottenere accesso a un sussidio da 700 euro al mese e un accesso più rapido ai programmi di disintossicazione che permettono di avere accesso a sostanze sostitutive della droga». In altre parole, lo studio pubblicato su Lancet non parlava di numeri – meno che mai della “metà dei casi” – ma soltanto di non circostanziati “racconti” che riguardavano “pochi individui”, il cui obiettivo sembrava tra l’altro avere a che fare con l’accesso ai sostituti di sostanze di cui facevano già precedentemente abuso.

Nel novembre del 2013 l’OMS pubblicò un breve documento in cui presentava al pubblico delle scuse per l’errore compiuto e riassumeva in breve tutta la faccenda. Nel documento l’OMS precisò che: «L’OMS riconosce che non esistono prove a indicare che l’auto-infezione volontaria con il virus HIV vada oltre alcuni casi aneddotici».