• Cultura
  • lunedì 29 Settembre 2014

I disegni di Roy Lichtenstein a Torino

Sono esposti oltre 200 disegni di uno dei più importanti maestri della Pop Art, che si ispirava al mondo dei fumetti e della pubblicità

Dal 26 settembre al 25 gennaio 2015 la Galleria d’Arte Moderna di Torino (GAM) ospiterà la mostra “Roy Lichtenstein. Opera prima”, che espone per la prima volta in Italia oltre 200 disegni di uno dei più importanti esponenti della Pop Art. La mostra è curata dal direttore di GAM Danilo Eccher e raccoglie opere di Lichtenstein in prestito dalla Estate and Roy Lichtenstein Foundation, dalla National Gallery di Washington DC, dall’Art Institute di Chicago e da molte collezioni pubbliche e private, sia europee che italiane. Oltre ai disegni ci sono anche alcuni grandi dipinti e sculture, insieme a fotografie e altre testimonianze che mostrano l’artista al lavoro.

Roy Lichtenstein nacque a New York nel 1923, in una tipica famiglia della borghesia newyorkese: il padre faceva l’agente immobiliare e la madre la casalinga. Iniziò a disegnare sin da bambino e continuò a farlo negli anni dell’esercito e della Seconda guerra mondiale, che combatté in Inghilterra e in Francia: tra le varie mansioni che ricoprì da soldato, disegnò mappe e lavorò ai fumetti per il celebre periodico dell’esercito americano Stars and Stripes. La svolta arrivò nel 1962, con una mostra personale presso il famoso gallerista di New York Leo Castelli che lo rese molto famoso, stabilendo la sua influenza indiscussa nella Pop Art. In particolare le sue opere si ispiravano al mondo del fumetto e della pubblicità: reinterpretava singole vignette di diversi disegnatori, dipingendole a olio su tela in modo lento e accurato con la tecnica dei Ben-Day Dots, cioè di puntini dai colori vivaci giustapposti tra loro. Una delle opere che lo rese più celebre – e che rimase poi tra le sue più conosciute – fu Look Mickey del 1961, considerata la prima in cui Lichtenstein si ispirò direttamente a un fumetto (preso da un libro per bambini uscito l’anno prima).

Lichtenstein morì a New York il 29 settembre del 1997, a causa di una polmonite; i suoi quadri continuano a essere venduti per decine di milioni di euro e riprodotti un’infinità di volte su poster e altri oggetti: anche se sembrano a loro volta riproduzioni, Lichtenstein non utilizzava tecniche meccaniche e i suoi famosi puntini erano dipinti uno ad uno. La mostra alla GAM permette di osservare i disegni e gli schizzi, che Lichtenstein utilizzava come punto di partenza per i dipinti più grandi, che sono stati esposti in rare occasioni: al CNAC di Parigi nel 1975, riproposta anche a Berlino e Aachen, in Germania; al MoMA nel 1987 e nel 2005 al Museo de Arte Abstracto Español di Cuenca, poi riproposta in alcuni musei in Spagna, Francia e Stati Uniti.